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EDITORIALE N.288

Putin: l’economia russa cresce, ora bisogna incrementare la stabilità macroeconomica

Ma il presidente russo che si è candidato alle elezioni del 18 marzo prossimo ha criticato aspramente la performance dell’industria: “La crescita industriale pari all’1% non va bene”, ha dichiarato il leader del Cremlino - Per il 2018 Mosca si aspetta un miglioramento del rating della Russia da parte di tutte le principali agenzie di rating internazionali. 

n seguito al calo dello 0,2% del Pil russo nel 2016, il Servizio di statistica federale “Rosstat” ha calcolato che la crescita dell’economia russa nel 2017 è stata pari all’1,5 per cento. Una valutazione leggermente migliore rispetto a quella di Vladimir Putin: il presidente russo ha dichiarato che lo scorso anno il Pil del paese avrebbe guadagnato l’1,4%.
“Nel nostro paese sono ingenti gli sforzi volti ad incrementare la stabilità macroeconomica. L’anno scorso il Pil della Russia è cresciuto dell’1,4%, mentre l’inflazione ha registrato dei rallentamenti da record. Lo scorso anno il rincaro dei prezzi era pari al 2,5% e quest’anno sta continuando a diminuire”, ha dichiarato Putin durante un incontro con i rappresentanti del consiglio economico dell’Associazione “Camera del commercio e dell’industria franco-russa”.
Ciononostante, Putin sottolinea di non essere soddisfatto della crescita industriale della Federazione Russa nel 2017.
I risultati dello scorso anno, infatti, hanno mostrato una crescita dell’industria russa pari all’1%, risultato poco soddisfacente, secondo quanto pronunciato dal Presidente ad una riunione del Presidium del Consiglio di Stato della Federazione Russa.
Putin fa notare che alcuni settori dell’industria nel 2017 hanno mostrato un buon andamento, pur su uno sfondo di debolezza generale. Tra questi il presidente ha citato l’ingegneria dei trasporti, le industrie automobilistica, farmaceutica, tessile, alimentare e chimica.  
“Ad esempio, nel 2017 hanno registrato un aumento le seguenti produzioni: locomotive e materiale ferroviario (+33%), mezzi di autotrasporto (+13%), medicine (+12,3%), articoli tessili (+7%), prodotti alimentari (+5,6%) e produzione chimica (+4,3%), ha sottolineato il Capo dello Stato.
A questo proposito il Presidente ha definito “lo stimolo alla crescita economico-industriale un importantissimo compito per le autorità ad ogni livello".
Secondo i dati di “Rosstat”, a dicembre 2017 la produzione industriale in Russia è calata dell’1,5% in termini annui, mentre in confronto a novembre 2017 l’indicatore ha registrato un aumento dell’8,2%.
Nel 2017 in termini annui si è registrata una crescita del 2% nel segmento dell’estrazione mineraria, e dello 0,2% nel segmento dell’industria manifatturiera. La fornitura di energia elettrica, gas e vapore lo scorso anno ha registrato un aumento dello 0,1%, mentre la produzione nel settore idrico nel 2017 è diminuita del 2,8%.
L'insoddisfazione di Putin in particolare è attribuibile al fatto che in precedenza il Ministero dello Sviluppo Economico aveva previsto che entro la fine del 2017 la produzione industriale in Russia sarebbe cresciuta almeno del 2 per cento.
Nonostante le difficoltà che ostacolano la crescita economica - legate, secondo molti esperti, alla complessa situazione internazionale nella quale la Russia è costretta a svilupparsi e, in particolare, alle sanzioni contro Mosca da parte dell’Occidente -, in Russia nel 2017 il rincaro dei prezzi è calato considerevolmente, cosa che ha innalzato l’ottimismo dei cittadini registrando un livello record negli ultimi tre anni.
Lo scorso anno l’umore dei consumatori russi si è rivelato il più positivo degli ultimi tempi, come si evince dalla relazione della Banca Centrale russa “Inflazione e attese inflazionistiche”.
Pertanto, nel 2017, l’indice dell’umore dei consumatori è cresciuto grazie “alla stabilità della situazione economica e della valuta nazionale”. Di conseguenza, i cittadini russi lo scorso anno hanno cominciato ad interessarsi ai mutui per via dei tassi di interesse ridotti, che nel 2017 sono calati fino al 9-9,5%. Solo nel 2017 sono stati concessi circa 1,1 milioni di crediti per una somma totale di 2000 miliardi di rubli, un nuovo record per il mercato ipotecario.
Secondo i dati di Rosstat, l’inflazione alla fine del 2017 ammontava solo al 2,5%. Non solo il rincaro dei prezzi, ma anche le aspettative inflazionistiche della popolazione sono diminuite. Infatti, alla fine dell’anno erano pari al 10%, ovvero l’indicatore più basso registrato dal 2010. Anche il rincaro annuale previsto è diminuito. Secondo le previsioni dei cittadini russi, nel 2018 i prezzi di beni e servizi aumenteranno dell’8,7%. La Banca Centrale prevede che le aspettative inflazionistiche dei cittadini continueranno a mostrare le stesse dinamiche anche in futuro.
A questo proposito, il ministro dello Sviluppo Economico russo, Maksim Oreshkin, ha dichiarato di aspettarsi per il 2018 un miglioramento del rating della Russia da parte di tutte le principali agenzie di rating internazionali.
“Tutti gli indicatori economici, soprattutto considerando che l’economia è di nuovo in crescita e l’inflazione sta rallentando, che il bilancio statale sta entrando in una zona di profitto e i fondi sovrani stanno ricominciando a crescere, testimoniano che il rating dovrebbe essere di qualche posizione superiore”, ha annunciato Oreshkin durante un’intervista rilasciata ai media russi ed esteri. Secondo il ministro, “nel 2018 vedremo un miglioramento del rating russo a livello di investimenti da parte di tutte e tre le agenzie di rating”.  
Il 26 gennaio, l’agenzia di rating internazionale Moody's è stata la prima nel 2018 a migliorare le prospettive per il rating sovrano della Russia portandolo da “stabile” a “positivo” e confermandolo a livello “Ba1”.

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