In Russia nel 2017 ci sarà una nuova strategia economica

Il Cremlino recupera Aleksej Kudrin, liberale ex ministro delle Finanze

Aleksej Kudrin, capo del Centro elaborazioni strategiche del presidente russo ed ex ministro delle Finanze, elaborerà entro l’estate del 2017 una nuova strategia di sviluppo economico per il Paese da presentare al presidente Vladimir Putin. “Per ordine del presidente della Federazione Russa, le linee principali del programma saranno elaborate entro l’estate del prossimo anno”, ha sottolineato Kudrin. 
A detta dell’ex ministro, nella nuova strategia il meccanismo di implementazione delle norme sarà reso più chiaro e si avrà un approccio progettuale.  
Il presidente russo, Vladimir Putin, (a sinistra) e Aleksej KudrinKudrin ha inoltre annunciato la creazione di un nuovo modello economico per la Russia, diversificato e stabile sia in caso di crisi, sia, soprattutto, in caso di crollo dei prezzi del petrolio.
All’inizio di maggio, Putin ha nominato Kudrin vice-presidente del suo Consiglio economico, e il 17 maggio lo ha reso capo del gruppo di lavoro del consiglio economico del capo dello Stato sul tema “Priorità delle riforme strutturali e crescita economica stabile”.
Le principali funzioni del gruppo di lavoro sono state così stabilite: definire le sfide che ostacolano una crescita economica solida e l’avvio di riforme strutturali, sviluppare delle proposte per affrontare tali sfide, analizzare lo sviluppo socio-economico del paese, così come la situazione nella pubblica amministrazione e, infine, redigere dei report sulle riunioni del Consiglio Economico. Oltre a Kudrin, è entrato a far parte del gruppo di lavoro anche German Gref, presidente del più grande gruppo bancario russo “Sberbank” ed ex ministro dell’Economia.
“Il nostro compito oggi è quello di creare un nuovo modello economico, la cui instabilità non venga scongiurata esclusivamente dal Fondo di riserva. I Fondi di riserva possono essere un supporto solo temporaneo. Essi possono attenuare, ma non evitare la crisi. Dobbiamo creare un modello più solido di fronte alle crisi, che non dipenda in maniera così diretta dal crollo dei prezzi del petrolio”, ha annunciato Kudrin.
Secondo Kudrin, in Russia una crescita del PIL pari al 4% sarà raggiungibile tra 4 o 5 anni, ma solo a condizione che si dia inizio rapidamente e attivamente ad una serie di riforme: “Al momento non si mira a raggiungere una crescita del 4 per cento. Non si legge in alcun documento. È una condizione desiderabile, espressa da svariati esperti. Ritengo che in una prospettiva a lungo termine, se le riforme prenderanno attivamente piede e se coinvolgeranno tutte le aree, una crescita del 4% sarà possibile tra 4-5 anni. Rimandare tali riforme ritarderà il raggiungimento del suddetto indicatore”, dichiara Kudrin ai giornalisti. 
“Oggi, nel nostro gruppo di lavoro (del “consiglio economico del presidente” N.d.R.), molti partecipanti hanno dichiarato che nei prossimi 3-4 anni, non solo faticheremo a raggiungere una crescita economica del 4%, ma direi anche che, in base alla qualità dei singoli strumenti eventualmente adottati, la stessa ricarica monetaria a favore dell’economia potrebbe rivelarsi distruttiva per una crescita più a lungo termine”, ha notato Kudrin, secondo il quale essa innalzerebbe l’inflazione, riducendo allo stesso tempo l’effetto del risparmio economico. 
“Gli investitori sono molto sensibili all’inflazione, in termini di tassi di interesse”, afferma l’ex ministro delle Finanze, sottolineando che la riduzione dell’inflazione è un fattore strategico per migliorare il clima degli investimenti a lungo termine e le possibilità di investimento del sistema bancario.
“Qualsiasi discorso relativo ad ulteriori emissioni causa, di rimando, delle aspettative di crescita inflazionistica e le banche attualmente non sanno se il governo manterrà l’inflazione o meno.
È necessario che il governo dichiari ancora una volta che ciò non si verificherà. Anche la Banca Centrale deve sostenere in tutti i modi tale politica. Ciò contribuirà a ridurre le aspettative di inflazione e i tassi di interesse”, ha sottolineato Kudrin.
“Nei prossimi tre anni gli esperti prevedono, salvo un’ulteriore svalutazione del tasso di cambio, che l’inflazione resterà entro un limite del 6%, e che quindi le banche cominceranno a ridurre i tassi di interesse sui prestiti,” - ha dichiarato Kudrin, osservando che rimangono i rischi politici e i rischi di un ribasso dei prezzi del petrolio.
La prima proposta concreta del nuovo programma di Kudrin verrà presentata nei primi mesi del 2017. “Siamo solo all’inizio. L’incarico del presidente ci dà circa un anno per presentare i principali risultati del gruppo di lavoro”, ha aggiunto Kudrin, secondo cui “il compito principale del gruppo sarà quello di identificare il principale ostacolo alla crescita economica”.
Nell’imminente gli esperti condurranno alcune importanti iniziative relative alle sfide e ai rischi per l’economia russa, utili all’elaborazione del documento strategico.