Electronic banking

Visita il sito Eurasia 24
russia24_new.gif

EDITORIALE N.281

Il Cremlino perfeziona il clima degli investimenti in Russia

La Banca Centrale Russa ha deciso di semplificare ulteriormente il controllo valutario, cosa che dovrebbe favorire la crescita dell’export

Secondo le stime degli esperti del ministero dello Sviluppo Economico russo, nel 2017 la crescita degli investimenti nell’economia della Russia potrebbe raggiungere il 3%. Inoltre, il governo russo prevede una crescita pari al 2% del livello reale dei salari.
Durante un incontro con il presidente Vladimir Putin, i rappresentanti del business estero hanno proposto dei progetti in un gran numero di settori, in particolare nel campo dell’economia digitale, dell’industria farmaceutica e del trasporto ferroviario ad alta velocità.
Come ha comunicato il consigliere del presidente Andrej Belousov, “oltre ad una serie di progetti in Russia, gli attori esteri hanno anche proposto la creazione di piattaforme di lavoro in Paesi terzi”. All’incontro con il presidente della Federazione Russa hanno preso parte i rappresentanti delle grandi imprese, tra cui Robert Dudley, CEO di BP, Patrick Pouyanné, CEO di Total e Ben Van Beurden, CEO di Shell. Inoltre hanno partecipato i ministri federali e il primo vice-premier Igor Shuvalov.
Durante l’incontro il business estero in generale ha valutato positivamente il clima degli investimenti in Russia, come ha dichiarato ai giornalisti il ministro delle finanze russo, Anton Siluanov.  
“Sono intervenuti gli imprenditori di diversi Paesi. Hanno parlato della propria impresa e di come operano in Russia. In generale il clima degli investimenti è stato valutato positivamente. L’incontro si è svolto in chiave costruttiva”, ha sottolineato Siluanov.
I rappresentanti del business russo e di quello estero si consultano regolarmente. Al termine di tali consulenze il Cremlino prende decisioni che dovrebbero dare una spinta alla crescita economica russa.
Così, ad aprile, il primo ministro Dmitrij Medvedev, ha proposto di introdurre nel Codice Fiscale una serie di agevolazioni per le società che investiranno attivamente nell’ammodernamento. Il Ministero delle Finanze ha già presentato al governo alcuni emendamenti al Codice Fiscale.  
Un’agevolazione riguarderà gli investimenti rivolti all’acquisto, all’ammodernamento e alla ristrutturazione della produzione. Queste spese ridurranno direttamente l’imposta sugli utili, che in questo modo potrà ridursi fino a un massimo del 50%.
L’agevolazione sarà in vigore fino alla fine del 2027. Le società vogliono al più presto registrare le spese come investimenti di capitale: proprio a ciò è rivolto il disegno di legge.  
Al bilancio russo ciò costerà abbastanza caro: secondo le stime del Ministro delle Finanze, lo Stato perderà 1.400 miliardi di rubli all’anno. Non vi sono limiti per singoli settori, ma l’agevolazione verrà applicata solo su edifici, auto, trasporti, attrezzature da utilizzare per un periodo che va dai 3 ai 20 anni. La società dovrà scegliere se ottenere una detrazione fiscale o godere di un ammortamento, altrimenti la somma degli investimenti ridurrebbe la tassa di due volte.
Inoltre, per stimolare le esportazioni dalla Russia, la Banca Centrale ha deciso di abolire il requisito relativo alla compilazione dei cosiddetti “passaporti delle operazioni di esportazione”, una delle principali componenti dell’attuale sistema di controllo valutario. Inizialmente il controllo valutario sugli esportatori veniva attuato al fine di monitorare gli introiti effettivi, ma ora tutte le transazioni sono divenute così trasparenti, da rendere tale misura insensata.
Ad oggi se un imprenditore russo esporta all’estero delle merci dal valore di più di 50 mila dollari, viene sottoposto al controllo valutario. Quest’ultimo è indispensabile per monitorare le entrate derivanti dall’esportazione di merci russe. Per questo motivo agli imprenditori è richiesto di compilare il passaporto delle operazioni di esportazione nelle banche abilitate. In seguito è necessario effettuare una registrazione doganale delle merci esportate, presentare il suddetto passaporto al Servizio federale delle Dogane e creare una scheda per il controllo bancario e doganale.
Dopodiché l’esportatore, nel giro di 15 giorni, invia alla banca le informazioni relative all’adempimento degli obblighi in base al contratto di esportazione. La banca, a sua volta, controlla la ricezione dei pagamenti sul conto dell’esportatore e informa il Servizio Federale delle Dogane. Solo al termine di tutte queste procedure il passaporto delle operazioni di esportazione viene chiuso.  
 “La Banca Centrale russa ha deciso di abolire il requisito relativo alla compilazione dei suddetti passaporti delle operazioni, una delle principali componenti dell’attuale sistema di controllo valutario. Inoltre la banca sta conducendo un lavoro per liberalizzare altri requisiti del controllo valutario, in primo luogo quelli relativi all’attività degli esportatori russi”, ha annunciato un portavoce della Banca Centrale.
I provvedimenti per l’alleggerimento del controllo valutario hanno trovato espressione nel programma di misure del governo volte all’innalzamento – negli anni 2017-2025 – dei tassi di crescita economica ad un livello non inferiore alla media mondiale. Tali misure sono state presentate a Vladimir Putin dal primo ministro Dmitrij Medvedev alla fine di maggio.

Your browser is outdated! The site will not work properly. To fix this problem, click here

×