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EDITORIALE N.295

Il Cremlino: aumentare gli investimenti per garantire la crescita

Mosca lavora su un maxi programma, volto ad aumentare del 25% i volumi degli investimenti per molte migliaia di miliardi di rubli – Al centro dell’attenzione del Cremlino le esplicite garanzie ai potenziali investitori russi e internazionali – Il premier, Dmitrij Medvedev: “Le regole del gioco non cambieranno, nessun aumento della pressione fiscale sulle imprese” - Il Cremlino stanzia per il 2019 oltre 600 milioni di dollari nello sviluppo della storica Via dell’Artico.

 

ccelerare il tasso di crescita degli investimenti così che raggiungano il 25% del Prodotto interno russo. È questo l’obiettivo strategico presentato al governo dal presidente della Russia, Vladimir Putin. Secondo le stime del Ministero delle Finanze, per garantire una stabile e quanto accelerata crescita dell’economia russa gli investimenti necessari dovranno superare i 21.000 miliardi di rubli. Di questi, 8.000 miliardi dovranno essere prelevati dai fondi delle imprese. Il presidente russo ha sottolineato che monitorerà quotidianamente la realizzazione di questo piano ambizioso.
Il Cremlino sta intanto sviluppando un ampio programma volto al potenziamento degli investimenti e basato su diversi punti, tra cui la creazione di un sistema moderno per il finanziamento dei progetti, il sostegno della liquidità bancaria affinché sia sufficiente per accelerare lo sviluppo sociale ed economico della Russia, il rimborso dei costi delle infrastrutture create per il progetto, grazie ai sussidi previsti dal tax increment financing (TIF). Il Ministero delle Finanze propone di dare priorità al sostegno degli investitori disposti a investire i propri fondi nel capitale delle società di progetto.
Ma la condizione principale è contemplare la prevedibilità di un ambiente regolativo per gli investitori sulla base del nuovo disegno di legge “sulla difesa e la promozione degli investimenti”. In conformità a quest’ultimo, il contratto potrà essere firmato nel corso dei tre anni dopo l’entrata in vigore della stessa. Possono firmare l’accordo per sei anni le società disposte a investire in tre anni più di tre miliardi di rubli tratti dal proprio capitale (la somma minima per il totale degli investimenti è di 10 miliardi di rubli, inclusi i prestiti). Per accordi di 12 anni, invece, si dovrà investire il proprio capitale per una somma superiore a 30 miliardi di rubli.
Se la società reinvestirà l’utile, con un investimento minimo sarà in grado di estendere il contratto per altri sei anni.
Mentre l’accordo è in vigore, non verranno applicate alla società nuove regole su pagamenti, tasse, tariffe e incassi, nei casi in cui tali cambiamenti peggiorino seriamente la situazione del business. Ciò non avverrà, invece, laddove tali pagamenti sono volti a salvaguardare i diritti costituzionali dei cittadini o a garantire la difesa del Paese.
Secondo un recente sondaggio sociologico condotto quest’anno dall’agenzia Rosstat, oltre il 50% degli imprenditori ha lamentato che “l’incertezza dell’economia e dei rischi di investimento” impediscono agli imprenditori di aumentare gli investimenti nella produzione. Ciò dimostra chiaramente che negli ultimi anni l’utile delle imprese è in crescita (per ora questa rimane la principale fonte di investimento), ma al momento raramente viene trasformato in investimenti. Le aziende preferiscono impiegare il ricavato per ridurre il debito, aumentare i dividendi o archiviare sui conti. Nel giugno 2018, il business russo ha versato sui propri depositi 10.000 miliardi di rubli e 5.000 miliardi di dollari.
Allo stesso tempo, ciò che maggiormente limita l’attività di investimento delle società è la costante incertezza della politica fiscale dello Stato russo. Pertanto, il Ministero delle Finanze ha ripetutamente sottolineato che lo Stato aderisce alla politica “moratoria” sull’aumento del carico fiscale.
Ciò significa che per raggiungere l’eccedenza di bilancio dichiarata, lo Stato russo deve trovare ulteriori fonti di finanziamento.
Secondo la valutazione preliminare del governo di Medvedev, l’eccedenza di bilancio federale della Russia nel 2019 sarà pari all’1,8% del PIL, nel 2020 all’1,1% e nel 2021 allo 0,8%.
Si prevede che il PIL della Russia nel 2019 ammonterà a 105.820 miliardi di rubli, mentre l’inflazione annuale (da dicembre a dicembre) sarà del 4,3%. Nel 2020-2021 il PIL crescerà rispettivamente fino a 110.732 e 118.409 miliardi di rubli, e l’inflazione sarà pari al 3,8% e al 4%. Il prezzo del petrolio Urals nel 2019 ammonterà a 63,4 dollari al barile, nel 2020 a 59,7 dollari al barile, e nel 2021 a 57,9 dollari al barile. Nel periodo 2019-2021 il tasso di cambio del rublo rispetto alla valuta statunitense è previsto a un livello di 63,9, 63,8 e 64 rubli per dollaro.

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