Electronic banking

Visita il sito Eurasia 24
russia24_new.gif

EDITORIALE N.301

Russia-Italia: pensare insieme allo sviluppo

Vladimir Putin visiterà l’Italia a metà estate del 2019 – Al Cremlino ci si aspetta che “i colloqui di Putin in Italia diano un forte impulso allo sviluppo delle relazioni tra Italia e Russia in tutti i settori: politica, economia e scambi culturali” - L’Ambasciatore d’Italia in Russia, Pasquale Terracciano: “Per quanto riguarda gli scambi con la Russia, l’Italia intende tornare agli indicatori del fatturato commerciale pre-crisi, ovvero 30 miliardi di euro all’anno” – Non solo commercio. Il presidente di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico: “La strategia vincente è quella di sviluppare le produzioni italo-russe in base al concetto del made with Italy”.


l presidente russo, Vladimir Putin, farà una visita ufficiale in Italia a metà estate. Secondo le informazioni che trapelano dal Cremlino, il leader russo sarà a Roma all’inizio di luglio. Come ha dichiarato il consigliere presidenziale, Jurij Ushakov, “il Cremlino è sicuro che i colloqui di Putin in Italia daranno un forte impulso allo sviluppo delle relazioni tra Italia e Russia in tutti i settori: politica, economia e scambi culturali”.
Come è noto, a causa delle sanzioni antirusse imposte dai paesi occidentali, che ormai perdurano da alcuni anni, l’economia italiana, e in primo luogo le industrie orientate all’esportazione verso la Russia, hanno subito pesanti perdite. Per esempio, nei cinque anni passati, solo il settore agroalimentare italiano ha subito danni per oltre un miliardo di euro. Da parte sua il Cremlino ha stimato che le perdite dell’economia russa dovute alle sanzioni ammontano a quasi 7 miliardi di dollari.
Come ha recentemente dichiarato l’Ambasciatore italiano in Russia, Pasquale Terracciano, “per quanto riguarda gli scambi con la Russia, l’Italia intende tornare agli indicatori del fatturato commerciale pre-crisi, ovvero 30 miliardi di euro all’anno”.
“Gli imprenditori italiani non hanno mai lasciato la Russia, anche nei momenti più difficili", ha sottolineato l’Ambasciatore. La presenza italiana in Russia non si basa solo sulla volontà di ottenere il massimo profitto, ma anche su relazioni di lunga data, relazioni forti, che indubbiamente contribuiscono agli incontri tra il business italiano e quello russo. L’Ambasciatore ha sottolineato che la Russia è un partner strategico per l’Italia, i Paesi hanno strette relazioni nel settore energetico, e il fatturato commerciale nel 2018 è stato di 21 miliardi di euro.
“E intendiamo tornare ai livelli pre-crisi, quando il fatturato era pari a 30 miliardi di euro. Ci sono investimenti reciproci che non si sono ridotti, nonostante la crisi economica degli ultimi anni. Al contrario, negli ultimi anni le aziende italiane hanno aperto nuovi stabilimenti produttivi in Russia, e altre aziende intendono rafforzare la loro presenza in questo Paese”, ha dichiarato Terracciano.
Negli ultimi cinque anni di sanzioni occidentali, la Russia ha sviluppato attivamente la produzione nazionale di tutti quei beni e servizi soggetti ad embargo. Molti produttori italiani hanno avviato la propria produzione di prodotti alimentari, beni di consumo, automobili e macchine utensili in Russia. Si sta così sviluppando attivamente il principio del “made with Italy”, annunciato nel 2017 da Antonio Fallico, presidente di Banca Intesa Russia e dell’associazione “Conoscere Eurasia”. L’attuazione di questo principio ha permesso alla Russia di ridurre le importazioni: nel periodo gennaio-marzo 2019, le importazioni russe sono diminuite del 2,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, fino a 47,1 miliardi di dollari.
A marzo 2019, il valore delle merci importate ammontava a 17,891 miliardi di dollari, ovvero il 15% in più rispetto a febbraio.
Ad esempio, a marzo 2019, le importazioni di prodotti alimentari sono aumentate del 5,8%, fino a due miliardi di dollari rispetto al febbraio dello stesso anno, mentre le importazioni di prodotti tessili e calzature sono diminuite del 13,1%, fino a quota 983,8 milioni di dollari.
Nel gruppo dei prodotti alimentari e delle materie prime utili alla loro produzione, le importazioni di prodotti lattiero-caseari sono aumentate del 28,3%, quelle di ortaggi del 20,8%, di carne del 18,1%, di pesce del 12,2%, di frutta e noci del 7%, di cereali dello 0,5%, di tabacco dello 0,2%. Allo stesso tempo, le importazioni di olio vegetale sono diminuite del 33%, mentre quelle di bevande alcoliche e non alcoliche dello 0,2%. L’offerta di zucchero è rimasta ai livelli del mese precedente.
Tra gli articoli tessili e le calzature, l’acquisto di calzature è diminuito del 28,6%, i tessuti a maglia del 17,1%, le fibre chimiche del 15,4%, il cotone dell’11,6%, i fili chimici del 10,2%, gli indumenti a maglia del 5,7%, l’abbigliamento tessile del 5,3%, gli articoli tessili finiti del 2,5%.
Al fine di stimolare l’esportazione dalla Russia di beni ad alta tecnologia, il Ministero delle Finanze ha proposto di stanziare una somma di denaro dal Fondo nazionale di previdenza sociale per il finanziamento agevolato di quanti acquistano prodotti di esportazione russa diversi da materie prime. Il Cremlino prevede quindi di offrire agevolazioni agli importatori stranieri di prodotti russi diversi da idrocarburi o da altre materie prime. Ad esempio, potrebbero essere finanziati dei progetti per la costruzione di infrastrutture energetiche in diversi Paesi o potrebbero essere esportati all’estero vari prodotti ingegneristici.
Inoltre, per sviluppare l’export, le autorità intendono sostenere le industrie esportatrici, introducendo programmi di sostegno alla competitività delle imprese. Attualmente, la Russia sta rimuovendo le barriere che le impediscono di aumentare le esportazioni di materie prime. Così, la Duma di Stato (il Parlamento russo) ha esentato dall’IVA le esportazioni di servizi e sta preparando un decreto sull’abolizione delle restrizioni valutarie.
Nel 2018, le esportazioni di prodotti diversi da materie prime sono cresciute anche più del necessario per conformarsi al decreto del presidente russo Vladimir Putin, che aveva incaricato il governo di aumentare questo tipo di esportazioni dalla Russia fino a 250 miliardi di dollari entro il 2024.

Your browser is outdated! The site will not work properly. To fix this problem, click here

×