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EDITORIALE N.275

La BERS ha promosso la Russia

Secondo la governatrice della Banca Centrale della Russia, Elvira Nabiullina “sarebbe ancora presto riposare sugli allori, il Paese dovrà affrontare altri tre anni difficili”.

La Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) ha migliorato le previsioni di crescita dell’economia russa per il 2017. Secondo gli esperti internazionali, il prossimo anno l’economia russa crescerà almeno dell’1,2 per cento. Inizialmente la BERS riteneva che nel 2017 la crescita non avrebbe superato l’1 per cento.
Tra i fattori negativi che ostacolano lo sviluppo economico, gli esperti russi citano i “prezzi relativamente bassi delle materie prime”. Tuttavia, da aprile 2016 è stato osservato un graduale rafforzamento del rublo russo sullo sfondo di una ripresa del prezzo del petrolio. In precedenza era stato riferito che la BERS stava valutando la possibilità di riprendere ad investire in progetti russi nel 2017. La questione del ritorno in Russia da parte della banca sarà presa in considerazione alla fine di dicembre o all’inizio di gennaio.
Da parte sua, il presidente russo, Vladimir Putin, ha dichiarato che la situazione economica del Paese si è stabilizzata. L’industria e l’agricoltura sono in crescita, la disoccupazione rimane relativamente bassa e il Cremlino riesce a frenare l’inflazione. Allo stesso tempo, sottolinea Putin, alcuni settori non hanno ancora registrato tassi di crescita positivi.
“La situazione si è stabilizzata, ma per parlare di un sostanziale miglioramento della situazione è ancora troppo presto”, ha puntualizzato Vladimir Putin in una riunione al Cremlino sulla questione economica. Il Capo dello Stato ha menzionato il lieve sviluppo della produzione industriale, pari allo 0,3 per cento. “L’agricoltura sta dimostrando un andamento positivo con una crescita del 3 per cento,” ha aggiunto Putin.
“Ma per il mantenimento di una dinamica positiva è necessario contenere il deficit di bilancio entro il 3,7% del PIL, come previsto dalla Legge finanziaria per il 2016, e il rischio che si innalzi fino al 3,9-4,0% permane”, ha sottolineato il presidente della Federazione Russa.
Nel periodo gennaio-ottobre di quest’anno, il deficit del bilancio federale russo ammontava a 1.577 miliardi di rubli, pari al 2,3% del PIL: il volume delle entrate nei primi dieci mesi del 2016 ha eguagliato 10.441 miliardi di rubli, e le spese di bilancio hanno raggiunto 12.018 miliardi di rubli, ossia il 74,7% del totale delle spese confermate.
Il saldo delle fonti di finanziamento domestico ed estero a favore del deficit del bilancio federale per il periodo considerato ha raggiunto 1.472 e 104,34 miliardi di rubli, rispettivamente.
Siamo riusciti a contenere anche l’inflazione: dall’inizio dell’anno al 7 novembre, l’aumento dei prezzi è stato del 4,7 per cento. “In generale, è un buon indicatore,” ha sottolineato il presidente russo.
Nonostante le tendenze positive, bisognerebbe concentrarsi sulla situazione di alcuni settori, che non hanno ancora raggiunto una crescita positiva. “Dobbiamo sviluppare un piano per sostenere questi settori, e per rafforzare i trend già positivi”, ha dichiarato Putin.
La Banca Centrale russa ha inoltre stimato il potenziale di crescita dell’economia del Paese al di sotto del 2 per cento. Lo ha annunciato la governatrice, Elvira Nabiullina, durante una riunione al Cremlino.
“Abbiamo stimato i tassi di crescita potenziale al di sotto del 2%, a meno che non vengano apportate modifiche strutturali. Pertanto, affinché l’economia si adatti alle nuove condizioni è necessario cominciare a testare un nuovo modello di sviluppo, e il compito della Banca Centrale è proprio quello di sostenere questo processo, in modo da garantire condizioni finanziarie stabili volte all’emergere di fonti nazionali per gli investimenti”, ha sottolineato Nabiullina. Tra le tendenze positive del 2016, secondo la governatrice, vi è la riduzione della fuga di capitali dalla Russia che, secondo stime preliminari, nel 2016 sarà inferiore a 20 miliardi di dollari.
Tuttavia, secondo le dichiarazioni della governatrice della Banca Centrale, l’economia russa dovrà aspettarsi altri tre anni difficili.
“Prevediamo che nei prossimi tre anni le condizioni esterne per lo sviluppo dell’economia russa rimangano, purtroppo, complesse e difficili. Anche le condizioni interne di sviluppo economico non saranno facili. Al momento non ci aspettiamo una ristrutturazione sostanziale dell’economia o un repentino aumento del suo potenziale.
Un aumento del potenziale di crescita dell’economia può essere infatti legato solo a misure strutturali, e l’effetto di queste ultime è sempre esteso nel tempo, si accumula nel corso degli anni, non è mai immediato. Ne siamo consapevoli e dobbiamo tenerne conto nelle nostre previsioni”, ha dichiarato Nabiullina.
Fino a questo momento vi sono stati segnali di ripresa per l’economia russa, e per il prossimo anno la Banca Centrale si aspetta un leggero aumento del PIL, ha aggiunto. “Ma vediamo che i processi nei diversi settori e nelle varie regioni sono ancora molto eterogenei e instabili.
"Al momento il peso specifico dei settori in crescita è esiguo, ma c’è, e in ogni settore si contano aziende in via di sviluppo”, ha dichiarato Nabiullina, aggiungendo che questo peso specifico, secondo le stime della Banca, aumenterà non appena l’economia russa avrà adottato un nuovo modello di crescita, basato non solo e non in modo così significativo sulle esportazioni di idrocarburi.

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