Uljukaev: l’economia russa è già fuori dalla recessione

nIl ministro dello Sviluppo Economico della Russia, Aleksej Uljukaev ha dichiarato che l’economia russa è già uscita formalmente dalla recessione. “Per definizione, si parla di recessione quando per due trimestri consecutivi si registra un calo. In questo senso la recessione in Russia si è già conclusa, non c’è”, ha dichiarato il ministro. Uljukaev ha anche comunicato che a dicembre, rispetto al mese precedente, il calo del PIL era pari allo 0,1%, al netto dei fattori stagionali. “Vi è un’attenuazione del calo e credo che a breve finirà”, ha sottolineato. 
Il ministro dello Sviluppo Economico della Russia, Aleksej UljukaevCiononostante, il governo russo ha velocizzato i preparativi per un piano anticrisi, messo a punto dal Ministero dello Sviluppo Economico e già discusso diverse volte dal presidente Vladimir Putin. Le misure proposte hanno trovato il sostegno del presidente, ma sussistono le questioni relative al loro finanziamento.  
Il progetto anticrisi del Ministero si divide in quattro sezioni: misure volte a ristrutturare l'economia e a sostenere il clima degli investimenti, il sostegno finanziario ed economico a favore delle regioni della Russia, il sostegno ai settori industriali e l’assistenza sociale alla popolazione del Paese. Le principali fonti di finanziamento del programma saranno il bilancio federale (310 miliardi di rubli) e il fondo anticrisi del governo (più di 220 miliardi di rubli.).
Per la parte di ricostruzione strutturale e di sostegno del clima degli investimenti il Ministero dello Sviluppo Economico propone una riduzione della partecipazione dello stato nel settore commerciale, la privatizzazione delle società statali, una notevole riduzione dei controlli sulle aziende, una maggiore prevedibilità dell’attività legislativa e delle misure per migliorare il sistema legale e quello delle forze dell’ordine.
In particolare, il Ministero dello Sviluppo Economico si aspetta che il sistema delle forze dell’ordine diventi “uno dei garanti chiave per la difesa della proprietà e per assicurare alle imprese “regole del gioco univoche”, mentre la pratica di coinvolgerle a favore di una concorrenza sleale deve essere esclusa. In rapporto al sistema giudiziario si richiede “un aumento della trasparenza, della qualità del lavoro qualificato, una maggiore indipendenza dei giudici e un aumento della loro responsabilità in caso di decisioni ingiuste”.
Per ridurre le spese il Governo di Dmitrij Medvedev creerà una serie di riforme per cui mancano i soldi, ma la cui realizzazione potrà essere rimandata a tempi migliori.
Tra le proposte vi è il rifiuto dell’iniziativa del Ministero del Lavoro che proponeva di valutare nel 2016 la possibilità di introdurre una scala di tassazione progressiva sui redditi delle persone fisiche, la quale al momento è pari al 13% al mese indipendentemente dal reddito.
Per un certo periodo si è deciso di rimandare anche la discussione sull’aumento dell’età pensionistica da 60 a 65 anni per gli uomini e da 55 a 60 anni per le donne.
Pertanto, nella sua versione finale il piano anticrisi avrà due sezioni. La prima predispone la lista di misure per il 2016, che verranno parzialmente finanziate proprio quest’anno. Questa lista comprenderà anche gli articoli la cui entità del finanziamento verrà stabilita più avanti. La seconda parte comprende le misure di carattere strutturale, che non richiedono un finanziamento immediato o delle decisioni che vadano a toccare il bilancio del 2016.
Si presuppone che la seconda sezione del piano anticrisi comprenderà le questioni più delicate, come la riforma delle pensioni o le modifiche alla tassazione sul carburante e sull’energia, nonché sulle imprese di energia elettrica.