Relazione introduttiva del professor Antonio Fallico al Forum di Torino

Cari amici,

È un piacere ritornare a Torino per il secondo seminario italo russo, organizzato dall’Associazione “Conoscere Eurasia”, l’Unione Industriale Torino, il Forum economico internazionale di San Pietroburgo in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Banca Intesa Russia e lo Studio legale Gianni – Origoni – Grippo – Cappelli & Partners. 
Oggi, istituzioni, banche e imprese siedono insieme al tavolo dei lavori con l’obiettivo di favorire e di sostenere la cooperazione bilaterale e le relazioni commerciali tra i nostri Paesi, nonostante un contesto internazionale non ancora normalizzato.
Presidente di Banca Intesa Russia e dell’Associazione “Conoscere Eurasia”, Antonio FallicoPer questa disponibilità desidero ringraziare vivamente il Sindaco, Piero Fassino; l’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Sergey Razov; il Ministro Consigliere dell’Ambasciata d’Italia nella Federazione Russa, Michele Tommasi; il Presidente del Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros Pietro. 
La mia riconoscenza va inoltre a Enrico Salza, presidente di Intesa Sanpaolo Highline – società costituita nel luglio scorso con l’obiettivo di valorizzare e promuovere il Grattacielo di Torino, sede della Banca nel capoluogo piemontese -; al Console Onorario della Federazione Russa ad Ancona, Armando Ginesi; al Console onorario d’Italia a Lipetsk, Vittorio Torrembini e a tutti i relatori presenti.
L’appuntamento di Torino conclude il ciclo di seminari e Forum organizzati in molte città italiane.  Milano, Napoli, Catania, San Pietroburgo, Roma, Firenze, Trento e Verona sono state al centro del dialogo e del rilancio delle relazioni economiche tra l’Italia e la Federazione Russa, ma non solo. Qualche settimana fa, infatti, abbiamo chiuso a Verona il Forum Eurasiatico, dove oltre 70 relatori tra ministri, top manager delle principali aziende eurasiatiche, banche, fondi di investimento e circa 600 imprese hanno constatato un clima di rinnovata fiducia nei rapporti tra il nostro Paese e la Russia.
Oggi vogliamo ripartire da questa straordinaria apertura al dialogo per riaffermare che l’Italia è un partner naturale e imprescindibile della Federazione Russa. Oggi vogliamo ribadire che la ripresa delle relazioni economiche e commerciali può avviare una nuova fase di cooperazione in un contesto più positivo.
A Verona, i ministri Boschi e Guidi hanno sottolineato come l’Italia possa e debba avere un ruolo di ‘ponte’ verso la Russia e che le istituzioni del nostro Paese sono impegnate a rafforzare il dialogo diplomatico nelle diverse sedi per la rimozione delle sanzioni. Oggi possiamo dire che vi è una ritrovata consapevolezza che l’Italia non può fare a meno della Russia e che la Russia non può fare a meno dell’Italia.
Non si tratta di un’affermazione retorica o avulsa dalla realtà che ci riferisce percentuali di perdita a due cifre sia sul sistema nazionale che su quello regionale.
I dati negativi della bilancia commerciale dell’ultimo semestre ci indicano che le sanzioni non solo hanno minato l’economia sana di tante aziende che avevano trovato nella Russia un partner strategico. Questi dati ci dicono, altresì, che le sanzioni e le contro sanzioni hanno intaccato la fiducia delle imprese e dei popoli con conseguenze rilevanti anche nei settori non colpiti dalle misure.
Nel 2014 gli scambi dell’Italia con la Russia si sono fermati a 25,7 miliardi di euro, in calo del 17% rispetto al 2013. Il primo semestre di quest’anno registra un ulteriore rallentamento dell’interscambio fermo a 10,5 miliardi di euro, che in termini percentuali significa -22,4 per cento.
I numeri si fanno più pesanti se consideriamo l’export italiano verso la Russia. Se nel 2014 le esportazioni non sono andate oltre ai 9,5 miliardi di euro, nel primo semestre di quest’anno sono scese a 3,3 miliardi di euro segnando un – 29 per cento.
La situazione nazionale si riflette ovviamente anche su quella delle singole regioni. Per quanto riguarda il Piemonte, l’interscambio con la Russia nel 2014 è stato di quasi 786 milioni di euro, in flessione del 13,6% sul 2013. A soffrire sono state entrambe le voci della bilancia commerciale, con l’import in calo del 9,7% e l’export a -13,9 per cento.
In ulteriore rallentamento il primo semestre di quest’anno che registra una bilancia commerciale russa-piemontese a 271milioni di euro circa; -23 per cento. A perdere l’import con -16,8% ma soprattutto l’export a -23,8% con un valore di quasi 242milioni di euro.
Si tratta sicuramente di una fotografia impietosa. Ciò nonostante il nostro impegno è quello di continuare a ribadire la necessità di continuare a lavorare e a cooperare. Come ci ha ricordato il professor Giovanni Bazoli al Forum Eurasiatico di Verona: “Bisogna ritrovare le ragioni di unione tra Russia e Europa, non solo sul piano economico ma anche spirituale e culturale. E da questo punto di vista la cultura russa è indispensabile per noi”.
È arrivato il momento di riprendere fiducia e coraggio perché ci sono segmenti che offrono un potenziale di collaborazione enorme. Si pensi che Novatek, Gazprom e Rosneft sono in trattativa con le nostre aziende italiane per commesse che valgono 10-12 miliardi di euro nei settori dell’aerospazio, della meccanica, della petrolchimica, della meccatronica e dell’agroindustria. Inoltre, sempre a Verona, il Ceo di Rosneft Igor Sechin ha dichiarato di voler investire 22-23 miliardi di euro nei prossimi anni.
Cari amici, come vedete, le possibilità di riprendere le posizioni perdute e di lavorare con la Russia, ci sono. Occorre saperle intercettare. E noi oggi siamo qui per questo.
Il cambiamento infrastrutturale in atto sia in Russia che nell’Unione Economica Eurasiatica è una grande opportunità anche per un cambio di passo e di mentalità per le imprese italiane, che devono iniziare a ragionare anche in termini di cooperazione e non di solo export, passando da Made in Italy al Made with Italy. Anche da questa sfida passa la possibilità di crescita economica e di benessere dei popoli.

Grazie e buon lavoro!