Crisi e sanzioni come stimolo allo sviluppo della cooperazione italo-russa

Aumenta la presenza del business italiano in Russia

Malgrado il complicarsi della situazione internazionale, l’anno 2016 promette di portare la cooperazione economica, commerciale e finanziaria tra Italia e Russia ad un livello qualitativamente nuovo.
Fin dal primo mese dell’anno in corso le relazioni italo-russe sono state segnate da una serie di eventi significativi. Il primo ministro italiano, Matteo Renzi, ha accolto l’invito del presidente russo, Vladimir Putin, ai lavori del Forum economico di San Pietroburgo, a margine del quale, nel mese di giugno 2016, si svolgerà un incontro al vertice tra i leader dei due Paesi.
In sintonia con gli imprenditori e con molti noti politici italiani, in diverse occasioni Renzi ha invocato una rapida interruzione delle sanzioni antirusse, che danneggiano enormemente lo sviluppo di una cooperazione reciprocamente vantaggiosa tra l’Italia e la Federazione: solo nel 2015 il calo degli interscambi bilaterali ha superato il 35 per cento.
Nonostante la politica sanzionatoria dell’Unione Europea, le maggiori società dei due Paesi continuano a pianificare una collaborazione strategica a lungo termine: Edison e Gazprom, con la partecipazione della greca Depa, hanno trovato un accordo di principio riguardo alla costruzione di un nuovo gasdotto che attraverso il Mar Nero fornirà Grecia e Italia di combustibile blu proveniente dalla Russia.
Vera Spina, Capo del Dipartimento della clientela italiana di Banca Intesa RussiaCiò testimonia chiaramente che nell’ambito delle relazioni tra la Russia e l’Occidente la crisi ha portato con sé non solo tendenze negative, ma anche nuove opportunità di sviluppo, stimolando gli operatori economici a cercare nuovi approcci e ad elaborare dei modelli di cooperazione il più possibile efficaci. Ora bisogna saper sfruttare al massimo le nuove opportunità e questi nuovi modelli di collaborazione.
È proprio quanto si osserva nelle relazioni tra le imprese italiane e russe, alimentando così la convinzione che tali rapporti si stiano approssimando ad un livello qualitativamente nuovo. Tale sicurezza deriva anche da fattori oggettivi: le economie dei due Paesi sono complementari, necessitano l’una dell’altra.
I mercati russi sono sempre stati molto promettenti per i produttori italiani. Nel periodo precedente all’introduzione delle sanzioni antirusse (2000-2013) il volume delle esportazioni italiane verso la Russia era aumentato di oltre 3,2 volte.
L’Italia è uno dei Paesi industriali più sviluppati al mondo. In base alle attuali priorità dell’economia russa, sono i prodotti e i servizi in grado di favorire il processo di ammodernamento tecnologico dei diversi settori dell’industria russa a godere delle migliori prospettive di export verso la Federazione. In primo luogo gli importatori russi sono interessati alle tecnologie innovative e ai macchinari per la produzione di merci in territorio russo.
Secondo gli esperti russi, hanno maggiori opportunità di essere importate in Russia le nuove tecnologie spendibili nei seguenti settori: industria energetica tradizionale e alternativa, industria mineraria e per la produzione di materie prime, riciclaggio dei rifiuti di vario tipo (progetti ecologici), industria metallurgica, medicina e industria farmaceutica, biotecnologie, industria automobilistica, industria per la produzione di componenti e ricambi per autovetture, aeronautica, industria delle costruzioni, industria per la produzione dei materiali da costruzione, industria del vetro, industria del legno, industria per la produzione di mobili, industria alimentare, industria per la lavorazione e la conservazione dei prodotti agricoli, industria dell’imballaggio e delle confezioni e, infine, industria leggera.
Le società italiane - e non necessariamente le grandi aziende - rimangono interessate all’immenso mercato russo e, viste le condizioni attuali, ricercano vie ottimali per raggiungere questa meta.
Attualmente dal punto di vista finanziario è più facile ed interessante approdare in Russia: la svalutazione del rublo ha reso meno costosi gli investimenti economici nel Paese. Inoltre, complessivamente, è cambiato l’approccio al business bilaterale: a causa del deprezzamento della moneta nazionale, per molte società russe è diventato del tutto svantaggioso l’acquisto di merci e prodotti all’estero, nonché la loro rivendita sul mercato interno russo.
Il trend attuale è più che evidente: è sempre più diffusa, sul piano economico e finanziario, la pratica di produrre nel Paese molte merci precedentemente importate in Russia dall’estero. Questo trend potrebbe costituire per le imprese italiane una strategia di successo a lungo termine, senza però annullare del tutto le importazioni dall’Italia dei prodotti considerati unici per la loro qualità, il loro valore artistico e per la loro appartenenza a determinati brand di prestigio. E ciò riguarda non soltanto l’Italia e la Russia. È una tendenza osservabile in tutto il mondo. In altre parole, è arrivato il momento ideale per avviare la produzione di merce di massa per il mercato russo direttamente sul territorio nazionale.
