Sicilia-Russia: vola l’export (+43%) ad alto contenuto tecnologico

Fallico: l’innovazione è chiave d’accesso per rilanciare rapporti con la Russia

Si è tenuta il 22 aprile scorso a Catania, nei suggestivi interni dello storico Palazzo Biscari, l’Ottava edizione del Business Forum italo-russo, l’appuntamento organizzato nella città siciliana dall’Associazione Conoscere Eurasia, dall’Agenzia Roscongress e dal Forum Economico internazionale di San Pietroburgo per rilanciare la cooperazione tra l’Italia e la Federazione Russa, a partire dalle relazioni commerciali.
Sotto i riflettori dei numerosi interlocutori e partecipanti del Forum si sono trovati i rapporti economici e commerciali tra la Sicilia e la Russia. Nel 2015 l’interscambio commerciale bilaterale è stato pari a oltre due miliardi di euro, mentre la voce “export” è aumentata a differenza del trend nazionale in netta diminuzione.
Turismo, imprese innovative e economia agricola, questi sono stati i temi chiave dell’incontro organizzato in collaborazione con il gruppo Intesa Sanpaolo e Banca Intesa Russia.
Classifica per valore di export in Russia per provincia nel 2015 (Euro)“Oggi, a Catania, la Sicilia dimostra che l’innovazione deve e può fare da propulsore alle relazioni economiche con Mosca. Da qui bisogna ripartire per aggirare l’ostacolo delle sanzioni e proseguire sulla strada della cooperazione”. Lo ha dichiarato in apertura dell’Ottavo Business Forum italo-russo, il presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico.
“Le esportazioni della Sicilia verso la Russia – ha dichiarato Fallico – hanno raggiunto nel 2015 più di 25 milioni di euro, registrando un +43% rispetto all’anno precedente. Un dato in controtendenza sulla media nazionale, che vede le vendite italiane verso la Federazione Russa ridursi del 25,2%. Nonostante un regime delle sanzioni e delle contro sanzioni, che ha bruciato il 32% delle esportazioni di alimentari e ha praticamente azzerato le vendite in Russia dei prodotti dell’agricoltura regionale, la Sicilia ha saputo fare dell’eccellenza una via d’uscita e dell’innovazione una chiave d’accesso, facendo leva sulle straordinarie performance di comparti ad alto contenuto tecnologico”.
Stando ai dati elaborati dall’Associazione Conoscere Eurasia su base Istat, infatti, nel 2015 sono stati i settori dell’elettronica e dei macchinari da lavorazione a fare da traino all’export siciliano verso la Russia. Mentre questi ultimi hanno registrato un incremento delle vendite nella Federazione di 1,84 volte, il commercio di computer, di apparecchi elettronici di vario tipo e di sofisticati prodotti ottici “Made in Sicily” ha ottenuto dal mercato russo un ricavo superiore ai 5,4 milioni di euro, contro i 66 mila euro dell’anno precedente. Va molto bene anche il complesso dell’industria manifatturiera (a un soffio da quota 25 milioni di export e in aumento del 45% sul 2014), e i mezzi di trasporto, con un tasso di crescita delle vendite in Russia di 4,43 volte.
A pesare sul segno in negativo dell’interscambio (-45%) è invece la contrazione dell’import siciliano dalla Federazione, sceso del 45,3%. In particolare l’acquisto di prodotti dell'estrazione di minerali da cave e miniere dalla Russia si è ridotto di oltre 800 milioni di euro (-39%), mentre l’import siciliano dalla Russia dei derivati petroliferi ha registrato nel 2015 una contrazione pari al 55 per cento.