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EDITORIALE N.292

Il Cremlino lavora su un nuovo programma di accelerazione economica

Il presidente della Russia, Vladimir Putin: “Il Governo di Dmitrij Medvedev dovrà presentare un nuovo piano di sviluppo dell’economia l’autunno prossimo” – Le stime riguardo alla crescita economica della Russia nel 2018 variano dall’1,7% (Aleksej Kudrin, capo della Corte dei conti) al 2% (la Banca Centrale della Russia).

a Russia ha superato la crisi economica. Lo sviluppo dell’industria, delle finanze e del commercio è in ascesa e già nell’autunno del 2018 il governo russo dovrà approvare un progetto per lo sviluppo economico anticipato, che includerà tutti i risultati positivi ottenuti negli ultimi anni. Lo sviluppo economico della Russia si baserà sulle nuove tecnologie e su una riduzione della dipendenza dall’export di petrolio e gas.
Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin durante una “linea diretta” con i suoi cittadini, trasmessa in diretta da radio e televisione nazionali, e durata più di quattro ore.
Il capo dello Stato fa notare che “l’inflazione in Russia si trova ad un livello storicamente basso, e che il Paese ha imboccato una traiettoria di crescita economica stabile”. Putin ha sottolineato che “un’ulteriore crescita economica per il Paese è garantita”, sebbene non sia semplice portare a termine con successo tale programma. “La Russia ha bisogno di 8.000 miliardi di rubli per realizzare un piano di sviluppo economico così ambizioso”, ha sottolineato il presidente russo, dopo aver aggiunto che il Cremlino agisce a sostegno “della personificazione della responsabilità dei ministri per la realizzazione dei progetti economici”.
Dal canto suo, Aleksej Kudrin, recentemente eletto capo della Corte dei Conti e per lungo tempo ministro delle Finanze, ha dichiarato di “prevedere, per l’anno in corso, una crescita del PIL russo pari ad almeno l’1,7 per cento”.
Anche la Banca Centrale russa si aspetta una crescita economica fino al 2% per quest’anno.
In precedenza, il ministro dello sviluppo economico, Maksim Oreshkin, per il 2018 aveva previsto una crescita del PIL russo ad un livello dell’1,6-2,1 per cento. Ha anche aggiunto che quest’anno per un dollaro si pagheranno in media poco più di 60 rubli.
Tornando alle parole di Putin sul rincaro dei prezzi, si può notare che l’inflazione annua in Russia nel maggio 2018 è rimasta al 2,4%. Anche in termini mensili l’inflazione di maggio è pari all’indice di aprile (0,4%).
Secondo i dati del Comitato di statistica russo, a maggio, in 23 regioni della Russia, l’aumento dei prezzi al consumo è stato dello 0,5%. Nella regione di Novosibirsk questa crescita ha raggiunto lo 0,9% e nel Distretto autonomo di Chukotka lo 0,8 per cento.
A Mosca e San Pietroburgo, l’indice dei prezzi al consumo in un mese ha raggiunto lo 0,4 per cento.
Secondo le stime della Banca Centrale russa, nel 2018 il tasso di inflazione sarà pari circa al 4%. Attualmente, il tasso di disoccupazione nel Paese è sceso al di sotto del 5 per cento.
Nonostante le continue sanzioni economiche e finanziarie, in Russia sono in aumento le riserve di oro e valuta estera, come pure il saldo positivo del commercio estero.
A questo proposito, Putin ha sottolineato l’importante ruolo dell’Italia, che sta attualmente sostenendo l’abolizione delle sanzioni antirusse.
Durante un’intervista con un gruppo mediatico cinese, Vladimir Putin ha dichiarato che gli Stati che hanno deciso di introdurre le sanzioni antirusse sotto pressione americana, possono ora percepire sulla loro pelle le gravi conseguenze di una tale decisione, che con tutto il suo peso è caduta sulle industrie di esportazione, sia italiane, sia di altri Paesi. E ora, a causa dei dazi, questi ultimi stanno iniziando a “soffrire” per le sanzioni volute dagli americani.
Putin ha espresso fiducia nel fatto che gradualmente prevarrà il buon senso e tutte le restrizioni illegali che danneggiano lo sviluppo dell’economia mondiale saranno abolite. Ha poi aggiunto che le relazioni con i partner, compresi gli Stati Uniti, si normalizzeranno.
Gli investitori strategici sono ben consapevoli che le sanzioni non possono durare per sempre. Pertanto, non perdono l’interesse negli asset russi.
Nonostante le restrizioni nelle transazioni con il Paese, la Banca Centrale non vede un forte cambiamento nell’interesse degli investitori esteri nei confronti della Russia. Lo ha affermato la governatrice della Banca Centrale russa, Elvira Nabiullina ai giornalisti russi e stranieri. “Gli asset russi ad alta liquidità rimangono attrattivi, perché supportati da buoni indicatori macroeconomici”, ha dichiarato Nabiullina.
Dall’introduzione delle nuove sanzioni da parte degli Stati Uniti fino all’inizio di aprile, la Russia ha venduto obbligazioni OFZ per un valore di circa 200 miliardi di rubli. La loro quota in questo mercato è scesa da un 34,5% da record al 31% circa.
Come ha sottolineato Nabiullina, “una tale quota di non residenti nelle obbligazioni OFZ sembra elevata, ma non lo è in confronto agli standard mondiali. Inoltre, l’interesse degli investitori esteri negli asset russi sta cambiando, così come in altri Paesi in via di sviluppo. Questo processo è dovuto alla normalizzazione della politica monetaria negli Stati Uniti e all’aumento dei tassi sui mercati sviluppati”.

 

 

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