Electronic banking

Visita il sito Eurasia 24
russia24_new.gif

EDITORIALE N.276

Crescita stabile per l’economia russa a partire dal 2017

Per Bloomberg la Russia fa parte della lista dei sette Paesi con le economie emergenti che nel 2017 saranno più interessanti e attraenti per i potenziali investitori – La governatrice della Banca Centrale russa, Elvira Nabiullina: “Nel 2016 l’economia russa ha completato un processo di adattamento alle sfide esterne, tra cui le sanzioni anti-russe” - Al fine di garantire a partire dal 2017 una crescita economica stabile, il Governo russo di Dmitrij Medvedev sosterrà l’esportazione di quattro settori non legati alla produzione di materie prime.

Il Governo russo si è preso in carico il bilancio per il 2017 esteso e pre-pianificato anche fino al periodo 2018-2019, dopo che alla fine del 2016 il presidente russo Vladimir Putin aveva firmato una legge di bilancio che prevede una graduale riduzione del deficit pubblico: dal 3,2% del prodotto interno lordo nel 2017 al 2,2% nel 2018 e fino all’1,2% del Pil nel 2019.
Per il 2017 sono previste entrate pari a circa 13.488 miliardi di rubli. Allo stesso tempo, le spese supereranno le entrate e ammonteranno a 16.241 miliardi di rubli, mentre il disavanzo pubblico di conseguenza sarà pari a 2.753 miliardi di rubli. L’anno dopo, per il 2018, l’ammontare delle entrate del bilancio federale è stimato a 14.029 miliardi di rubli, mentre le spese saranno pari a 16.040 miliardi di rubli; nel 2019 tali cifre dovrebbero ammontare rispettivamente a 14.845 e 15.987 miliardi di rubli.
Il documento è stato elaborato sulla base di un prezzo medio del petrolio pari a 40 dollari al barile e un’inflazione non superiore al 4% annuo per tutti e tre gli anni. Inoltre si presume che il tasso di cambio medio del dollaro rispetto al rublo sarà pari a 67,5 rubli per un dollaro nel 2017, a 68,7 rubli nel 2018 e a 71,1 rubli nel 2019.
Si prevede, infine, che nel 2017 il Fondo di Riserva nazionale si sarà completamente esaurito, dal momento che i restanti 1.150 miliardi di rubli saranno spesi per estinguere il deficit di bilancio. Si prevede anche di finanziare il deficit attraverso il Fondo di benessere nazionale. A questo scopo saranno spesi 668,2 miliardi di rubli nel 2017, 1.160 miliardi di rubli nel 2018, e 139,7 miliardi di rubli nel 2019.
Ricordiamo che la legge di bilancio ammette nel 2017 la possibilità di prestiti esteri fino a sette miliardi di dollari, e fino a tre miliardi di dollari all’anno nel 2018 e nel 2019. Si prevede che nel 2017 il ministero delle Finanze avrà diritto a scambiare le vecchie emissioni in Eurobond con nuove emissioni entro un limite di quattro miliardi di dollari. Nel periodo 2017-2019, i prestiti nazionali della Federazione Russa al netto (il rastrellamento di prestiti meno le spese volte all’estinzione del debito) saranno limitati a una cifra di 1.050 miliardi di rubli all’anno.
Questi ed altri indicatori, così come l’andamento positivo negli ultimi tempi dello sviluppo dell’economia russa, ha permesso all’agenzia Bloomberg di includere la Russia nella lista dei sette Paesi con le economie emergenti che nel 2017 saranno più interessanti e attraenti per i potenziali investitori. La lista comprende anche il Sud Africa, il Messico, il Brasile, il Cile, l’India e l’Indonesia.
“Il rublo russo sarà la posta principale per gli investitori che prendono in prestito cifre denominate in valute di quei Paesi in cui vi è un basso tasso di interesse, e acquistano titoli ad elevato tasso di rendimento”, hanno sottolineato gli esperti di Bloomberg.
Parallelamente, secondo le stime della banca svizzera UBS, il reddito potenziale derivante dal commercio di valuta russa potrebbe raggiungere il 26% nei prossimi 12 mesi. Si tratta del tasso più alto tra tutti i mercati emergenti dell’Europa, del Medio Oriente e anche dell’Africa.
Inoltre, gli esperti di Bloomberg hanno sottolineato che nel 2017 gli investitori saranno particolarmente interessati ai Paesi in via di sviluppo in cui si osserva un miglioramento del clima politico, nonché agli attivi sui mercati meno vulnerabili a fattori esterni negativi.
Tra questi fattori va menzionato l’aumento dei tassi di interesse da parte del Federal Reserve System e i rischi economici connessi con l’avvento alla presidenza statunitense di Donald Trump.
Notiamo che, in precedenza, l’agenzia Moody’s aveva migliorato l’outlook per il sistema bancario russo da negativo a stabile. “La lenta ripresa economica e la stabilizzazione degli indicatori macroeconomici in Russia, questi due fattori sosterranno l’ambiente operativo per le banche russe”, hanno sottolineato gli esperti di Bloomberg.
La stessa posizione è condivisa dalla agenzia di rating internazionale Fitch, che lo scorso ottobre ha migliorato l’outlook sul rating sovrano della Russia da negativo a stabile. Commentando la propria decisione, gli esperti di Fitch hanno sottolineato che le misure intraprese dal Governo russo e dalla Banca Centrale della Russia, sullo sfondo del calo dei prezzi del petrolio, si sono rivelate più efficaci di quelle adottate in questa situazione da altri Paesi-produttori di greggio.
Ricordiamo anche che nel mese di settembre del 2016 l’agenzia di rating Standard & Poor’s, per la prima volta dopo molti anni, ha valutato positivamente il credito della Russia, migliorando l’outlook della Russia da negativo a stabile.
Secondo la governatrice della Banca Centrale russa, Elvira Nabiullina, nel 2016, l’economia russa ha completato un processo di adattamento alle sfide esterne, tra cui le sanzioni anti-russe: “Ci aspettiamo che già nel 2017 l’economia russa entrerà in una fase di crescita che sarà basata principalmente su un moderato aumento dei consumi e su una ripresa dell’attività di investimento”, ha dichiarato la Nabiullina, sottolineando il fatto secondo cui “i tassi di crescita economica nel 2017 non dovrebbero comunque superare l’1 per cento”.
Al fine di garantire a partire dal 2017 una crescita economica stabile, il Governo russo di Dmitrij Medvedev sosterrà l’esportazione di quattro settori non legati alla produzione di materie prime. Per sostenere l’esportazione dell’industria automobilistica e aeronautica, del settore agricolo e dell’ingegneria ferroviaria nel periodo 2017-2019, il Governo russo prevede di stanziare circa 80 miliardi di rubli.
La maggior parte di questo denaro sarà speso per compensare i costi di trasporto durate le operazioni di export (33 miliardi di rubli), e per sovvenzionare i tassi di credito all’esportazione (quasi 24 miliardi). Tra le industrie, quella che otterrà più sussidi dal Cremlino (34 miliardi di euro) sarà l’industria automobilistica russa.

Your browser is outdated! The site will not work properly. To fix this problem, click here

×