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EDITORIALE N.285

Gli esperti internazionali credono nella crescita economica della Russia

Il Fondo Monetario Internazionale prevede una crescita a lungo termine per l’economia russa pari all’1,5% annuo.

econdo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), l’economia russa sarà caratterizzata da una crescita a lungo termine superiore all’1% annuo. Lo ha annunciato il capo della rappresentanza permanente dell’Fmi in Russia, Gabriel Di Bella, durante un intervento presso la sede di Mosca dell’Associazione del business europeo. “Prevediamo che la crescita annuale dell’economia Russia sarà pari all’1,5%, in una prospettiva a lungo termine”, ha dichiarato Di Bella. In precedenza, a luglio, l’Fmi aveva confermato che alla fine del 2017 la crescita economica russa non sarebbe risultata inferiore all’1,4 per cento.
Allo stesso tempo gli analisti della Commissione Europea hanno migliorato la previsione relativa alla crescita del Pil russo nel 2017: dall’1,2 all’1,7 per cento. È stata migliorata anche la previsione sulla crescita generale del Paese nel 2018, che è quindi passata dall’1,4% all’1,6 per cento. Come è stato reso noto, per il 2019 la Commissione Europea prevede che il Pil della Russia crescerà ulteriormente dell’1,5 per cento.
In precedenza, era stato comunicato che la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS) aveva migliorato le previsioni relative alla crescita del Pil russo portandola all’1,8% nel 2017 e all’1,7% nel 2018.
Intanto, secondo Di Bella, nei prossimi anni la fonte principale di crescita economica in Russia dovrebbero essere le riforme. “Senza riforme la crescita economica rimarrà esigua. Le riforme dovranno essere una priorità: la legge di bilancio indebolisce il legame tra le uscite e i prezzi del petrolio; le spese per istruzione, sanità e infrastrutture sono indispensabili per sostenere il confronto con la concorrenza. L’economia necessita che vengano ridotte le pressioni amministrative, che ci si apra al commercio, e che si circoscriva la zona di influenza dello Stato”, ha dichiarato Di Bella, sottolineando che “la Russia dovrebbe concentrarsi esclusivamente sulle riforme, dal momento che la stabilità macroeconomica è già stata raggiunta”.   
Sulla necessità di accelerare le riforme economiche si è espresso anche il ministro dello Sviluppo Economico russo, Maksim Oreshkin. “La Russia mantiene l’obiettivo di entrare nella top 20 del rating Doing Business entro il 2018, ma non sarà semplice: è indispensabile concentrarsi su riforme che migliorino il clima degli investimenti”, ha dichiarato il ministro russo, considerato attualmente dai media russi “uno dei consiglieri più fidati del presidente, Vladimir Putin”.
Già nel maggio del 2012 il presidente Putin, aveva ordinato al governo di Dmitrij Medvedev di adottare delle misure volte all’avanzamento della Russia – fino al 50° posto nel 2015 e al 20° nel 2018 - nel rating della Banca Mondiale relativo al clima degli affari, nel quale la Russia occupava nel 2011 il 120° posto.
Quest’anno la Russia è arrivata al trentacinquesimo posto nel rating Doing Business-2018, rispetto al quarantesimo dello scorso anno. Il rating valuta le norme di regolamento che facilitano o ostacolano il business nel corso dell’intero ciclo di attività, comprendente la creazione di un’impresa, la conduzione degli affari, le attività di commercio estero, il pagamento delle tasse e il livello di tutela dei diritti degli investitori.
“L’obiettivo di aggiudicarsi una delle prime venti posizioni rimane, e lavoreremo attivamente nei prossimi sei-nove mesi per la realizzazione di nuove riforme che permetteranno di raggiungerlo. Non sarà semplice, poiché anche i Paesi vicini a noi stanno cercando di avanzare nel rating, migliorando le condizioni per il business”, ha sottolineato Oreshkin.
Tra i Paesi dell'Unione Economica Euroasiatica, la Russia è al primo posto relativamente al suddetto parametro, superando di un punto il Paese-leader degli anni precedenti, il Kazakhstan. Tutti i rappresentanti dell’Unione si trovano tra i primi cento Paesi nel rating. Inoltre, il clima degli affari in Russia è il migliore tra i Paesi del gruppo BRICS. Ad esempio, la Cina occupa la 78° posizione, l’India è al 100° posto. Il clima degli affari in Russia è stato valutato anche all’interno di alcune regioni: al primo posto si è classificata la città di Uljanovsk. Mentre fra i primi cinque troviamo le città di Saransk, di Vladikavkaz, di Rostov sul Don e di Kazan. Il progresso degli ultimi anni è dunque evidente.   
Malgrado le sanzioni antirusse, si consolida la fiducia degli investitori esteri nei confronti dell’economia della Russia. Secondo gli ultimi dati, nel primo semestre del 2017, gli investimenti diretti esteri nell’economia russa ammontavano a 14 miliardi di dollari. Secondo il ministro Oreshkin, questi indicatori testimoniano che il “il business estero sta tornando attivamente in Russia, vedendo gli obiettivi a lungo termine del proprio sviluppo”. “In una recente indagine di Ernst & Young è stato notato un fatto interessante, che ha dimostrato come la quantità dei progetti di investimento realizzati in Russia nel 2017, abbiano raggiunto il livello massimo in tutta la storia del Paese, e la crescita degli investimenti diretti esteri sta seguendo lo stesso andamento”, ha detto Oreshkin.
Come esempio Oreshkin ha puntato sul suo recente incontro con gli investitori esteri a Washington, durante il quale “si è fatto presente che il Governo russo e la Banca Centrale della Russia hanno ottenuto un considerevole successo nelle riforme strutturali in ambito macroeconomico, il quale garantisce prevedibilità nei cambiamenti degli indicatori chiave, cosa molto importante nel momento in cui la produzione russa si innesta nelle catene di produzione globali”.
“Chiarezza, prevedibilità e trasparenza sono i tre punti principali che creeranno le condizioni per attirare in maniera più attiva gli investitori, e in effetti vediamo che una crescita degli investimenti sta avendo luogo”, ha sottolineato il ministro. Secondo le valutazioni degli esperti del Governo russo, “la crescita degli investimenti nella Federazione Russa continuerà anche nei prossimi anni”.

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