La Russia è un partner strategico per il Sud d’Italia

Antonio Fallico: “Fattori esogeni finiranno, ripartire da turismo e agricoltura”

Si è svolto il 16 marzo scorso a Bari il primo seminario italo-russo, dedicato alla promozione delle relazioni bilaterali tra la Puglia e la Russia. Il seminario, intitolato “Italia-Russia: l’arte dell’innovazione” è stato organizzato dall’Associazione italiana “Conoscere Eurasia”, Forum economico internazionale di San Pietroburgo, dalla Regione Puglia, dal Comune di Bari, CCIAA di Bari, Corpo Consolare Puglia – Basilicata – Molise, Roscongress in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Banco di Napoli, Banca Intesa Russia e Gruppo Cestaro Rossi.
“Bari e la Puglia possono diventare la porta di accesso privilegiata nei rapporti del nostro Paese con l’Eurasia e con la Russia in particolare. Storicamente la regione si presenta come avamposto culturale nei rapporti con Mosca: San Nicola è infatti da una parte l’emblema della vicinanza tra i due popoli, dall’altra rappresenta una leva fondamentale per lo sviluppo del turismo. Occorre lavorare molto su questa opportunità senza trascurare le possibilità dell’agroalimentare - il cui export è stato azzerato dalle sanzioni ma che dovrà ripartire - perché è da sempre traino principale delle esportazioni pugliesi”. Lo ha dichiarato il 16 marzo scorso, in occasione dell’apertura del primo Seminario italo-russo a Bari, il presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico.
Sul fronte dei dati, elaborati dall’Associazione “Conoscere Eurasia” su base Istat, il quadro pugliese 2015 si presenta fortemente negativo nelle esportazioni verso Mosca, mentre perde di meno l’interscambio (-4,9%) per effetto delle importazioni (330mln di euro), in particolare dei prodotti petroliferi e dell’estrazione di minerali. Nel complesso l’export pugliese nel 2015 si è fermato a 47,2mln di euro, il 30,3% in meno del 2014, contro una perdita media italiana del 25,2%. Complice l’azzeramento degli scambi dei prodotti dell’agricoltura e della pesca che in un anno hanno bruciato il conoscere Eurasia99,8% del valore: 4.492 euro contro 2.624.000 euro dell’anno precedente. L’effetto psicologico delle sanzioni, unitamente alla congiuntura incerta, ha determinato la caduta di diversi promettenti settori produttivi e industriali, come quello dei computer, apparecchi elettronici e ottici (-97,7%), dei macchinari (69,4%), delle bevande, in contrazione del 27,7% - per un valore di 4,3mln di euro contro i 5,9mln del 2014 – così come del tessile, che riduce l’export del 29,6% e un valore di 11,6mln di euro.
“Sono dati questi – ha concluso Fallico - condizionati da troppi fattori esogeni che hanno contraddistinto le relazioni degli ultimi 18 mesi. Occorre ripartire tornando a presidiare il mercato russo, considerando la sua strategicità e la complementarietà con l’offerta italiana e pugliese”.

Massimo Deandreis (Centro Studi e ricerche Mezzogiorno): agroalimentare pugliese moltiplicatore di ricchezza, turismo enogastronomico asset per crescita

