Banca Intesa Russia e Pmi: saranno favoriti produttori di beni materiali

Apprezzata l’esperienza italiana nel comparto delle Pmi

Nei primi tre mesi del 2016, sul mercato russo dei crediti erogati alle piccole e medie imprese si è creata una situazione a dir poco paradossale.
Da un lato, si parla della necessità di rendere le risorse finanziarie più accessibili alle Pmi. E ciò è più che logico, soprattutto perché il piccolo e medio business viene considerato uno dei driver della crescita economica della Russia in un periodo a breve e a medio termine, mentre la possibilità di accedere liberamente ai finanziamenti rappresenta uno dei fattori più importanti per lo sviluppo di qualsiasi tipo di business.
Mikhail Nazarov, membro del board e direttore del Dipartimento delle Pmi di Banca Intesa RussiaDall’altro lato, impossibile non notare che in questo periodo le piccole e medie imprese ricorrono con molta cautela a eventuali prestiti e cercano di limitare il più possibile l’aumento dei propri portafogli creditizi. In particolare questa affermazione si riferisce agli investimenti. Ma anche le banche manifestano molta responsabilità e attenzione durante la selezione dei potenziali clienti per i propri crediti. Cerchiamo di capire la natura e le origini di questa situazione, nonché di tracciare delle vie per risolvere questa contraddizione. Per poterlo fare, bisogna analizzare quel che è accaduto negli ultimi anni al piccolo e medio business in Russia e in particolare le sue relazioni con la comunità bancaria del Paese.
Nel periodo 2010-2014, il volume dei crediti erogati alle Pmi in Russia è aumentato del 94 per cento. Nello stesso periodo il fatturato delle Pmi è cresciuto appena del 40 per cento. Questi dati parlano chiaro: la crescita dell’erogazione di crediti ha superato notevolmente lo sviluppo del business stesso. Bisogna inoltre ricordare che in quel periodo gli istituti di credito hanno promosso molto attivamente, per non dire aggressivamente, molti prodotti creditizi destinati in primo luogo alle Pmi, tra cui anche crediti scoperti e senza adeguate garanzie. Nel sistema bancario russo sono apparse le cosiddette “fabbriche dei crediti”, che hanno permesso alle banche di gonfiare a dismisura i propri portafogli creditizi e come conseguenza di far crescere i propri redditi, ma solo per un periodo di tempo assai limitato. Ora è evidente che molte banche, durante la corsa all’aumento dei propri portafogli creditizi, hanno ampliato anche il proprio margine della tolleranza al rischio, accettando questa situazione per permettere una crescita esplosiva dei crediti erogati.
Bisogna sottolineare che Banca Intesa Russia per principio si è distanziata da questa politica altamente rischiosa e anche pericolosa.
Infatti, la situazione è cambiata bruscamente nel 2014, l’anno in cui il portafoglio creditizio delle imprese piccole e medie ha manifestato non più una crescita, bensì una contrazione pari quasi all’1 per cento.
Dei segnali di rallentamento nel settore dei crediti erogati alle piccole e medie imprese si erano manifestati anche prima, ma la brusca frenata, per ovvi motivi, è avvenuta proprio nella seconda metà del 2014. Nel 2015, tra i problemi principali che il business ha dovuto affrontare, c’è stata la contrazione della domanda dei prodotti e dei servizi e, come conseguenza, il calo del fatturato, il forte rincaro delle risorse creditizie, la difficoltà nell’accedere a queste risorse e, infine, la mancanza di chiare prospettive per lo sviluppo del business. In questa situazione le aziende si sono concentrate piuttosto sul lavoro corrente e sui problemi di sopravvivenza durante la crisi, mentre i progetti d’investimento sono passati in secondo e terzo piano, riducendosi a pochi singoli casi.
Ciononostante, all’inizio del 2016, il business russo è riuscito a grandi linee ad adattarsi alle nuove e difficili condizioni di lavoro, cominciando a manifestare un interesse sempre maggiore per i crediti, il cui costo per le Pmi è iniziato a calare. Tuttavia, come in passato, l’interesse delle Pmi ha riguardato soprattutto i crediti a breve termine, indispensabili in primo luogo per rifinanziare i fondi circolanti.
Purtroppo, in base ai risultati finanziari del 2015, in Russia è cresciuto notevolmente il volume dei crediti deteriorati, mentre le banche sono state costrette ad aumentare le proprie riserve indispensabili per coprire le attività tossiche. Come conseguenza, gli istituti di credito hanno rivalutato i rischi, rendendo ancora più rigidi i requisiti richiesti ai potenziali mutuatari.
In tale situazione, la qualità dei portafogli creditizi è ora il fattore chiave per le banche che lavorano con le Pmi. E attualmente le banche stanno cercando possibilità di crescita in un periodo di drastica riduzione di Pmi affidabili per quanto riguardo l’estinzione di debiti.
Tutto ciò considerato, si possono comprendere i motivi per cui il processo di finanziamento delle piccole e medie imprese in Russia non è così attivo come dovrebbe. Ciononostante, le prospettive per un futuro sviluppo del settore delle Pmi sembrerebbero ottimistiche. Ed ecco perché.
