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EDITORIALE N.300

La Russia cresce malgrado le sanzioni

Banca Centrale della Federazione Russa: la crescita economica del Paese inizierà ad accelerare nella seconda metà dell’anno - L’andamento dell’inflazione non sta rispecchiando le previsioni peggiori - Nel gennaio 2019 l’utile incassato dalle banche russe è stato pari a 264 miliardi di rubli, ovvero 3,7 volte in più rispetto ai risultati dell’anno precedente – In calo la fuga dei capitali dalla Russia verso i cosiddetti "paradisi fiscali".


a crescita economica in Russia “è in previsione, e la situazione è sotto controllo da parte del governo”. Lo ha dichiarato un portavoce ufficiale della Banca Centrale russa. Dopo un certo rallentamento nel primo trimestre del 2019, la crescita economica inizierà ad accelerare nella seconda metà dell’anno, ha dichiarato il vicepresidente della Banca Centrale, Ksenia Judaeva.
Secondo le stime preliminari degli esperti del Cremlino, i tassi di crescita del PIL mostreranno un rallentamento fino all’1-1,5% nel primo trimestre del 2019.
Il tasso di crescita trimestrale del PIL nel primo trimestre sarà pari allo 0,1-0,3%, indice che corrisponde approssimativamente al livello del quarto trimestre del 2018. A metà febbraio, il ministero dell’Economia ha inoltre annunciato che nel 2019 la Russia potrebbe subire un rallentamento della crescita economica fino all’1,3%.
“Ci sono tutti i motivi per credere che nella seconda metà del 2019, quando le nuove misure fiscali cominceranno a funzionare, la crescita economica riprenderà ad accelerare”, afferma Judaeva.
Valutando la situazione dell’economia russa all’inizio del 2019, Judaeva osserva che le peggiori previsioni non sono state soddisfatte. “Possiamo osservare che l’andamento dell’inflazione non sta rispecchiando le previsioni peggiori, per esempio, le nostre. Ciò è dovuto al fatto che, soprattutto nel commercio al dettaglio, l’aumento dei prezzi è più lento a causa dell’aumento dell’IVA al 20%. Inoltre, molti fattori una tantum operano nella direzione opposta”, ha aggiunto.
Gli esperti prevedevano un rapido aumento dei prezzi tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019, in particolare nel settore alimentare. Si assiste a una correzione dei prezzi, ma i tassi di inflazione si sono stabilizzati nella fascia inferiore.
Inoltre, la situazione inflazionistica è influenzata favorevolmente dal tasso di cambio del rublo, che si è rafforzato all’inizio dell’anno. “Anche questo ha contribuito a stabilizzare l’inflazione”, precisa Judaeva.
All’inizio del 2019, un segnale positivo arriva anche dal sistema bancario russo. Nel gennaio 2019 l’utile delle banche russe ammontava a 264 miliardi di rubli, ovvero 3,7 volte in più rispetto all’anno precedente.
Il rendimento delle attività nel settore bancario a gennaio 2019 non ha subito variazioni rispetto alla fine del 2018, attestandosi all’1,5%.
Inoltre, nel settore si mantiene una predominanza di istituti di credito redditizi: a gennaio 2019, 359 istituti di credito, pari al 75% di quelli operanti in Russia al 1 febbraio 2019, hanno registrato un utile di 286 miliardi di rubli. Mentre 109 banche hanno registrato una perdita di 21 miliardi di rubli.
Va anche notato che alla fine del 2018, l’utile delle banche russe era aumentato di 1,7 volte raggiungendo 1.345 miliardi di rubli.
A favore di una continua stabilizzazione dell’economia russa interviene anche il calo dei fondi esportati nelle zone offshore. Lo ha affermato il presidente della Russia, Vladimir Putin, a seguito di un incontro con il direttore del Servizio federale di monitoraggio finanziario (Rosfinmonitoring), Jurij Chikhanchin.
Parlando dei risultati del lavoro, Chikhanchin ha osservato che il monitoraggio bancario offre l’opportunità di ridurre l’attività delle organizzazioni fittizie.
Da parte sua, Putin ha aggiunto che “rispetto al 2016, la somma di denaro esportata dalla Russia verso società offshore si è dimezzata”.
Tuttavia, secondo una stima di Rosfinmonitoring il volume dell’economia sommersa della Russia nel 2018 corrisponderebbe ancora al 20% del PIL, registrando così un calo: secondo le stime dell’agenzia, l’indicatore era pari al 28% del PIL nel 2015-2016 e al 20,5% nel 2017 (18.900 miliardi di rubli).




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