Per frenare l’inflazione la Russia limiterà le spese di bilancio

Il Cremlino stringe la cinghia di fronte al calo dei prezzi di idrocarburi

La Banca centrale della Russia ritiene che lo strumento chiave per ridurre il deficit di bilancio sia un “ragionevole contenimento della crescita delle spese”. Secondo il Regolatore russo, questo è ancora oggi “l’unico metodo accettabile in mancanza di improvvisi cambiamenti positivi per il Paese nella congiuntura estera”.
“La formazione del bilancio nel contesto economico attuale rimane un’impresa di ardua fattura”, ha sottolineato un portavoce della Banca Centrale, secondo cui “bisogna ridurre l’approccio conservativo nei confronti del bilancio e adottare una politica di bilancio sistematica, incrementare la prevedibilità approvando un piano a breve termine per il consolidamento delle finanze russe”. Tutti questi passi rappresentano le condizioni chiave per mantenere una situazione economica stabile e rallentare l’inflazione fino al livello target del 4% annuo.
In precedenza il Primo Ministro russo, Dmitrij Medvedev, aveva annunciato che molto probabilmente nel 2016 il deficit di bilancio avrebbe superato il livello previsto, pari al 3% del PIL. Le previsioni del Ministro delle Finanze sul deficit del bilancio federale del 2016 sono ora pari al 3,2% del PIL. Il ministro Anton Siluanov ha poi aggiunto che il deficit quest’anno ammonterà addirittura al 3,3%.

PREVISIONI SULL’ECONOMIA RUSSA (2016-2018)

Secondo Medvedev “quest’anno la realizzazione del bilancio si trova in condizioni molto difficili”. Nonostante alcuni trend positivi, l’influsso di fattori di crisi nell’economia si mantiene. “La formazione del bilancio nel contesto economico attuale rimane un compito assai difficile, considerando la situazione economico-finanziaria estera sfavorevole per la Russia, nonché un’ulteriore riduzione dei proventi derivanti da gas e petrolio. Inoltre è importante non solo il bilancio di quest’anno, ma anche come si svilupperà la politica di bilancio in futuro”, ha dichiarato Medvedev.
La legge finanziaria del 2016 aveva stabilito un deficit di bilancio del 3% rispetto al PIL, con uscite pari a circa 16 mila miliardi di rubli ed entrate pari a 13,7 milia miliardi di rubli. Alla fine del primo semestre, l’eccesso di uscite rispetto alle entrate superava già il 4%. Il ministro delle finanze, Anton Siluanov, durante l’estate ha promesso che le autorità avrebbero adempiuto a “tutti i doveri”, ma che per fare ciò sarebbe stato necessario utilizzare le riserve e ridurre lo squilibrio fiscale accumulatosi negli ultimi anni. Ora la Banca Centrale ha proposto di limitare e ridurre alcune delle uscite di bilancio, se necessario.
L'aumento del deficit di bilancio è attribuibile al fatto che i calcoli precedenti si basavano su un prezzo del petrolio pari a 50 dollari al barile. Il deficit può aumentare se il prezzo medio del petrolio scende sotto questa cifra. Al momento, il prezzo medio è di circa 40 dollari. Molti esperti si aspettano una crescita del prezzo del petrolio alla fine del 2016, ma questo non sarà sufficiente a mantenere il deficit di bilancio ad un livello del 3%.
“Con tutta probabilità, il livello delle entrate, rispetto agli indicatori che erano inclusi nel bilancio, in un anno potrebbe ridursi di 1,5 mila miliardi di rubli, e forse anche di più”, ha dichiarato il primo ministro russo.
Tra le tendenze positive del 2016 vi è il duplice rallentamento del calo del PIL registrato nel secondo trimestre: fino allo 0,6%, rispetto all’1,2% nel primo trimestre. Questo, dicono gli esperti, indica la probabilità di una transizione dell'economia russa verso la ripresa. Nella seconda metà del 2016 non è da escludersi una lieve crescita, purché i prezzi del petrolio rimangano stabili e non inferiori a 45-50 dollari al barile.
Anche il capo del Ministero dello Sviluppo Economico russo, Aleksej Uljukaev, ha osservato che entro la fine del 2016 l'economia russa dovrebbe registrare una parziale crescita, e non c'è motivo di affermare che possa nuovamente entrare in una fase di recessione.
Gli esperti russi, tra cui l'analista del Centro di ricerche economico-finanziarie, Aleksej Devjatov, hanno dichiarato di vedere i segni di un certo miglioramento economico: “Credo – ha dichiarato Devjatov - che stiamo assistendo ad un graduale adattamento dell’economia russa e, a quanto pare, nel secondo semestre si registrerà una crescita. Credo che, rispetto ai risultati del 2015, alla fine del primo semestre del 2016 avremo una crescita del PIL pari approssimativamente allo 0,8 per cento”.
Infine, anche i dati del Ministero dello Sviluppo Economico mostrano chiaramente che ora vi sono tutti i presupposti per una crescita economica. Alcuni settori, quali l'agricoltura, i servizi finanziari e l’immobiliare, stanno mostrando tassi di crescita positivi. I miglioramenti in un certo numero di industrie manifatturiere, come l'industria alimentare, chimica, l’industria leggera e il settore dei servizi possono divenire una sorta di driver per la crescita dell'economia russa.