Inoltre, per molti aspetti, gli interessi delle società italiane e di quelle russe coincidono. Si registra così, nelle relazioni economiche e commerciali italo-russe, un nuovo trend, che consiste nel passaggio dalle esportazioni verso la Russia di prodotti e servizi propriamente “made in Italy” alla localizzazione degli stessi sul territorio della Federazione in base al principio “made with Italy”.
Proprio a ciò invitano il presidente di Banca Intesa Russia e presidente dell’Associazione “Conoscere Eurasia”, Antonio Fallico: “Il principio “made with Italy” si realizza sia con la costituzione di joint venture italo-russe, sia tramite l’ingresso diretto delle aziende italiane sul mercato russo, con l’avvio della produzione in loco delle merci, che solo così potranno essere offerte agli acquirenti russi a prezzi competitivi”, ha più volte sottolineato il professor Fallico.
Come dimostra l’esperienza di successo pluriennale di Banca Intesa in Russia, la crisi e le sanzioni antirusse non sempre rappresentano un ostacolo allo sviluppo della cooperazione economica tra Italia e Russia. Proprio in questi ultimi mesi, in molte zone e in molti territori della Russia, sono state avviate nuove produzioni italiane di pasta, prodotti di carne e materiali per la costruzione edilizia. Alcuni nuovi maxi progetti italo-russi sono in fase di realizzazione.
È ovvio che tale lavoro richiederà molto tempo, molta pazienza, un’adeguata preparazione e un’analisi profonda dei mercati in questione. Bisognerà stabilire contatti di vario tipo con i partner e con le autorità russe. È vero infatti che trovare un partner locale di fiducia può garantire il successo dell’intera impresa. Non si può negare però che la Russia diventa sempre più attraente per il business italiano, perfettamente consapevole che la Russia è in realtà un Paese molto vicino, a sole tre ore di volo, con adeguate infrastrutture, personale qualificato e con una legislazione favorevole al business. Inoltre, le autorità italiane sono pronte a sostenere le proprie imprese durante le loro operazioni in Russia e ne hanno la capacità. Banca Intesa Russia dispone nel Paese di una capillare rete di filiali messe al servizio del business italiano e russo. Pertanto l’imprenditore italiano non sarà abbandonato a sé stesso nella risoluzione di eventuali problemi.
Parallelamente al crescente interesse del business italiano nei confronti del mercato russo, bisogna sottolineare che la crisi economica e le sanzioni antirusse non hanno provocato il ritiro delle società italiane da tempo operanti in Russia. Tali aziende continuano il proprio lavoro e sono in cerca di nuove vie per lo sviluppo.
Come solida prova dell’interesse del business italiano nei confronti della Russia, si può citare lo straordinario successo dei seminari italo-russi organizzati dall’Associazione “Conoscere Eurasia” con il supporto di Banca Intesa Russia in diverse città dell’Italia. A Roma, Milano, Napoli, Torino, Bari, Firenze e in molte altre città, durante tutto l’anno, i vertici del business italiano e russo si riuniscono per discutere le opportunità di cooperazione in molti ambiti, per scoprire le possibilità e gli interessi reciproci e infine per stabilire dei legami diretti nei più svariati settori: dalla produzione di energia, all’agricoltura, al turismo, alla moda, alla cultura e così via.
Come Banca Intesa Russia possiamo parlare con convinzione di ottime prospettive per la collaborazione economica, finanziaria e commerciale tra Italia e Russia. Questo perché oltre il 50% dell’intero flusso di interscambi tra i due paesi passa proprio dalla controllata russa di Intesa Sanpaolo, il maggiore gruppo bancario italiano e uno dei maggiori nell’UE. Il gruppo Intesa Sanpaolo, comprendente Banca Intesa Russia, considera la Russia un mercato di importanza strategica per lo sviluppo del business. Mettendo al servizio delle imprese la propria esperienza secolare, le nuovissime tecnologie bancarie e le sue risorse finanziarie, il Gruppo cerca di potenziare la propria presenza in Russia ed è pronto ad offrire tutta l’assistenza indispensabile ai progetti volti a rafforzare la cooperazione italo-russa.
Evidentemente i problemi politici esistenti nelle relazioni tra UE e Russia, le sanzioni e le contro-sanzioni contribuiscono a frenare lo sviluppo di tale cooperazione economica. La distensione politica – alcuni segnali sono già emersi negli ultimi tempi – e l’abolizione delle sanzioni potrebbero dare un impulso al rafforzamento delle tendenze positive. Questo tema, senza dubbio, sarà al centro del summit italo-russo a San Pietroburgo il prossimo giugno.
Russia ItaliaMa anche nelle condizioni attuali il business di entrambi i Paesi riesce a ritagliarsi nuove opportunità tramite vie rivoluzionarie che incrementano la cooperazione bilaterale. Ciò non può che confermare il successo della collaborazione economica tra l’Italia e la Federazione Russa.

 

Vera Spina, Capo del Dipartimento della clientela italiana di Banca Intesa Russia