Parlano i partecipanti del Forum

Bazoli (Intesa Sanpaolo): tutta l’Europa si augura fase nuova con Russia

“La situazione con la Russia è difficile, certo, ma questo è uno dei convegni che serve a tenere vivo il dialogo e a preparare una fase nuova che tutta l’Europa si augura. Questa flessione dell’interscambio tra Europa e Russia è una cosa che fa soffrire l’Ue, che già lamenta una difficoltà nel rilanciare la ripresa”. A dirlo, al Forum Eurasiatico di Verona, il presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli. “Occorre – ha proseguito il manager - ritrovare le ragioni di unione tra Russia ed Europa non solo sul piano economico ma anche spirituale e culturale, e da questo punto di vista la cultura russa è indispensabile per noi”. Un’unitarietà che secondo Bazoli va ricercata anche all’interno dell’Europa stessa: “Bisogna certamente ritrovare un comun denominatore di ordine economico in Europa, ma io insisto nel dire che siccome molte volte le discussioni economiche portano a delle divergenze ci dev’essere un’anima di ordine politico e ideale che porta a superarle, così da ritrovare un terreno comune”.
“Per consolidare la ripresa l’Italia ha bisogno di tre fattori: una rinnovata fiducia dei consumatori a sostegno del mercato interno, la volontà degli imprenditori di investire sul territorio nazionale e la spinta del Governo in carica sulle riforme, in particolare sui temi della giustizia e della fiscalità”. Lo ha sottolineato il presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli. “I dati dimostrano che la ripresa è in atto: i nostri economisti prevedono per il 2016 un tasso di crescita che supererà il 2%, mentre alla fine di quest’anno si attesterà sullo 0,8%. E un segnale di questa tendenza positiva – ha concluso Bazoli – arriva anche da Expo, che chiuderà con un dato sulle presenze sorprendente, tra i 20 e i 21 milioni. Di questi, sono 15 milioni gli italiani, in prevalenza giovani, a testimonianza di un dinamismo incoraggiante nel Paese”.

Prodi: Ucraina dev’essere ponte e non campo di battaglia

“Il trattato Eurasiatico va bene, fa progressi, si sta allargando però non può creare un’area commerciale paragonabile alla grande alleanza frutto dell’accordo atlantico/pacifico”. Lo ha detto il presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli, Romano Prodi al Forum Eurasiatico. “Quelli dell’Unione Eurasiatica sono Paesi abbastanza omogenei tra loro, fanno buoni risultati ma non possono produrre quello scatto in avanti di cui la Russia ha bisogno. La grande trasformazione dell’Economia russa – ha proseguito Prodi – ha perciò bisogno di un rapporto stretto con l’Europa, è una questione vitale, per questo penso che la scelta europea sia conveniente per noi e per loro. Come ho sempre detto Europa e Russia sono vodka e caviale, ma solo il rasserenamento della situazione ucraina può sanare i rapporti che si sono avvelenati in questo periodo: l’Ucraina deve essere ponte e non campo di battaglia”.

Sechin: 22-23 miliardi di euro l’anno gli investimenti di Rosneft nel 2017-2018

“Abbiamo in previsione investimenti nel mondo per 22-23mld di euro l’anno, nel biennio 2017-2018. I settori maggiormente interessati saranno quelli della meccanica e dell’industria petrolchimica”. Lo ha dichiarato al Forum Eurasiatico di Verona il presidente del Management Board di Rosneft, Igor Sechin.
Il 22 di ottobre al Forum Eurasiatico Pirelli, Rosneft e Synthos hanno siglato un Memorandum of understanding relativo ai positivi risultati dello studio di fattibilità iniziato in aprile e alla futura cooperazione nello sviluppo di un progetto per la costruzione di un impianto di gomma sintetica in Nakhodka. Pirelli diventerebbe così il cliente chiave per la gomma sintetica, come indicato nell'intesa siglata con Rosneft nel 2014. Per Sechin: “In futuro saremo in grado di fornire i mercati asiatici e della Cina di pneumatici, grazie a una piattaforma tecnologica e produttiva all'avanguardia realizzata per supportare lo sviluppo dei cluster automotive e petrolchimico nell'estremo oriente russo. In particolare – ha proseguito Sechin - l'accordo che abbiamo firmato con due riconosciuti leader a livello mondiale nella tecnologia di fascia alta per la gomma sintetica e produzione di pneumatici, ci permetterà non solo di costruire impianti più avanzati nell'ambito della gomma sintetica - come parte del nostro progetto Fepco in Nakhodka - ma anche, in futuro, di essere in grado di fornire i mercati dell’area”.

Aleksej Meshkov (vice ministro degli esteri russo): apprezziamo dichiarazioni di Renzi su Russia

“Abbiamo apprezzato la recente dichiarazione di Renzi secondo cui è un errore pensare di costruire un’Unione Europea senza la Russia. Allo stesso tempo questo Forum sta crescendo e dimostra di stare al passo con i tempi, a testimonianza della volontà di ricercare una via d’uscita e soluzioni ragionate sui rapporti Eurasia-Europa”. Lo ha dichiarato Aleksej Meshkov, vice ministro Affari Esteri della Federazione Russa.

