L’economia russa ha un buon margine di solidità

Esperti: l’economia russa si è adattata alla nuova realtà

Il Primo ministro russo, Dmitrij Medvedev, ha annunciato che l’economia del Paese dispone di riserve a sufficienza per superare la crisi e instaurare un regime di crescita stabile. Medvedev ha puntualizzato che la Federazione Russa ha un margine di solidità garantito dalla stabilità macroeconomica e politica.
Alla fine di giugno, il ministero dello Sviluppo Economico russo ha migliorato le previsioni relative agli indici macroeconomici. Secondo gli esperti russi “l’economia russa si è adattata alla nuova realtà”.
Il vice-ministro dello Sviluppo Economico, Aleksej VedevCome ha dichiarato il vice-ministro dello Sviluppo Economico, Aleksej Vedev, per la fine del 2016 ci si attende un PIL a crescita zero, con la possibilità di una minima deviazione in positivo. Allo stesso tempo, per il 2016 si prevede una crescita della produzione industriale pari allo 0,3 per cento. Per quanto riguarda l’inflazione, le previsioni del Ministero per quest’anno scenderanno sotto il 6%: è possibile che l’inflazione sarà pari al 5,8-5,9 per cento.
Inoltre, il governo ha ridotto considerevolmente le previsioni sulla fuga di capitali per il 2016: da 40 a 25 miliardi. "Sono calati i rischi complessivi per l’economia. Se inizialmente si osservava una fuga di capitali pari a 40 miliardi di dollari, ora l’indice è passato a 25 miliardi. Ciò è dovuto principalmente all’estinzione del debito estero", ha sottolineato Vedev.
Secondo il rapporto della Banca Centrale russa in materia di politica monetaria, la fuga netta di capitali privati prevista fino al 2018 rimarrà ad un basso livello e non supererà il 2% del PIL russo.
Secondo i dati ufficiali, nel 2015 la fuga di capitali dalla Federazione Russa aveva superato 58 miliardi di dollari.
Alla fine del 2016 dovrebbe interrompersi il calo dei salari reali, mentre, in termini di disoccupazione, le previsioni sono abbastanza ottimistiche e il livello target del 6% è assolutamente raggiungibile.
Per quanto riguarda gli investimenti, alla fine del 2016 il calo rispetto al 2015 potrebbe essere pari al 2,7-3,1 per cento. “L’alto profitto delle imprese nel 2015 e nel primo semestre del 2016 è una risorsa per l’innalzamento dell’attività di investimento. Gli investimenti dovrebbero cominciare a crescere nel secondo semestre dell’anno in corso e continuare nel 2017”, ha sottolineato Vedev.  
In mancanza di nuove scosse inaspettate da parte dell’economia mondiale, tra il 2017 e il 2018 il Cremlino prevede una crescita annua del PIL russo in media dell’1,9-2,2 per cento. “Il compito primario, oggi discusso ampiamente – ha dichiarato Vedev – è la scelta del modello più ottimale per lo sviluppo economico del Paese, che consentirebbe un aumento della crescita potenziale del PIL, almeno fino al 4% annuo. La proposta del Ministero dello Sviluppo Economico in questo senso è di passare ad un modello orientato agli investimenti, diretto alla crescita del rendimento delle produzioni industriali”, ha annunciato Vedev.
Nonostante i fenomeni di crisi nell’economia russa, il primo ministro Medvedev ha dichiarato “inaccettabile la posizione della Russia nel rating Doing Business”. Nel rating della Banca Mondiale relativo ai Paesi con un clima favorevole per fare business (Doing Business 2016), la Russia ha occupato il 170esimo posto per la voce “attività commerciale estera”. Durante la conferenza sul miglioramento del clima degli investimenti, il Primo ministro Dmitrij Medvedev lo ha definito “un pessimo risultato”. “Contate voi stessi il numero dei Paesi membri dell’ONU: il 170esimo posto è un pessimo risultato, è inaccettabile”, ha dichiarato il premier.
“Bisogna dunque muoversi il più presto possibile per migliorare questa posizione. A tale scopo è necessario coordinarsi con un progetto che sviluppi la cooperazione internazionale e il sostegno dell’export e che anche noi prevediamo di realizzare nell’ambito del “nuovo ufficio dei progetti””, ha sottolineato il Primo ministro.
Nel 2014 e nel 2015 la Russia aveva occupato nel suddetto rating rispettivamente il 62esimo e il 51esimo posto. Il rating è dipeso molto dalla valutazione del sistema di controllo e di sorveglianza statale, dalla facilità di registrazione di una proprietà e dal collegamento alle reti (in tutto dieci parametri).
Sugli stessi parametri si è basato il rating interno del Paese, realizzato dall’Agenzia di iniziative strategiche in Russia. Il rating è stato presentato a giugno 2016. Tra le regioni russe più appetibili per gli investitori stranieri, hanno ottenuto i primi posti il Tatarstan e le regioni di Belgorod e Kaluga, mentre nelle prime dieci troviamo la regione di Tjumen e la regione di Vladimir, il distretto autonomo di Chanty-Mansi e la città di Mosca.