Antonio Fallico: “Sanzioni non ottengono obiettivi fissati dagli Usa”

FORUM Destabilizzare la Russia significa destabilizzare l’Occidente

“La politica sanzionatoria sembra obsoleta, soprattutto se prendiamo in considerazione che gli obiettivi politici a cui si mirava non sono stati raggiunti. Anzi, ci si è spinti nella direzione opposta”. A dirlo è stato il professor, Antonio Fallico, presidente di Conoscere Eurasia, l'associazione no profit con sede a Verona che dal 2008 promuove le relazioni bilaterali. Antonio Fallico è intervenuto l’11 febbraio scorso a Roma al “Transatlantic Forum on Russia”, organizzato dal Center for American Studies.
“Anche economicamente, secondo i dati ufficiali russi, le sanzioni hanno contribuito alla diminuzione della crescita della Russia nel 2015 solo di 0,5 punti percentuali, mentre i bassi prezzi del petrolio sono responsabili per 3 punti percentuali della diminuzione della crescita (nel 2015 del -3,7%)”, ha aggiunto Fallico, nell'incontro in cui si è dibattuto dei rapporti tra gli Stati Uniti e la Federazione Russa.
Se da un lato le sanzioni legate alla crisi ucraina hanno provocato un calo costante nei volumi dell'interscambio tra i due Paesi, dall'altro, ha osservato Fallico, “nei settori importanti per l'economia americana, le sanzioni contro la Russia non sono state introdotte o sono state ignorate. Inoltre le più importanti imprese americane, come Microsoft, Ford, Boeing, McDonald's, Jp Morgan - per citarne solo alcune - non hanno lasciato la Russia in questo periodo di turbolenze”.
Diversa invece è la situazione per i Paesi europei dove le misure hanno portato a “risultati ben più gravi per l'economia, perché la Russia è il terzo partner commerciale dell'Ue”. Anche sul fronte della percezione, le sanzioni non hanno condotto ai risultati politici sperati. In Russia, ma anche in Italia, si fa sempre più diffusa la convinzione che “la politica sanzionatoria americana e le restrizioni introdotte sono servite per un interesse geopolitico volto a indebolire sul lungo termine certi Paesi”, oltre che essere state applicate in un modo selettivo.
Per il presidente di Conoscere Eurasia “è necessario un ripensamento delle priorità nella politica degli Stati Uniti. Per salvaguardare gli interessi americani e dell'Occidente in generale, la politica verso la Russia dovrebbe cambiare perché i tentativi di destabilizzarla, ignorarla e di imporle la propria volontà si rivelano destabilizzanti proprio per l'Occidente”. E nel contesto globale attuale, minato da insidie e minacce pericolose, ha concluso Fallico, “non è possibile agire senza la Russia alla quale va riconosciuto un ruolo importante”.

 

L’acquedotto di Rostokino a Mosca