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EDITORIALE N.277

La crescita economica in Russia sarà pari al 2% annuo in assenza di shock esterni

Il Ministro dello Sviluppo Economico, Maksim Oreshkin, ha stimato le prospettive di crescita dell’economia russa per il 2017

L’analisi dei principali processi dell’economia russa ha consentito al ministro dello Sviluppo economico, Maksim Oreshkin, di avanzare ipotesi più positive circa una possibile crescita del PIL russo nel 2017, rispetto a quanto si evince al momento dalle previsioni ufficiali del Cremlino. Secondo Oreshkin, sarà possibile una crescita del 2% entro la fine del 2017 “se le condizioni esterne saranno stabili e in assenza di shock esterni importanti”. In un’intervista all’agenzia Bloomberg, anche il vice-premier, Igor Shuvalov, ha fornito una valutazione analoga relativamente alla situazione economica russa per l’anno in corso. Intanto molti esperti hanno sottolineato che si potrà parlare di una crescita dell’1,5-2 per cento.
Secondo il ministro dell’Economia, a differenza del 2014, nel 2017 non dovrebbero esserci brusche oscillazioni del tasso di cambio del rublo: “Il governo e la Banca Centrale russa non stanno prendendo in considerazione altre misure di stabilizzazione del tasso di cambio della valuta nazionale, fuorché la decisione di limitare la spesa dei redditi aggiuntivi di gas e petrolio derivanti dagli elevati prezzi del petrolio”. Il 7 febbraio il Ministero delle Finanze ha iniziato ad acquistare dollari e euro sul mercato valutario russo, investendo i redditi aggiuntivi ottenuti dall’esportazione di gas e petrolio nell’acquisto di valuta estera.
Maksim Oreshkin nota che, grazie alla stabilizzazione in Russia, gli investitori esteri hanno cominciato nuovamente a interessarsi alla privatizzazione nel Paese, aggiungendo, tuttavia, che ora “non è strettamente indispensabile privatizzare gli attivi statali per estinguere il debito pubblico”, come lo era nel 2016, pertanto “verranno prese decisioni sulla vendita di pacchetti di azioni statali considerando la possibilità di venderle al miglior prezzo”.
Le previsioni ufficiali del Ministero dello Sviluppo Economico parlano di una crescita del PIL dello 0,6% con un prezzo del petrolio pari a 40 dollari al barile, mentre la variante “di base plus” prevede una crescita dell’1,1% con un prezzo del petrolio pari a 48 dollari al barile. Invece, secondo le stime della Banca mondiale (World Bank) nel 2017 si prevede una crescita economica mondiale del 2,7%, mentre quella russa eguaglierà l’1,5 per cento. Nonostante tutto, permane un elevato grado di incertezza: i ritmi potranno rivelarsi superiori o inferiori ai suddetti indicatori.
Se le condizioni esterne favoriranno la Russia, il 2017 potrebbe divenire una sorta di “trampolino”, a seguito del quale l’economia russa prenderà il volo.
L’economia russa uscirà dalla crisi, sebbene i tassi di crescita del PIL del Paese supereranno la media mondiale solo tra 5-10 anni. La maggior parte degli esperti e dei rappresentanti del business hanno espresso questo parere durante un sondaggio realizzato nei mesi di gennaio e febbraio 2017 dal centro analitico dell’Accademia russa delle scienze.
La stagnazione e la recessione diventano scenari sempre più improbabili, a parere degli esperti internazionali e russi. L’80% degli intervistati si aspetta una crescita del PIL russo.
La maggior parte degli analisti prevede un’accelerazione dei tassi di crescita dell’economia russa per un periodo che va dai 5 ai 10 anni. Se nel 2017-2018 si prevede una crescita debole del PIL, ovvero dello 0,5-2% annuo, in seguito la crescita dovrebbe subire un’accelerazione.
Pertanto, una crescita del PIL che superi i tassi medi mondiali è un obiettivo assolutamente raggiungibile nei prossimi dieci anni.
“Ci aspettiamo dei tassi di crescita positivi, già a partire dal primo trimestre del 2017, e entro la fine dell’anno, il PIL crescerà dell’1,1%”, ha dichiarato Ekaterina Krylova, analista capo di Promsvjazbank.
I driver della crescita economica, a partire dal 2017, diverranno non solo gli investimenti, ma anche la domanda al consumo. Secondo gli analisti, il consumo delle famiglie garantirà come minimo il 3% della crescita del PIL. Per ottenere tali indicatori, è necessario osservare una serie di condizioni formulate in un appello al governo dalle “Grandi quattro” unioni degli imprenditori russi: l’Unione russa degli industriali e degli imprenditori, la Camera di Commercio, l’Unione delle piccole e medie imprese “Opora Rossii” e l’organizzazione “Delovaja Rossija”.
Il programma delle attività è suddiviso in cinque ambiti tematici: miglioramento del clima d’affari, aumento dell’efficacia di grandi progetti di investimento, incremento del volume delle esportazioni non petrolifere, sviluppo delle piccole imprese, aumento dell’efficacia del supporto statale ai settori dell’economia.
Uno dei settori di cui ci si è maggiormente occupati è quello delle imposte: gli imprenditori chiedono una riduzione del carico fiscale. Il business propone di congelare le tasse e le regole per il loro conteggio per i prossimi dieci anni. Allo stesso modo si propone di prolungare le moratorie per condurre nuovi pagamenti non fiscali fino al 2025 e di determinare un livello limite per il carico fiscale, così da garantire un’attrattiva nei confronti degli investimenti. In conclusione gli imprenditori sono intervenuti per un’agevolazione del 50% rispetto all’imposta sul reddito, così da ridurre le spese delle aziende investite nella modernizzazione.

 

 

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