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EDITORIALE N.283

Putin: cresce l’economia russa, l’inflazione in calo

Tra i poli della crescita accelerata si trova il Tatarstan, una delle repubbliche gaspetrolifere della Russia

onostante la continua pressione politica ed economica sulla Russia da parte dell’Occidente, il tasso annuo di crescita economica del Paese sta superando il 2%, e l’inflazione si trova ad un livello straordinariamente basso rispetto alla media nazionale degli ultimi cinque anni. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, al summit dei Paesi del gruppo BRICS in Cina. “Il tasso di crescita economica è in ripresa. Non è ancora al pari di India o Cina, ma dopo la recessione stiamo assistendo ad una crescita economica annua pari a oltre il 2 per cento”, ha sottolineato il presidente russo.
“Inoltre, il calo dell’inflazione nel nostro Paese ha raggiunto livelli da record”, ha detto ancora Putin. “Ora l’inflazione è al 3,5%, ma entro la fine dell’anno è possibile un’ulteriore riduzione”, ha precisato il presidente russo.   
Il capo dello Stato ha inoltre dichiarato che “la Russia oggi sta rafforzando la cooperazione economica con i paesi BRICS proprio grazie al superamento dei fenomeni di crisi economica nel paese”.
Putin ha sottolineato che in Russia aumentano gli investimenti (circa del 4%), cresce il commercio, escludendo tra l’altro il settore gas-petrolifero (25% nel primo semestre), si stabilizza il basso livello di disoccupazione (attorno al 5%), l’industria e l’agricoltura sono in crescita.
Allo stesso tempo la Banca Centrale Russa ha annunciato le sue previsioni relative alla crescita annua del PIL nel terzo trimestre, che passerà dall’1,5-1,8% all’1,7-2,2%.“In generale, nel terzo trimestre del 2017, il tasso di crescita annuo del PIL supererà il valore previsto e sarà almeno del 2,2%. Ciò è dovuto ad un tasso di crescita annuo dell’accumulo lordo più elevato (rispetto alle stime precedenti)”, ha dichiarato un portavoce della Banca Centrale.
Secondo i dati di Rosstat (Servizio federale di statistica nazionale), nel secondo trimestre il tasso annuo di crescita del PIL ha raggiunto il 2,5 per cento.
In base alle valutazioni della Banca Centrale, la ripresa economica proseguirà anche nel quarto trimestre di quest’anno, pur con ritmi più lenti rispetto al secondo trimestre.
Allo stesso tempo, nel 2017 alcune regioni russe potranno registrare una crescita ancora più importante: ad esempio, le autorità del Tatarstan si aspettano un aumento annuo del prodotto regionale lordo pari al 3-3,8% nel triennio 2018-2020. E questa crescita sarà garantita in primo luogo dallo sviluppo delle industrie manifatturiere.
Come ha sottolineato il ministro dell’Economia del Tatarstan, Artem Zdunov, “nel settore delle industrie manifatturiere stiamo pianificando una serie di grandi progetti di investimento per i prossimi tre anni”. Tra questi, alla fine del 2017 si prevede l’apertura, da parte della società TAIF NK, di uno stabilimento per la lavorazione profonda dei residui pesanti di petrolio, il cui contributo alla crescita della produzione industriale del Tatarstan, secondo le previsioni, sarà dell’1,7% nel 2017.
Il prossimo anno si prevede di avviare gradualmente il nuovo impianto gas-petrolifero della società “Taneko”, che garantirà un ulteriore aumento del 3% alla produzione industriale.
Dall’inizio del 2017, la società petrolifera “Tatneft” ha aumentato le sue estrazioni di petrolio del 2,7%, fino a 19,26 milioni di tonnellate.
La crescita economica in Russia sta avendo luogo sullo sfondo di un rallentamento dell’inflazione che, secondo il ministro dello sviluppo economico russo, Maksim Oreshkin, dopo il rallentamento di inizio settembre fino al 3,2%, in termini annui potrebbe scendere fino al 3,1 per cento.
Ricordiamo che in agosto il calo dei prezzi al consumo ha eguagliato valori da record: la deflazione pari allo 0,5%, fissata da Rosstat per quel mese, è stata la più significativa nella storia delle inflazioni registrate.
Una delle ragioni della deflazione di agosto è attribuibile all’ingente calo dei prezzi di frutta e ortaggi (pari al 15,5%), dopo un calo dell'’8,3% nel mese di luglio. E questo nonostante l’embargo russo sulle importazioni di questi prodotti dagli Stati Uniti e dai paesi dell’UE.
Allo stesso tempo, Oreshkin ha affermato che per consolidare le tendenze positive dell’economia e portare la Russia a tassi di crescita economica superiori alla media mondiale, è necessario ottenere una crescita annua della produttività del lavoro pari al 3-4%.
Ovviamente la Russia deve lavorare nelle difficili condizioni politiche, economiche e finanziarie dovute alle sanzioni da parte dell’Occidente.
Il presidente della Camera di Commercio italo-russa, Rosario Alessandrello, spiega che l’embargo russo in risposta alle azioni dell’Unione Europea sta causando danni irreparabili ai rappresentanti delle piccole e medie imprese italiane. “L’embargo russo non danneggia le grandi società europee, in particolare tedesche. In primo luogo danneggia l’Italia”, ha dichiarato Alessandrello durante un’intervista con i media russi, aggiungendo che tali misure sono particolarmente evidenti sullo sfondo di un’insignificante presenza delle società italiane sul mercato russo.
Secondo Alessandrello, la base del business italiano è costituito dalle piccole e medie imprese, ma solo 70 di queste producono i loro prodotti in territorio russo.
“L’Italia al giorno d’oggi, a causa delle contro-sanzioni russe, ha perso 11-12 miliardi di euro del proprio export in Russia ed è stata costretta a ridurre 200 mila posti di lavoro. Non bisogna conformarsi a questa tendenza, perché l’Italia necessita di nuovi mercati”, ha affermato il presidente della camera di commercio italo-russa, sottolineando che il mercato russo più di altri si addice all’Italia.

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