Antonio Fallico, presidente dell’Associazione “Conoscere Eurasia” e di Banca Intesa Russia: “Fattori esogeni finiranno, ripartire da turismo e agricoltura”“In Puglia per ogni 100 euro investiti, si verifica un “effetto dispersione” a beneficio del Centro Nord pari a 33,4 euro e nel resto delle regioni del Mezzogiorno pari a 17,5 euro. Se si considera l’industria alimentare, la capacità endogena della Puglia scende a 27,2 euro; mentre se si valuta il settore agricolo il dato sale a 42,3 euro”. È quanto emerge dalla elaborazione Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (SRM) presentata il 16 marzo scorso a Bari dal suo direttore generale, Massimo Deandreis, nel corso della sessione agroindustria del Seminario italo-russo organizzato dall’Associazione Conoscere Eurasia e dal Forum economico internazionale di San Pietroburgo. Secondo il rapporto SRM: “Su 44 distretti agroalimentari italiani, 12 sono nel Mezzogiorno e 3 in Puglia”. Tra i distretti trainanti sul fronte delle esportazioni complessive quello dell’ortofrutta barese che, con 525,9 mln di euro, si posiziona al 9° posto in Italia e al 2° nel Mezzogiorno. Una filiera di successo che è anche un “fattore moltiplicativo di ricchezza”. “Infatti – ha sottolineato Deandreis –, le stime di crescita del settore agroalimentare in Puglia si attestano a +1,8% nei prossimi 3 anni e il comparto potrebbe trarre beneficio da un altro asset importante per il Sud e per la Puglia in particolare come il turismo. In Italia per ogni presenza aggiuntiva, il turismo enogastronomico genera 119,4 euro di Pil, un valore superiore rispetto a quelli del turismo culturale (105,4 euro) e da quello balneare”.

Vladimir Objedkov (S7 - Siberia Airlines): interessati a tratta diretta Puglia-Russia, ma occorre superare limitazioni normative

“Siamo molto interessati a venire in Puglia e garantire così un collegamento diretto con la Russia, ma bisogna superare le limitazioni derivanti dalla normativa e dalle frequenze”. Lo ha detto Vladimir Objedkov, direttore generale di S7 Siberia Airlines, nella sessione dedicata al turismo del Seminario “Italia-Russia: l’arte dell’innovazione”, che si è svolto il 16 marzo scorso a Bari.
La S7 Airlines, marchio commerciale della compagnia aerea “Siberia”, è un vettore che offre una vasta rete di rotte nazionali dagli hub di Mosca e Novosibirsk. Presente nei paesi della CSI, Europa, Medio Oriente, Sud-Est asiatico e nella regione Asia-Pacifico, in Italia opera a Verona e, da quest’anno, anche a Genova e a Napoli. Nel 2014 sono stati più di 10 milioni i passeggeri che hanno beneficiato dei servizi delle società del Gruppo e di S7 che, attualmente, dispone della più moderna flotta del mercato russo, composta da 58 velivoli.

Antonio Fallico a Governatore Michele Emiliano: “Istituire tavolo di lavoro congiunto per rendere sistemica promozione Puglia in Russia”

Antonio Fallico ha proposto l'Istituzione del tavolo di lavoro congiunto per rendere sistemica promozione Puglia in Russia.“La Puglia può giocare un ruolo fondamentale nei rapporti economici e culturali con la Russia. Propongo al governatore Michele Emiliano di istituire un tavolo di lavoro con Regione Puglia, Associazione Conoscere Eurasia, Comune di Bari, Banca Intesa Russia e Intesa Sanpaolo con l’obiettivo non solo di individuare concreti strumenti di investimento per le imprese pugliesi, ma anche per rendere sistemica e incisiva questa relazione di amicizia”. Così Antonio Fallico, presidente dell’Associazione “Conoscere Eurasia” e di Banca Intesa Russia in chiusura del Seminario italo-russo che si e tenuto il 16 marzo scorso per la prima volta a Bari. “Tra gli obiettivi del tavolo - ha proseguito Fallico - anche quello di favorire l’insediamento di S7 Siberia Airlines negli aeroporti pugliesi. Invito ufficialmente il presidente Emiliano al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo (16-18 giugno) e al Forum Eurasiatico di Verona (20-21 ottobre) per rappresentare il sistema economico pugliese, così come a organizzare congiuntamente la giornata della cultura ortodossa e cattolica esplicitando ancora di più il legame tra Mosca e Bari”.

