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EDITORIALE N.308

La Russia punta a diventare una meta ambita per gli investitori globali

Per il presidente, Vladimir Putin, la stabilità economica e finanziaria della Russia rappresenta "un’ottima garanzia  per gli investitori esteri” – Il Cremlino lancia un nuovo programma per ottenere entro il 2024 delle sostanziali promozioni nel rating “Doing Business” della Banca Mondiale – Antonio Fallico, presidente di Banca Intesa: “La Russia dev’essere una delle priorità per il business italiano” - Sesto seminario italo-russo a Torino, organizzato dall'Associazione “Conoscere Eurasia”: Torino è motore dell'export regionale verso la Russia e argina la contrazione delle esportazioni piemontesi.


egli ultimi anni la Russia ha raggiunto un alto livello di stabilità economica e finanziaria. Il Cremlino è costantemente impegnato nel miglioramento dei meccanismi di salvaguardia e promozione degli investimenti esteri. Tutti questi fattori garantiscono la tutela dei capitali investiti in Russia. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, durante un recente incontro con i rappresentanti del mondo imprenditoriale tedesco.
“Tutti sono stanchi di calcolare le perdite derivanti dalle sanzioni. La Russia fa parte della grande famiglia europea. Ci siamo sempre comportati in modo molto regolare e stabile nei confronti dei nostri partner economici. Non usiamo mai alcuna leva economica per risolvere questioni politiche. E voglio assicurarvi che ciò rimarrà invariato anche in futuro”, ha dichiarato il presidente Putin, rivolgendosi agli investitori esteri.
Intanto il dibattito governativo relativo all’“Accordo sulla promozione e la salvaguardia degli investimenti” nel complesso è concluso. Alla Duma di Stato, la Camera bassa del Parlamento russo, è stato presentato un pacchetto di progetti di legge basato sulle proposte del ministero delle Finanze: al fine di attirare nuovi grandi investitori dall’estero, le autorità russe stanno puntando sul netto miglioramento delle condizioni economiche e finanziarie per le imprese che hanno preso la decisione strategica di lavorare in Russia.
Negli ultimi anni in Russia sono state create aree di sviluppo avanzato e sono stati stipulati contratti di investimento regionali e specializzati. La disposizione chiave dell’Accordo sulla promozione e la salvaguardia degli investimenti è la cosiddetta “clausola di stabilizzazione”, che tutela gli investitori da eventuali costi aggiuntivi, associati, ad esempio, all’innalzamento dei requisiti sulla qualità dei beni, alla riduzione delle quote, all’introduzione di sanzioni e persino ad una decisione delle autorità, se, ad esempio, dovesse comportare dei ritardi per l’avvio del progetto.
Tale accordo potrà essere stipulato per 6, 12 e 18 anni. Sarà di 6 anni per progetti con propri investimenti fino a 3 miliardi di rubli. Di 12 anni per progetti che superano il costo di tre miliardi di rubli e di 18 anni per i progetti con propri investimenti superiori a 10 miliardi di rubli. Inoltre, la società dovrà avere almeno 100 dipendenti e il suo capitale autorizzato dovrà superare i 50 milioni di rubli oppure il fatturato dovrà essere superiore a 800 milioni di rubli. Il disegno di legge non prevede una gara d’appalto, il progetto sarà sottoposto solo ad un audit finanziario, la cui procedura sarà definita da un ulteriore decreto governativo.
Inoltre, il ministero dello Sviluppo Economico ha creato un nuovo programma per semplificare le procedure amministrative a cui devono far fronte le imprese e che comprende anche alcune misure volte, in particolare, ad innalzare entro il 2024 la posizione della Russia nel rating “Doing Business” della Banca Mondiale.
Complessivamente, il programma “Trasformazione del clima imprenditoriale” preparato dal ministero dello Sviluppo Economico definisce sedici direzioni principali, tra cui l’edilizia urbana, la regolamentazione doganale, lo sviluppo delle esportazioni, l’ecologia e altro ancora. In questo modo il governo russo prevede di adempiere ad un altro compito prefissato da Putin: aumentare entro il 2024 la quota degli investimenti nell’economia fino al 25%, ovvero di circa 4 punti percentuali.
La versione aggiornata del piano comprende misure relative ai cinque nuovi settori presi in considerazione dalla Banca Mondiale, come ad esempio la registrazione accelerata degli immobili, il collegamento rapido alla rete elettrica e l’ottenimento dei permessi di costruzione. Quest’anno, gli ultimi due indicatori sono gli unici grazie a cui la Russia ha migliorato la propria posizione nel rating “Doing Business”: si è infatti classificata al 7° posto per quanto riguarda l’accesso alle reti elettriche di cinque linee, mentre in termini di ottenimento dei permessi di costruzione è passata dal 48° al 26° posto. Per quanto riguarda la registrazione delle proprietà, il paese ha mantenuto finora il suo 12° posto.
In base al nuovo piano, per quanto concerne la registrazione della proprietà, la Russia dovrebbe avanzare di quattro posizioni in una sola volta, fino all’ottavo posto. Saranno notevolmente ridotti i tempi di registrazione per passare a forme standard di contratti elettronici per tutti i tipi di transazioni immobiliari e si darà l’autorizzazione a registrare i diritti di proprietà immediatamente dopo la messa in servizio degli impianti.
Il numero di procedure per l’ottenimento dei permessi di costruzione dovrebbe essere ridotto da 15 a 13 e il tempo necessario per la loro esecuzione dovrebbe passare da 194 a 136 giorni. Se tale obiettivo sarà raggiunto, il costo delle procedure amministrative per la costruzione di un piccolo impianto di produzione ammonterà all’1,1% del suo valore. Infine va notato che il Cremlino prevede di passare entro il 2024 dall’attuale 50° al 30° posto per quanto riguarda i criteri di tassazione. Nel dicembre del 2020, il ministero dello Sviluppo Economico intende far introdurre dal governo una legge che eviti alle società non quotate in borsa di effettuare la revisione obbligatoria dei bilanci annuali a seconda della decisione dell’Assemblea generale degli azionisti. E nel marzo 2020, verrà inoltrata una relazione con la proposta di svolgere le assemblee generali degli azionisti in formato online. Oltre alle misure relative al rating “Doing Business”, il ministero dello Sviluppo Economico ha aggiunto più di un centinaio di nuove misure al piano per stimolare la crescita degli investimenti. La maggior parte di esse è già in corso di attuazione e riguarda la riforma del sistema russo di controllo e di supervisione.
La Russia ascolta attentamente i suggerimenti degli investitori riguardo alle possibilità di migliorare il clima finanziario ed economico nel Paese. Il Cremlino di recente ha lanciato alcuni importanti programmi d’investimento e in questo contesto “lo sviluppo della cooperazione con la Russia deve diventare una delle priorità per le aziende italiane”.

