Putin firma la legge sul bilancio russo per il 2016

Il budget russo stima un barile di greggio Urals a 50 dollari

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato la legge sul bilancio federale per il prossimo anno. Questa volta è stato preso in considerazione solo il 2016, anziché il tradizionale periodo di tre anni, per via della elevata volatilità di mercati finanziari e di materie prime.
Sono previste le entrate pari a 13.700 miliardi di rubli, mentre le uscite ammonteranno a poco più di 16.000 miliardi di rubli.
Il presidente russo, Vladimir Putin, mentre firma la legge sul bilancio federale per il 2016 con un disavanzo del 3 per cento.Il bilancio è stato sviluppato sulla base di una previsione per l’inflazione del 2016 che non superi il 6,4% e su di un prezzo medio annuo del petrolio Urals pari a 50 dollari al barile. Le spese più significative - oltre 4.000 miliardi di rubli - riguarderanno la politica sociale, ma nel 2016 si ridurranno comunque di oltre 100 miliardi di rubli.
Rispetto al 2015, saranno tagliati molti capitoli di spese sociali: istruzione (57,7 miliardi di rubli in meno), cultura (meno 4,9 miliardi di rubli), educazione fisica e sport (meno 500 milioni di rubli). Le spese sanitarie aumenteranno invece di 65,7 miliardi di rubli e ammonteranno a 490,6 miliardi di rubli. Allo stesso tempo, rispetto al 2015, le spese per la difesa aumenteranno fino a quota 3.145 miliardi di rubli.
Si stima che all’inizio del 2016 il Fondo di riserva sarà pari a 3.400 miliardi di rubli, mentre alla fine dell’anno dovrebbe ammontare a poco più di 1.000 miliardi di rubli. Il Fondo per il benessere nazionale, invece, secondo le previsioni, sarà pari a 4.900 miliardi di rubli il 1° gennaio e 4.660 miliardi di rubli alla fine dell’anno.
La legge stabilisce un’indicizzazione obbligatoria delle pensioni pari al 4% e concede al governo il diritto di introdurre al parlamento un disegno di legge relativo ad ulteriori indicizzazioni.
Inoltre, il Presidente russo ha approvato l’introduzione di emendamenti alla legge “Sul controllo parlamentare” e al Codice di bilancio, i quali rafforzano il ruolo dei parlamentari nella progettazione del bilancio federale.
Secondo gli emendamenti al Codice di bilancio, i parlamentari godono di pieni poteri nella risoluzione di controversie tra il Ministero delle Finanze, da un lato, e le autorità costituzionali del potere esecutivo, legislativo e giudiziario, dall’altro, durante la progettazione dei bilanci di queste ultime.
In particolare, se i suddetti organismi (incluse l’amministrazione del presidente e le due camere parlamentari) non raggiungono un accordo con il Ministro delle Finanze né su base bilaterale, né mediante la costituzione di una commissione governativa, si crea un protocollo di disaccordo, che viene poi inviato, unitamente al progetto di bilancio, alla Duma di Stato per risolvere il problema.
Le fluttuazioni del rublo forzano il Cremlino in uno stato di allerta, ha detto Dmitrij Peskov, portavoce del presidente russo.
È naturale che simili fluttuazioni valutarie ci spingono alla prudenza. E ovviamente il Cremlino sta monitorando con attenzione questi processi”, ha dichiarato Peskov.
Tuttavia, l’addetto stampa presidenziale non ha rivelato a che livello il tasso di cambio del rublo potrebbe essere considerato critico dal Cremlino. “Per avere cifre precise, bisognerebbe rivolgere questa domanda al governo, è un argomento di sua competenza”, ha aggiunto.
Alla fine di dicembre il tasso di cambio del dollaro e dell’euro rispetto al rublo alla Borsa di Mosca è sceso rispettivamente sotto i 72 e i 79 rubli. Ricordiamo che il 16 dicembre 2014 per un breve lasso di tempo il dollaro aveva superato il valore di 80 rubli.
L’11 Dicembre 2015 la Banca Centrale russa per la prima volta ha pubblicato i parametri di uno scenario shock per l’economia russa. La governatrice del regolatore, Elvira Nabiullina, ha riferito che lo scenario di rischio prevede un prezzo del petrolio intorno ai 35 dollari al barile, un PIL in calo del 2-3% e un’inflazione pari circa al 7 per cento.
Il tracollo della moneta russa è direttamente collegato al prezzo del petrolio, che ha ripreso il suo declino dopo la decisione dell’OPEC del 4 dicembre di mantenere la quota di estrazione del petrolio a 30 milioni di barili al giorno, rafforzata dalle ultime previsioni dell’Agenzia internazionale per l’energia, secondo la quale il surplus dell’offerta di petrolio sul mercato mondiale si manterrà almeno fino alla fine del 2016.
Le autorità russe hanno tutte le ragioni per credere che i prezzi del petrolio rimangano abbastanza a lungo ad un livello di 40 dollari al barile. Lo ha dichiarato il 15 dicembre scorso il consigliere presidenziale, Andrej Belousov: “Riteniamo che vi siano tutti i presupposti per credere che tale situazione durerà ancora per molto”, ha dichiarato Belousov, rispondendo alle domande dei giornalisti riguardo ai prezzi del petrolio.