Putin e l’Fmi: l’economia russa è chiaramente in ripresa

La decisione del Cremlino: le spese sociali non si toccano

Il direttore del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), Christine Lagarde, ha annunciato che l’economia russa continua a mostrare segni di miglioramento. “La Russia presenta segni di ripresa dopo un periodo di serio declino”, ha dichiarato Lagarde.
La positiva valutazione del capo del Fmi coincide con le dichiarazioni del presidente russo, Vladimir Putin, che ad un incontro dedicato a questioni di bilancio con i membri del governo ha annunciato che l’economia russa ha ormai superato il tracollo.
“La situazione macroeconomica resta difficile, l’economia russa sta gradualmente emergendo dalla recessione, ma il trend positivo è ancora instabile. Sottolineo: bisogna garantire condizioni macroeconomiche tali da favorire la crescita dell’economia nazionale e il mantenimento del calo dell’inflazione”, ha dichiarato Putin.
Il Capo dello Stato ha invitato a raggiungere, in una prospettiva a medio termine, un tasso di inflazione del 4%. “In questa situazione è molto importante sviluppare un progetto di bilancio equilibrato per il 2017”, ha sottolineato Putin. Secondo il presidente russo, il lavoro del Consiglio dei Ministri sul progetto di bilancio federale sarebbe in dirittura di arrivo.
“Entro il primo novembre dovrà essere sottoposto alla supervisione della Duma di Stato. Sono sicuro che, lavorando al documento finanziario più importante del Paese, il governo sarà in grado di stabilire un dialogo costruttivo con i nuovi membri della camera bassa del parlamento”, ha puntualizzato il presidente russo.
Nonostante la significativa riduzione delle entrate di bilancio, la Russia è stata in grado di aumentare quasi del 10% le spese reali del bilancio nel settore sociale, hanno dichiarato gli esperti della “National University Research - Higher School of Economics”.

Le spese sociali non si toccano

Per una questione di principio il governo ha deciso di non ridurre la spesa sociale nel 2016, limitando piuttosto, se fosse strettamente necessario, altri tipi di spese di bilancio.
Nonostante il desiderio del Ministero delle Finanze di non aumentare i costi, ma possibilmente di ridurli, le spese sociali dello Stato sono difficili da ottimizzare.
Nel primo trimestre del 2016, i costi reali del sistema di bilancio per la politica sociale, l’istruzione e l’assistenza sanitaria sono cresciuti del 9,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno a causa di un aumento delle spese per l’assistenza sanitaria (dell’8%) e per le politiche sociali (del 14,2%).

Le sanzioni occidentali preoccupano sempre meno russi

Dal momento che il Cremlino non ha tagliato le spese per la previdenza sociale della popolazione, i russi hanno cominciato a preoccuparsi sempre meno del fatto che le sanzioni occidentali possano influenzare negativamente il sistema finanziario del Paese. Ciò si evince dai risultati di un sondaggio nazionale, presentato dagli esperti del Centro analitico NAFI (National Agency for financial studies).
La percentuale di quanti temono un peggioramento del Paese per via del danno finanziario causato dalle sanzioni occidentali è calata, passando dal 66% dello scorso anno al 56%. Come in precedenza, a preoccuparsi maggiormente per il proprio benessere finanziario sono gli abitanti di Mosca e San Pietroburgo (86%), mentre si preoccupano meno quanti vivono in città con in media un milione di abitanti (45%).
Più della metà dei rispondenti si è adattata alle nuove condizioni. La restante metà continua a preoccuparsi per l’eventuale scoppio di una nuova crisi. Ma le loro preoccupazioni non influiscono minimamente sul comportamento finanziario di uno o dell’altro gruppo.
Solo il 7% è pronto a rinunciare a qualsiasi servizio finanziario, e negli ultimi due anni tale indicatore è rimasto di fatto invariato. Ciò significa che lo stesso sistema bancario non percepirà un’insufficienza di clienti. Sarebbe desiderabile, notano gli esperti, che i russi modificassero il proprio comportamento nei confronti del consumo e cominciassero a comprare di più. Ciò darebbe una spinta ancora più veloce all’economia.

I russi diventano esperti di questioni finanziarie

Guzelija Imaeva, esperta finanziaria del centro analitico NAFIInoltre, come hanno notato gli analisti, durante la crisi è cresciuto in modo evidente il livello dell’alfabetizzazione finanziaria dei cittadini russi. Nel 2015 un cittadino russo su cinque valutava il livello della propria alfabetizzazione finanziaria “ottimo o buono”, mentre a settembre 2016 lo stesso indice è di un cittadino su quattro. La quota dei cittadini russi dichiaranti di avere un livello di alfabetizzazione finanziaria insufficiente in un anno è passata dal 34 al 25 per cento. Nel 2016 la quota dei cittadini russi che tengono il conto delle proprie entrate ed uscite è passata dal 20 al 25 per cento. Inoltre il 9% di questi controlla ogni operazione, e il 16% lo fa per quanto possibile. Allo stesso tempo la percentuale dei cittadini “spensierati”, che non monitorano l’andamento delle proprie uscite e non fissano delle somme per le entrate (su carte e conti) è diminuita, passando dal 22 al 16 per cento.
“Sullo sfondo di un calo dei redditi reali (del 4,4% dall’inizio dell’anno), i russi hanno cominciato a pianificare con maggior cura le proprie spese e a redigere un bilancio famigliare”, ha dichiarato Guzelija Imaeva, esperta finanziaria del centro analitico NAFI.
L’innalzamento del livello di alfabetizzazione finanziaria non è un trend passeggero, poiché non è solo il comportamento nei confronti del consumo a rivelarlo. “Negli ultimi anni abbiamo osservato una crescita nell’uso di carte di credito o di altre carte bancarie”, afferma Andrej Bokarev, direttore del dipartimento di relazioni finanziarie internazionali del Ministero delle Finanze russo.
A questo proposito, la Banca Centrale russa ha iniziato a sviluppare un programma per il calcolo “dell’indice significativo del livello di alfabetizzazione finanziaria della popolazione”, che diventerà parte della metodologia per studiare in modo sistematico e quindi innalzare il livello finanziario dell’alfabetizzazione dei cittadini. Durante una conferenza stampa, la Banca Centrale ha sottolineato che l’importante è “un approccio sistematico all’indagine sul livello dell’alfabetizzazione finanziaria della popolazione e un’implementazione regolare di tali misure”.