Associazione “Conoscere Eurasia”: Torino è motore dell'export regionale verso la Russia e argina la contrazione delle esportazioni piemontesi

Con una quota del 40,3%, Torino traina le esportazioni regionali verso la Russia. Nel primo semestre di quest’anno, infatti, l’export del capoluogo metropolitano registra una crescita di quasi il 18% per un valore prossimo ai 119 milioni di euro. Una performance in controtendenza rispetto al dato regionale e che argina la perdita complessiva registrata dal Piemonte: -4,8%, per un totale esportato di quasi 295 milioni di euro sullo stesso periodo di riferimento.
È l’istantanea in chiaroscuro emersa al 6° seminario italo-russo di Torino, che è stato organizzato il 22 novembre scorso dall’Associazione "Conoscere Eurasia", Roscongress, Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, Camera di Commercio e Città di Torino in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Banca Intesa Russia e lo studio legale Gianni – Origoni – Grippo – Cappelli & Partners.
Secondo i dati Istat elaborati da Conoscere Eurasia per il seminario, sono i settori dei macchinari (che comprendono anche la meccanica di precisione) e dell’agroalimentare (prodotti e bevande) ad assorbire quasi il 55% delle vendite torinesi verso Mosca. In flessione del 17%, invece, la categoria dei mezzi di trasporto che si ferma a 23,3 milioni di euro nei primi sei mesi.
“Nonostante la contrazione del dato regionale, il Piemonte è la quarta regione italiana per export verso la Russia, con una quota superiore all’8% sul totale italiano - ha commentato Antonio Fallico, presidente di "Conoscere Eurasia" e di Banca Intesa Russia al seminario -. In questo momento di stallo anche dell’economia nazionale - ha proseguito Fallico - è fondamentale che la Russia ritorni tra le destinazioni prioritarie per le imprese italiane. Il piano di investimenti varato dal governo russo in diversi settori, che vanno dalle infrastrutture alla digitalizzazione - ha concluso il presidente – evidenzia una domanda di prodotti innovativi, tecnologie e know how che il nostro Paese e il Piemonte possono soddisfare in una visione di complementarietà dei mercati e del business”.
Sul fronte regionale, è di quasi 330 milioni di euro l’interscambio Piemonte-Russia (-1%) realizzato da gennaio a giugno, con una bilancia in attivo nonostante la contrazione delle esportazioni dovuta al calo, anche in doppia cifra, registrato da 5 province: in particolare Cuneo che perde il 12,8% dell’export, seguita da Alessandria (-7,4%) e Novara (-28,5%).
Oltre a Torino, in terreno positivo risultano Vercelli (+5,8%, quasi 22 milioni di euro) e Biella (+2,1%, 7,3 milioni di euro) che esprimono, però, valori e quote ancora troppo modesti sulla piazza strategica russa. In aumento del 48,6% le importazioni a quota 35,2 milioni di euro.
Dal punto di vista nazionale, nello stesso periodo gli scambi Italia - Russia hanno raggiunto quasi 11 miliardi di euro. In aumento le importazioni (+5,5%), stabili invece le esportazioni del made in Italy (3,6 miliardi di euro, -0,4%).

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