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EDITORIALE N.286

Vladimir Putin: “La recessione è stata superata”

Il presidente russo ha presentato la propria candidatura per le prossime elezioni presidenziali in programma per il 18 marzo prossimo – È imminente la promozione del rating internazionale della Russia - La Banca centrale della Russia ha tagliato il tasso di riferimento di 50 punti base portandolo dall'8,25% al 7,75 per cento.

economia russa è “in crescita” e “non ci sono correzioni” da fare sul trend del Pil. Lo ha dichiarato alla sua conferenza stampa annuale il presidente russo, Vladimir Putin, che in precedenza aveva presentato la propria candidatura alle prossime elezioni presidenziali, in programma per il 18 marzo prossimo. La crescita del Pil è pari all’1,6% per l'anno in corso.
Putin ha inoltre sottolineato che “bisogna sempre cercare l'aurea mediocritas, il giusto mezzo” e che il record storico nella storia moderna della Russia quest'anno è stato segnato dall'inflazione, che è scesa al 2,5 per cento. La  recessione è stata dunque superata e ci sono dei buoni risultati nell’agricoltura e nell’industria leggera: “Abbiamo superato due crisi, e ora lo sviluppo inizia ad appoggiarsi sulla domanda interna”, ha sottolineato il presidente russo.
Nonostante le continue sanzioni contro la Russia da parte dell’Occidente, anche gli esperti internazionali, in particolare l’agenzia di rating Fitch, hanno osservato una crescita e intravedono ora delle buone prospettive per l’economia russa. Come ha dichiarato Eric Arispe, direttore del gruppo analitico sui rating sovrani dell’agenzia, “Fitch ritiene possibile una promozione del rating russo, che non si è semplicemente stabilizzato, ma sta anche rivelando un potenziale di crescita”.
Arispe è d’accordo con Putin che le sanzioni occidentali contro la Russia non andranno ad influire sulla stabilità finanziaria del Paese. “Anche se venissero revocate, le sanzioni non influenzerebbero la situazione finanziaria della Russia”, ha sottolineato l’analista. A detta del rappresentante di Fitch, le sanzioni, ovviamente, potrebbero riflettersi su un livello di crescita meno elevato, ma su uno degli indicatori principali – l’accesso dello Stato sovrano ai mercati finanziari – non avranno alcuna influenza. In precedenza, Fitch aveva promosso il rating di default dell’emittente a lungo termine della Russia in valuta estera e nazionale, portandolo al livello BBB- da “stabile” a “positivo”. Inoltre, l’agenzia di rating internazionale Standard & Poor’s ha confermato il rating del debito sovrano della Russia a BB+ con outlook “positivo”.
Alla fine del 2017, la Russia ha inoltre raggiunto il 38° posto nel Global Competitiveness Index (indice di competitività, GCI), stilato dal Forum Economico Mondiale (WEF). La classifica comprende in totale 137 Stati del mondo. Rispetto allo scorso anno, la Federazione Russa è avanzata di ben cinque posizioni. A determinare un aumento della competitività nel Paese, concorrono, in primo luogo, “il calo degli indici di inflazione e l’aumento dei risparmi”. Tra i punti di forza si annoverano anche “le dimensioni del mercato, il livello di istruzione dei cittadini e le infrastrutture”. I punti deboli comprendono invece: corruzione, tasse applicabili, accesso ai finanziamenti, inflazione e, infine, la situazione legata all’indipendenza dei tribunali e alla tutela dei diritti di proprietà.
Per accelerare ulteriormente la crescita economica, la Russia deve mettere attivamente in uso le ultime tecnologie, soprattutto per compensare l’effetto negativo dato dalla riduzione della popolazione abile.
Come dichiarato dal ministro dello Sviluppo economico Maksim Oreshkin, “in Russia la situazione per i prossimi cinque-sei anni in termini demografici sarà una delle più difficili al mondo. Il Paese perderà circa 800 mila persone in età lavorativa a causa della struttura demografica”.
Il calo della popolazione abile e la riduzione dell’afflusso di migranti nei prossimi cinque anni comporteranno per l’economia russa un costo annuo pari a circa lo 0,4% della crescita potenziale.
“In questo senso, per la Russia, l’introduzione di nuove tecnologie in grado di innalzare la produttività del lavoro rappresenta la soluzione che consentirà all’economia di crescere in caso di basso afflusso di nuovi lavoratori”, ha affermato il ministro, secondo il quale le nuove tecnologie “aiuteranno anche quanti si sono già mossi per acquisire nuove conoscenze, crescere, cambiare posto di lavoro. Tutto ciò è la salvezza della Russia”.
In particolare, secondo le valutazioni degli esperti della società di consulenza J’son & Partners Consulting, il volume del mercato IT russo, alla fine del 2017, raggiungerà 733 miliardi di rubli, mentre la quota dei servizi IT sarà pari al 20,7% del volume totale di mercato. Tra i fattori negativi, che rallentano la crescita delle società IT, gli esperti all’unanimità annoverano l’insufficienza di finanziamenti. Al momento i mezzi propri sono quasi l’unica fonte per lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi per le società IT russe, cosa che frena visibilmente lo sviluppo del mercato IT interno e, allo stesso tempo, ostacola l’uscita delle società russe sul mercato globale.
Secondo le previsioni di J’son & Partners, nei prossimi tre-cinque anni la situazione cambierà e le condizioni diverranno favorevoli per investire sulle società IT russe. Al momento la situazione è molto favorevole per investire capitali nelle società IT promettenti. Alcune di queste sono pronte all’IPO già ora, ma la maggior parte di esse lo sarà solo fra tre-cinque anni.
Invece, per quanto riguarda lo sviluppo della produzione e del settore reale dell’economia in Russia, la Banca centrale potrebbe ridurre in modo più decisivo il tasso di riferimento. Lo ha dichiarato il presidente della Camera dell’Industria e del Commercio della Federazione Russa, Serghej Katyrin. “Le imprese contano sul fatto che quest’anno il regolatore si deciderà a ridurre ancora una volta il tasso di riferimento; le probabilità perché ciò avvenga ci sono”, ha sottolineato Katyrin. Per un business produttivo, in primo luogo da sviluppare e modernizzare, secondo Katyrin “un tasso di riferimento ragionevole potrebbe aggirarsi attorno al 5%”. A queste condizioni un’impresa può ottenere finanziamenti vantaggiosi e avere a disposizione denaro a lungo termine per aumentare la produzione e introdurre nuove tecnologie.
E il 15 dicembre scorso la Banca centrale della Russia ha infatti tagliato il tasso di riferimento di 50 punti base portandolo dall'8,25% al 7,75 per cento. Questa decisione, si legge in una nota del Regolatore, “è stata presa per diminuire i rischi di un surriscaldamento dell'inflazione che al momento viaggia ad un tasso di crescita del 2,5% ma che dovrebbe arrivare vicina al 4% verso la fine del 2018”. Per evitare un eccessivo aumento dei prezzi, la Tsentrobank della Russia ha stimato ulteriori aggiustamenti al ribasso del costo del denaro all'inizio del nuovo anno.

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