Fallico: “Russia mercato strategico ora più che mai. prepararsi al post sanzioni”

“Il regime di sanzioni e controsanzioni ha determinato una dicotomia nella nostra analisi sulla Russia: se da una parte Mosca ha confermato per i prossimi anni tutti i suoi piani di investimento e di ammodernamento – con commesse potenziali di grande valore per il nostro export - dall’altra siamo costretti a registrare fortissime contrazioni di beni e servizi made in Italy. Un gap importante, che si colmerà solo mantenendo salde le relazioni e le quote di mercato”. Lo ha detto, in occasione dell’apertura del Seminario italo-russo il 18 marzo scorso a Napoli, il presidente dell’Associazione “Conoscere Eurasia”, Antonio Fallico. “Oggi il nostro export verso la Russia sconta perdite importanti in tutto il Paese (-25,2% nel 2015) e ancor più in Campania, che lo scorso anno ha bruciato il 41,7% - ha proseguito Fallico -. Ma un’analisi di mercato basata solamente sugli ultimi 18 mesi sarebbe riduttiva e sbagliata: non dimentichiamo infatti che prima della crisi politica la Russia era il Paese su cui l’impresa Italia riponeva più fiducia, con una performance dell’interscambio dal 2000 al 2013 a +185,3% e con un export che nello stesso periodo saliva a +327%. Da questi dati occorre ripartire, perché se le tensioni politiche possono dissolversi da un giorno all’altro, lo stesso non deve accadere nei nostri rapporti economici con Mosca, che già da quest’anno vedrà ripartire il proprio Pil in terreno positivo.
Secondo i dati elaborati dall’Associazione “Conoscere Eurasia” su base Istat, il quadro campano segna nel 2015 un interscambio italo-russo a 220,2mln di euro, in diminuzione del 30,7% (e di circa 100mln di euro) rispetto all’anno precedente. Ancor più negativo è il dato relativo all’export verso Mosca, a -41,7%, con un valore che in un anno da 121mln di euro è sceso a 70,7mln. Tra le voci che pagano dazio, oltre all’azzeramento dei prodotti agricoli, in particolare le apparecchiature elettriche (-77%) che da 21,4mln Seminario italo-russo a Napoliriducono il valore a 4,9mln; i prodotti alimentari (-41,2%) e il tessile, a -39,4%. Contiene invece la perdita l’export di macchinari e apparecchiature, con un -3,4%.
La seconda edizione del Seminario italo-russo di Napoli è stata promossa e organizzata dall’Associazione Conoscere Eurasia e dal Forum economico internazionale di San Pietroburgo, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Banco di Napoli, Banca Intesa Russia e Roscongress.

L’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Serghej Razov: “Abbiamo invitato il Presidente Mattarella in Russia” - Puntare su agroalimentare, consegnati al ministro Martina i nostri progetti

“Le relazioni tra l’establishment russo e italiano sono ottime. Cambiano i partiti e i capi politici, ma rimangono stabili gli interessi nazionali verso la Russia. Da Prodi a Berlusconi, e oggi con il premier Matteo Renzi, abbiamo costruito rapporti importanti che siamo determinati a mantenere. Per questo attendiamo il Premier e il ministro Gentiloni al prossimo Forum economico internazionale di San Pietroburgo. Speriamo anche che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, possa presto accettare l’invito a visitare il nostro Paese”. Così l’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Serghej Razov, in apertura della seconda edizione del Seminario italo-russo di Napoli. “La congiuntura per lo sviluppo dei rapporti economici tra Italia e Russia – ha proseguito l’Ambasciatore – è estremamente favorevole. Gli imprenditori italiani devono cogliere l’opportunità rappresentata dall’Unione Economica Eurasiatica con il piano di politiche tariffarie comuni e i provvedimenti varati dal Governo russo per attrarre gli investimenti, intercettando le possibilità di localizzazione aperte dal processo di import substitution. Tra i settori su cui puntare c’è sicuramente l’agroalimentare. Durante la sua visita in Russia il ministro Martina ha ricevuto una lista dettagliata dei progetti prioritari, per i quali contiamo sulla collaborazione dell’Italia.
L’Italia piace ai russi anche sul fronte del turismo, dove però registriamo una contrazione delle presenze di circa un terzo nel 2015 a causa del cambio rublo-euro sfavorevole. Ma la crisi geopolitica con la Turchia, che era visitata in media da 3-4 milioni di russi, e il divieto di sorvolare l’Egitto potrebbero determinare un aumento dei turisti della Federazione verso le mete italiane”.Russia Italia

 

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