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EDITORIALE N.291

Putin presenta il programma di sviluppo della Russia fino al 2024

Più attenzione che mai sarà dedicata allo sviluppo della sfera sociale: il numero di persone “povere” dovrà essere ridotto di ben due volte – Attualmente oltre l’80% della popolazione della Russia valuta positivamente l’operato del leader del Cremlino - Putin ha sottolineato la sua intenzione di condurre in Russia riforme di tipo liberale - Il ministro degli Esteri russo, Serghej Lavrov: "Il business europeo finirà per pagare caro le nuove sanzioni Usa contro la Russia".

l Presidente russo Vladimir Putin subito dopo l’insediamento al Cremlino il 7 maggio scorso ha firmato un decreto, tracciando tutta una serie di obiettivi strategici per lo sviluppo del Paese fino al 2024, l’anno in cui scade l’attuale mandato presidenziale. Il leader del Cremlino ha dichiarato che l’obiettivo chiave per i prossimi anni è incrementare in modo sicuro i redditi reali dei cittadini. “In generale, il nostro primo compito a breve termine, ha sottolineato il Presidente, sarà innalzare stabilmente i redditi reali della popolazione. E per farlo le premesse sono buone. È cresciuta la stabilità generale dell’economia, che è riuscita a superare il brusco calo dei prezzi del petrolio, le pressioni dovute alle sanzioni e le oscillazioni della congiuntura globale”.
Dopo aver confermato Dmitrij Medvedev alla carica di presidente del Consiglio, Putin russo ha elogiato il lavoro “ben coordinato” dei membri dell’Esecutivo.
Grazie alle azioni del governo, ha sottolineato il Presidente russo, in molti settori dell’economia abbiamo superato la recessione, è stata garantita la ripresa. “L’operato del governo ha consentito di superare il crollo, di garantire la ripresa e il risveglio in molti settori dell’economia. In generale l’economia sta prendendo una traiettoria di crescita. E non si è riusciti solo a garantire la stabilità, ma di fatto anche a formare una nuova realtà macroeconomica con una bassa inflazione. Si tratta di un importantissimo risultato, raggiunto in maniera congiunta dal governo e dalla Banca Centrale russa, che apre le possibilità per uno sviluppo futuro, per la creazione di importanti infrastrutture, di progetti industriali, così come per introdurre misure volte a migliorare il clima degli affari, per il lavoro delle piccole e medie imprese”, ha dichiarato Putin. Oltre a ciò, il Presidente ha proposto al Gabinetto di concentrarsi sulle misure per un ulteriore sviluppo dell’economia, tenendo in considerazione le influenze esterne negative, come pure la continua minaccia di nuove sanzioni antirusse da parte di Stati Uniti e Occidente in generale. In particolare, la Banca Centrale russa ha dichiarato che il volume totale del debito pubblico al primo gennaio 2018 si è ridotto del 33% del PIL russo, rispetto al 40% del primo gennaio 2017. “Secondo i criteri internazionali, il primo gennaio 2018, il debito dell’economia russa è rimasto contenuto: la relazione tra il debito estero e il PIL era pari al 33% (nello stesso periodo del 2017 eguagliava il 40%), mentre il debito estero degli organi statali rispetto al PIL era pari al 4% (3% all’inizio del 2017), ha dichiarato un portavoce della Banca Centrale russa.
Si nota che gran parte dei debiti è legata al settore privato: il volume totale del debito estero delle imprese russe private ammonta a 448,6 miliardi di dollari, ovvero l’86,5% del debito estero complessivo della Russia.
La popolazione del Paese valuta positivamente il lavoro di Vladimir Putin nel ruolo di Presidente e si aspetta da lui una riforma della società. Alla vigilia dell’inaugurazione del suo nuovo mandato di sei anni (il 7 maggio 2018), il Centro russo di studi sull’opinione pubblica VTSIOM ha condotto un ampio sondaggio dimostrando che i giudizi sull’operato di Putin sono migliorati significativamente dopo il marzo 2014 e già da quattro anni si mantengono ad un livello elevato.
Oggi, ad approvare il lavoro del presidente, è l’82% dei cittadini russi.
Si nota che le risposte positive sono attribuibili perlopiù a donne, anziani, abitanti delle campagne e cittadini abbienti.  
È inoltre emerso che la società russa ha espresso una richiesta di riforme e di cambiamento: il 59% degli intervistati ha parlato della necessità di riformare quasi completamente la sfera economica, politica e sociale.
Questo ampio sostegno è legato innanzitutto al fatto che, al momento, per la società russa la cosa più importante è la stabilità politica.
Tanti ricordano molto bene il caos degli anni Novanta, temono un crollo del Paese, non vogliono disordini interni. I cittadini russi, inoltre, ritengono che grazie alla politica centralizzata di Putin, la Russia, dopo essersi stabilizzata, abbia riacquisito lo status di superpotenza perso nel 1991.
A questo proposito, dopo l’inaugurazione, Putin ha sottolineato chiaramente la sua intenzione di condurre riforme di tipo liberale, facendo leva sull’economia digitale, sull’ampliamento delle libertà e su una maggiore valorizzazione del capitale umano.

 

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