Il dopo Forum: un piano d’azione per Italia e Russia

SPIEF-2016 Fallico: “Made with Italy” è il nuovo pilastro delle relazioni Italia-Russia

Per interi secoli l’Italia e la Russia sono stati due Paesi partner e lo rimarranno malgrado le attuali tensioni globali e, soprattutto, malgrado alcuni fenomeni momentanei quali la politica delle sanzioni anti-russe dell’Unione Europea. Sono giunti a questa conclusione i partecipanti italiani e russi del Forum internazionale economico di San Pietroburgo (SPIEF-2016), svoltosi in Russia dal 16 al 18 giugno scorso. Parla da sé il fatto che l’Italia per la prima volta in assoluto abbia partecipato al Forum come Paese ospite d’onore. I numerosi incontri bilaterali tra i capi dell’industria dei due Paesi, il vertice tra il presidente russo, Vladimir Putin, e il premier italiano, Matteo Renzi, il business-forum italo-russo, tutti questi eventi hanno confermato che Italia e Russia sono fortemente intenzionate a sviluppare la cooperazione politica, economica e commerciale per il bene reciproco dei due popoli.
Il professor, Antonio Fallico, presidente di Banca Intesa Russia e dell’Associazione Conoscere Eurasia, che ha organizzato sia i contenuti che gli spazi suggestivi ed eleganti  del padiglione “Italia in Russia” (foto Nikita Ermakov)Mentre nel periodo 2000-2013 l’interscambio italo-russo era cresciuto del 185% (+327% l’export italiano, con un record in termini monetari di 10,7 miliardi di euro nel 2013), nel biennio successivo, soprattutto nel 2015, gli scambi sono calati del 31%, registrando una perdita pari a 9,6 miliardi di euro, e l’export del “Made in Italy” (nel 2015 rispetto al 2013) è calato del 34% con una contrazione in termini monetari pari a 3,6 miliardi di euro.
A risentire della crisi sono stati in primo luogo i settori ad alta tecnologia, soprattutto dell’industria gas-petrolifera, nonché il settore bancario e creditizio, che non può erogare linee di credito oltre i 30 giorni, e solo secondariamente i prodotti agroalimentari colpiti dalle sanzioni, il settore tessile, dell’abbigliamento e della pelle, le apparecchiature elettriche ed elettroniche, i macchinari meccanici e i mezzi di trasporto.
Il Forum di San Pietroburgo ha però confermato più che esplicitamente l’ottimismo con cui il business in Italia e in Russia guarda al futuro. “La perdita non deve frenare l’importanza dell’Italia”, ha dichiarato Antonio Fallico, presidente di Banca Intesa Russia e dell’Associazione Conoscere Eurasia, che ha organizzato sia i contenuti che lo spazio “Italia in Russia” al Forum di San Pietroburgo. “L’Italia rimane uno dei partner principali della Russia e si conferma al quarto posto al mondo per merci scambiate”, ha sottolineato Fallico.
Già nel primo giorno di Forum, senza aspettare i risultati (più che positivi) del summit tra Putin e Renzi, le società russe e italiane hanno firmato una serie di accordi e di memorandum che hanno coinvolto alcuni settori strategici come costruzioni, credito in favore di start up, energia, tecnologie elettriche, progettazione e cooperazione nel campo delle infrastrutture.
Come ha dichiarato il professor Fallico, “gli accordi che sono stati firmati durante il primo giorno al Forum hanno dimostrato che l’Italia ha imboccato per il verso giusto la nuova strada – quella del “Made with Italy” - e ha ben compreso le opportunità che si aprono, grazie anche alle politiche di import substitution volute da Mosca. Il “Made with Italy” – ha sottolineato Fallico - è il nuovo pilastro per il rafforzamento delle relazioni bilaterali tra l’Italia e la Russia e ciò implica una diversa visione di collaborazione economica che sembra già essere recepita”.
In tutto l’Italia ha chiuso contratti per circa 1,4 miliardi di dollari, e ve ne saranno molti di più qualora le lettere d’intenti diventassero realtà.
L’importanza per il business italiano di espandersi nelle regioni russe è stata sottolineata dal ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda: “Fino a oggi le relazioni commerciali italo-russe si sono concentrate nel 60% dei casi tra Mosca e San Pietroburgo. Il prossimo obiettivo è coinvolgere le altre regioni, per questo stiamo lavorando con il Governo centrale russo e con i vari governatori su 340 proposte legate a progetti di investimento comuni. Con il “Made with Italy” si può fare molto di più, ma un elemento di crescita in più può essere garantito anche in casa nostra con il “Made with Russia””, ha dichiarato Calenda, secondo cui “queste proposte, che saranno esaminate entro l’anno e diverranno operative a partire dal 2017, possono costituire una risorsa importante anche per le Pmi italiane”.
Grazie all’ingente partecipazione dell’Italia al Forum di San Pietroburgo, il trend negativo dell’export italiano verso la Russia – lo prevede anche un rapporto di Sace, Agenzia per l’assicurazione del credito alle esportazioni – è destinato a ridimensionarsi già quest’anno, passando dal -25% del 2015 a un -8% nel 2016, per poi cambiare segno definitivamente nel 2017.
È questa la traduzione in cifre del messaggio di fiducia che l’Italia ha raccolto nei tre giorni di Forum sia dai vertici politici della Russia, nonché personalmente dal presidente Putin, sia a livello del business russo durante i numerosi incontri B2B nei suggestivi interni di “Italia in Russia”, lo spazio curato dall’Associazione Conoscere Eurasia in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Mosca e realizzata da Fiera Milano Congressi, Nolostand del Gruppo Fiera Milano e Studio 80 Group. Cinque cluster – meccanica-alta tecnologia, energia, agro-industria, infrastrutture e finanza – per rappresentare le eccellenze italiane, grazie a 22 imprese sponsor dell’iniziativa. Millecinquecento metri quadrati riccamente decorati, ambienti con lo scopo di evocare il Rinascimento italiano: questa è l’area visitata il 17 giugno scorso da Putin e Renzi e che è divenuta l’epicentro delle trattative di grandi e piccole imprese italiane e russe.
«È il risultato di un lavoro faticoso – ha sottolineato infine l’Ambasciatore d’Italia a Mosca, Cesare Maria Ragaglini –che tuttavia non va considerato come un punto d’arrivo, bensì di partenza, impegnandoci moltissimo nei mesi a venire». Al suo fianco Arkadij Dvorkovich, vicepremier russo e co-presidente, assieme al ministro Paolo Gentiloni, del Consiglio di cooperazione italo-russo, che dopo anni di silenzio tornerà a riunirsi in autunno. «La presenza dell’Italia come Paese ospite qui al Forum – ha detto Dvorkovich – conferma la serietà del lavoro delle imprese italiane. Non ci aspettavamo tanti accordi».