Sta tornando la fiducia tra Italia e Russia

Antonio Fallico: “Le sanzioni appartengono al passato”

Si è svolto a Verona il 22 e il 23 ottobre scorsi il IV Forum Eurasiatico, il vertice economico organizzato dall’Associazione “Conoscere Eurasia” e dal Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo in collaborazione con il gruppo Intesa Sanpaolo, la banca russa Gazprombank, VHS, Region – Group of Companies e con il sostegno di Banca Intesa Russia e Coeclerici. Anche quest’anno sotto i riflettori si sono trovati i rapporti politici, economici, commerciali e culturali tra l’Italia e i Paesi dell’Unione Economica Eurasiatica (UEEA), composta dalla Russia, dalla Bielorussia, dal Kazakistan, dall’Armenia e dal Kirghizistan. Al Forum hanno partecipato delle delegazioni dalla Cina, dall’India e dalla Corea del Sud. Al Forum hanno partecipato oltre 600 imprese italiane ed estere, oltre a 70 relatori rappresentanti delle istituzioni, dei governi, dell’economia e della finanza. Quest’anno al Forum, ideato dal presidente dell’Associazione “Conoscere Eurasia” e di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico, hanno parlato il presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli, Romano Prodi; il ministro per le Riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi; il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi; il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Sandro Gozi; il presidente della 10° Commissione del Senato, Massimo Mucchetti; l’ambasciatore d’Italia in Russia, Cesare Ragaglini; i vertici di Intesa Sanpaolo con il presidente del Consiglio di Sorveglianza, Giovanni Bazoli e il presidente del Consiglio di Gestione, Gian Maria Gros Pietro; l’ad del Gruppo Finmeccanica, Mauro Moretti; il presidente di SACE, Giovanni Castellaneta; il presidente di Federalimentare, Luigi Scordamaglia. 
Il presidente dell’Associazione “Conoscere Eurasia” e di Banca Intesa Russia, Antonio FallicoMolti sono stati i relatori eurasiatici all’appuntamento scaligero, che ha visto anche una sessione plenaria con gli ambasciatori in Italia di Russia, Bielorussia, Armenia, Cina e India. In primo piano, il presidente di Rosneft, Igor Sechin; il segretario di Stato Russia-Bielorussia, Grigory Rapota; il ministro dell’Integrazione della Commissione economica eurasiatica (Cee) Tatiana Valovaya; il ministro dell’Economia della Cee, Timur Suleimenov; il vice ministro Affari Esteri della Federazione Russa, Aleksey Meshkov; il presidente del Consiglio di Gestione di Gazprombank, Andrey Akimov; il presidente dell’Unione Industriali e degli Imprenditori della Russia, Alexander Shokhin.
“Oggi (22 di ottobre per chi legge) riapriamo il Forum Eurasiatico in un clima sicuramente più positivo rispetto allo scorso anno, per due ordini di motivi. Il primo, perché c’è una nuova consapevolezza geopolitica internazionale che riconosce come necessario il contributo della Russia in materia di sicurezza per la comunità internazionale. Il secondo perché la crisi economica sta rallentando e - secondo gli osservatori – l’economia russa tornerà a virare in positivo nel 2016”, ha dichiarato il professor Antonio Fallico.
A livello mondiale i Paesi parte della UEEA (178 milioni di abitanti) contribuiscono per quasi il 4% alla formazione del PIl e coprono quasi il 3% del commercio. “Si tratta – ha sottolineato Fallico, - di un driver geopolitico ed economico importante per l’Ue, che rappresenta circa il 46% dell’interscambio complessivo dell’area. Vogliamo sperare e dobbiamo pensare – ha proseguito Fallico - che stia terminando il “biennius horribilis” nei rapporti con l’area eurasiatica. Il balletto di sanzioni e contro sanzioni, il rublo debole e la non duratura contrazione dell’economia russa hanno contribuito a limitare in modo rilevante gli scambi con l’Italia rispetto al 2013. Ed è proprio da due anni fa che dobbiamo ripartire, da quando cioè gli analisti prevedevano nel medio periodo una crescita nell’interscambio del 7,5% l’anno. Ciò non è avvenuto per i noti fattori esogeni, ma potrà essere raggiunto se alle divisioni anteporremo una visione innovativa delle relazioni economiche”.
Infine, nel suo discorso alla chiusura del Forum, Antonio Fallico ha dichiarato che fino a poco tempo fa le imprese italiane più che dalle sanzioni sono state condizionate dalla “sfiducia” nei rapporti con la Russia. “Ora - ha dichiarato Fallico - è il momento di riprendere fiducia e coraggio perché ci sono segmenti enormi di collaborazione: Novatek, Gazprom e Rosneft attualmente stanno discutendo contratti con le aziende italiane per 10-12 miliardi di euro. Inoltre in agenda dei colloqui italo-russi sono ai primi posti i settori dell'aerospazio, la meccanica, la petrolchimica, la meccatronica e l'agroindustria”. Per l'ambasciatore d’Italia a Mosca, Cesare Ragaglini, intervenuto al Forum “è stata registrata una straordinaria domanda di dialogo e di confronto tra l’Italia e l’Unione Euroasiatica ed è importante perché le sanzioni se da una parte sono un elemento irritante dall'altra possono essere una sfida. Ed è quella che stanno percorrendo le imprese italiane, che storicamente con il mercato russo hanno sempre avuto una visione strategica di lungo periodo”.