La Russia ha lasciato la recessione alle spalle

Il Governo russo: l’economia si contrarrà nel 2016 solo dello 0,2%

Il calo dell’economia russa si è fermato, comunicano il ministero dello Sviluppo Economico e la Banca Centrale. A giugno-luglio il bilancio federale non ha quasi registrato deficit. Ma al ministero delle Finanze sono sicuri che tutti i problemi devono ancora venire, pertanto bisogna continuare a ridurre le spese. La crescita economica e le riforme sono state rimandate al periodo dopo le elezioni presidenziali nella primavera del 2018. Secondo i dati preliminari di Rosstat, il PIL russo nel secondo trimestre di quest’anno si è ridotto dello 0,6%, in confronto al periodo analogo dello scorso anno, quando nel primo trimestre il calo era stato dell’1,2 per cento.
Il vice ministro delle finanze, Maksim OreshkinSecondo le previsioni della Banca Centrale, alla fine di quest’anno il calo del Pil rallenterà fino allo 0,3-0,7%, mentre il ministero dello Sviluppo Economico ritiene che l’economia russa si contrarrà solo dello 0,2%. Persino gli economisti più prudenti della Banca Centrale (cfr. il bollettino della Banca Centrale russa) sono stati “costretti” ad ammettere che la situazione economica si sta normalizzando. “L’indicizzazione del valore del Pil russo testimonia che la recessione è ormai alle spalle, e in prospettiva vi è invece una lenta crescita economica”, si legge nei comunicati del regolatore.
Le buone notizie riguardano l’inflazione. Nelle prime due settimane di agosto è stata registrata una deflazione e, in generale nell’agosto del 2016, l’inflazione è stata pari a zero. Inoltre, secondo i dati del ministero delle Finanze, il bilancio Federale per i mesi estivi ha totalizzato un deficit quasi nullo. Nel periodo giugno-luglio, si è riusciti a non attingere al Fondo di riserva per coprire il deficit di bilancio, fa notare il vice ministro delle finanze, Maksim Oreshkin. Tra gennaio e maggio dal Fondo di riserva era stata venduta valuta per un totale di 780 miliardi di rubli.
Secondo i dati operativi della Tesoreria federale, in 7 mesi del 2016, le entrate del bilancio sono state pari a 6,967 trilioni di rubli, mentre le uscite sono ammontate a 8,485. Pertanto il deficit era pari a 1,518 trilioni di rubli, ovvero solo di poco superiore rispetto all’indicatore del periodo gennaio-giugno. Ciononostante il ministero delle Finanze invita a non “rilassarsi”. Il primo vice ministro delle finanze, Tatiana Nesterenko, ha annunciato che l’economia russa continua a trovarsi “al centro di una bufera”: “tutto sembra tranquillo e favorevole, ma in verità ci troviamo già in quel punto”.
“Se non cambiamo qualcosa, entro la fine del prossimo anno non avremo né riserve, né possibilità di pagare gli stipendi e ci ritroveremo con problemi economici molto seri. Il tema del bilancio è al momento la questione domestica principale per noi”, ha annunciato la Nesterenko all’agenzia di informazione TASS. Secondo Nesterenko, sono necessarie delle decisioni politiche che consentano di “fuoriuscire dal centro della bufera, ma in modo controllato”.  
Per i vertici del dipartimento delle finanze questo "regime controllato" significa, in primo luogo, ridurre o congelare le spese di bilancio, nonché ridurre gradualmente il suo deficit e le riforme "poco popolari". In particolare, il ministero delle Finanze vuole diminuire l'elenco dei privilegi fiscali e doganali (il ministero ha stimato che nel 2014 sono costati al governo 1,7 miliardi di rubli), aumentare l'età pensionabile (63 anni per uomini e donne), punire le regioni che superano il deficit di bilancio stabilito, abolire per sempre il principio di indicizzazione di pensioni, salari del settore pubblico e prestazioni sociali rispetto al livello di inflazione, ma calcolare tutto ciò sulla base della situazione del momento.
Per quanto riguarda le uscite di bilancio, il ministero delle Finanze propone di ridurle nel 2016 fino a 15,78 trilioni di rubli, rispetto ai 16,1 trilioni di rubli previsti, e mantenere questo indice anche nel periodo 2017-2019. Si pensa di ridurre il deficit di bilancio dell’1% del PIL all’anno. Quest’anno si prevede che il deficit raggiungerà un livello del 3% o poco più.
Si nota che questo piano del ministero delle Finanze è totalmente appoggiato dalla Banca Centrale e da Aleksej Kudrin, ex-ministro delle finanze, appartenente alla cerchia di persone più vicine al presidente Vladimir Putin. Proprio a lui Putin ha affidato l’incarico di preparare un programma di riforme da attuare a partire dal 2018. Kudrin promette di realizzarlo il prossimo anno. Per quanto riguarda la maggior parte delle questioni, il suo parere coincide con quello del ministero delle Finanze e della Banca Centrale.
Anche Vladimir Putin ha espresso in più occasioni il suo sostegno al piano del ministero delle Finanze, concedendogli di superare la fase più acuta della crisi senza mosse avventate. La decisione della Banca Centrale di lasciare il rublo in un regime a cambio fluttuante ha consentito di mantenere gran parte delle riserve in oro valutario (il 5 di agosto ammontavano a 396,4 miliardi di dollari). Mentre la presenza del Fondo di riserva ha permesso di non apportare tagli troppo significativi al bilancio e di non aumentare il debito pubblico.