È chiaro che il ruolo delle piccole e medie imprese è davvero importante per lo sviluppo delle economie di molti Paesi del mondo. In primo luogo, le aziende di questo settore sono i principali datori di lavoro e garantiscono l’occupazione a centinaia di milioni di persone. Per esempio, in Italia, nel comparto delle Pmi lavora l’81% degli occupati, e le Pmi italiane producono più del 61% del Prodotto interno lordo del Paese.
Purtroppo, in Russia, il piccolo e medio business occupa una posizione molto più modesta, producendo appena il 20% del Pil e garantendo l’occupazione al 25% dei lavoratori. Ma questo significa anche che il settore delle Pmi dispone di un enorme potenziale di crescita per assicurare lo sviluppo economico della Russia e garantire una maggiore occupazione per la popolazione.
Dunque, che cosa permetterà alle Pmi russe di realizzare questo potenziale, aumentando di anno in anno il proprio contributo alla crescita dell’economia russa? A nostro avviso, in primo luogo bisognerà modificare la struttura di base del piccolo e medio business russo.
Nella situazione attuale, è molto importante definire con chiarezza che tipo di piccolo e medio business vogliamo in Russia. Secondo i dati più recenti, oltre il 70% delle Pmi in Russia opera in tre settori: il commercio (all’ingrosso e al dettaglio), la costruzione edilizia e il settore immobiliare, tra cui la locazione. E proprio qui si trova un altro tasto vulnerabile del piccolo e medio business russo. La volatilità dei mercati valutari e, di conseguenza, il calo dei consumi da parte della popolazione (proprio questa tendenza si manifesta in Russia negli ultimi tempi). Le aziende dei settori sopra indicati risentono molto di tali variabili. Pertanto, le aziende manifatturiere del settore reale, che producono beni materiali per il mercato interno russo e per l’export, potrebbero rappresentare una sorta di traino per l’intero comparto delle Pmi.
Sul totale delle piccole e medie imprese in Russia, le aziende manifatturiere costituiscono meno del 10%, mentre le Pmi che riescono a esportare i loro prodotti rappresentano davvero pochi casi. È necessario cambiare questa situazione: solo lo sviluppo dell’industria manifatturiera può assicurare lo sviluppo e la crescita dell’intero piccolo e medio business. Infine, l’aumento del numero di aziende-produttrici tra le Pmi permetterà lo sviluppo di molti settori confinanti, dei fornitori, delle aziende del terziario avanzato, del settore B2B e del commercio.
Per fare un confronto con la situazione delle Pmi in Russia, analizziamo quella in Italia, il Paese dove risiede Intesa Sanpaolo, la banca-madre di Banca Intesa Russia. In Italia il settore terziario è molto forte, ma anche le aziende industriali costituiscono più del 25% del totale delle Pmi. Queste aziende producono abbigliamento, ricambi per auto, macchinari avanzati di vario tipo, mobili e molti altri prodotti. Un fatto molto significativo, e che stupisce sempre i russi è che i mobili italiani, famosi in tutto il mondo, vengono prodotti esclusivamente da piccole e medie imprese, e nell’industria del mobile italiano non si conta nemmeno una fabbrica che possa essere definita come appartenente al grande business. Una parte consistente dei prodotti delle Pmi italiane è destinata all’export. Ma tale caratteristica è tipica non solo dell’Italia: nei Paesi della zona dell’Euro, un quarto delle piccole e medie imprese riesce ad esportare i propri prodotti.
È evidente che il cambiamento della struttura interna delle Pmi russe richiederà molto tempo e molta fatica. Per portare avanti questo processo, ci vorranno gli sforzi di tutti: delle aziende stesse e dello Stato. Ma non c’è nessun’altra via se davvero vogliamo vedere in Russia un business moderno, forte e sviluppato, stabile ed equilibrato, resistente alla congiuntura esterna. In questa situazione, è molto importante aiutare le Pmi russe a realizzare questo compito.
E Banca Intesa Russia sta già lavorando in questa direzione: dopo aver valutato la situazione attuale e le prospettive di sviluppo dei vari settori dell’economia nazionale russa, gli esperti di Banca Intesa hanno deciso di rendere ancora più attivo il lavoro finanziario con i produttori russi di generi alimentari, di imballaggi e di cartone. Infine, è stata potenziata la cooperazione con le società del commercio al dettaglio di generi alimentari.
In questo contesto, Banca Intesa Russia ha lanciato un programma creditizio speciale intitolato “La causa comune”, volto a creare delle condizioni il più attraenti possibile per le società dei settori indicati. Bisogna sottolineare che nell’ambito del programma “La causa comune” le Pmi possono richiedere a Banca Intesa Russia dei crediti anche senza dover presentare adeguate garanzie, il che, nelle condizioni attuali, rappresenta un fenomeno davvero molto raro. Inoltre, i clienti del programma possono godere di tassi d’interesse molto bassi, mentre le tempistiche del processo decisionale da parte della banca sono state ridotte al minimo indispensabile.

Mikhail Nazarov, membro del board e direttore del Dipartimento delle Pmi di Banca Intesa Russia