Gros Pietro: economie Eurasia sono in salita ma servono investimenti - Italia può contribuire a sviluppo infrastrutture

Gros Pietro“Condivido il titolo il di questo IV Forum Eurasiatico che si apre all’insegna di un nuovo dialogo politico e una innovativa visione delle relazioni economiche, da costruire attraverso uno sguardo condiviso e una prospettiva di lungo termine”. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros Pietro. “La complementarietà delle nostre economie è un fatto storico, l’unione delle loro differenze può portare ricchezza e uno sviluppo per le risorse naturali paragonabile a quello degli Stati Uniti. Gli istituti finanziari e i governi devono continuare a collaborare per garantire le condizioni necessarie alla continuità degli investimenti nel medio-lungo termine. Le economie eurasiatiche – ha concluso Gros Pietro – sono salite ma hanno bisogno di forti investimenti, soprattutto nelle infrastrutture. Settore, quest’ultimo, dove l’Italia può dare un fondamentale contributo”.

Boschi: Italia ruolo di ponte mentre Europa alza i muri

“In un momento in cui in Europa si sta cercando di alzare i muri e di rinchiudersi nei propri confini, temendo chissà quale minaccia dall’esterno e non rendendosi conto che chiudersi significa perdere delle occasioni, noi cerchiamo di svolgere un ruolo di dialogo e di confronto nell’area Eurasiatica. Lo testimoniano la storica prerogativa italiana rispetto al dialogo e i viaggi in Russia, Kazakistan e Cina del nostro presidente del Consiglio: oggi noi vogliamo fare da ponte verso quest’area”. Lo ha detto il ministro per le Riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi. Sul fronte interno per il ministro: “Il nostro Paese cresce più di quanto ci si aspettasse: cresce di più l’export, che nonostante la lieve flessione degli ultimi 2 mesi è già a +4,7% contro una stima inizialmente fissata a +3,7%, grazie anche alla grande occasione che ha rappresentato l’Expo. Oggi – ha aggiunto - c’è una scossa nuova rispetto agli anni scorsi, in cui il Paese era fermo, impaludato. I primi dati del cambiamento sono incoraggianti: non a caso il Fondo monetario internazionale ha rivisto al ribasso le stime di 11 dei 16 principali Paesi mondiali, ma per Italia e Regno Unito - unici due Paesi - la stima è stata rivista al rialzo”.

Tosi: premier determinato a cambiare Paese, chiediamo a ministro Boschi di agevolare rapporti con Eurasia

“Conosciamo la determinazione e il coraggio del nostro presidente del Consiglio, e lo dico con sincera ammirazione perché ha dimostrato di essere determinato nel condurre questo Paese e provare a cambiarlo. Questo va riconosciuto a Renzi: la speranza è che il ministro Boschi, qui presente, possa intercedere affinché ci sia un’apertura nei rapporti tra noi e l’Eurasia. Le sanzioni sono difficili da comprendere rispetto alle tematiche dell’economia del nostro territorio, perché i rapporti sono già strettissimi ma occorre agevolarli”. Lo ha detto in apertura del IV Forum Eurasiatico di Verona il sindaco della città scaligera, Flavio Tosi.

Gozi: Unione Economica Eurasiatica importante, ma Bruxelles non l’ha ancora riconosciuta

“L’Unione Economica Eurasiatica è molto importante per l’Italia ed è nostro interesse mantenere un rapporto sinergico. In questo senso il nostro Paese è in prima linea a livello europeo, in quanto crede molto al dialogo bilaterale. Ad oggi però Bruxelles non ha ancora riconosciuto ufficialmente la nuova unione eurasiatica”. Lo ha detto Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con deleghe alle Politiche e Affari europei. 
“Tra Europa ed Eurasia esiste un’interdipendenza economica e politica. Ora che stiamo uscendo dalla crisi occorre lavorare per cercare soluzioni comuni, a cominciare dall’energia: l’Unione europea non ha ancora attuato una politica comune per arrivare ad una vera politica unitaria sull’energia”.

Guidi: è nostro interesse rimuovere sanzioni

Antonio Fallico: ""In questi giorni non ho volutamente parlato di sanzioni perché per me rappresentano il passato. Ovviamente non è così, e non penso che saranno tolte a breve, ma fino a ieri le nostre imprese più che dalle sanzioni sono state condizionate dalla sfiducia nei rapporti con la Russia".“L’Italia ha l’interesse che questa situazione di costanza di sanzioni possa essere rimossa il prima possibile. Noi speriamo che il dialogo diplomatico possa continuare, è un mercato - quello russo - importantissimo per molte nostre filiere industriali e vogliamo riportare Mosca al centro del dialogo. Il bicchiere mezzo pieno consiste nel fatto che noi stiamo continuando a collaborare con loro nei settori industriali liberi da sanzioni”. Lo ha detto al Forum Eurasiatico di Verona il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi. “Ora dobbiamo accettare il costo politico ed economico delle sanzioni. Questa situazione – ha concluso il ministro – ci impone delle sfide inedite, con le difficoltà di finanziamento dei progetti di investimento o l'embargo sull'agroalimentare. L'unico modo per affrontare questo momento che speriamo sia il più breve possibile è quello di fare sistema e crescere nei settori non colpiti dalle sanzioni”.

De Castro (Parlamento Europeo): lanciare una sorta di TTIP con l’Eurasia

“L’agroalimentare sta soffrendo per questo ping-pong di sanzioni e contro sanzioni. Sarebbe importante per l’Europa lanciare una sorta di TTIP con l’Eurasia – che definirei TEAP (Trans Eurasian Partnership) - sulla scia di quanto sta accadendo con l’accordo commerciale tra Usa e Ue e in risposta alla Trans Pacific Partnership”. Questa la proposta
lanciata da Paolo De Castro, coordinatore per S&D della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento europeo, al Forum Eurasiatico di Verona.
“I danni che stiamo subendo per effetto del crollo del mercato sono in parte coperti dai contributi europei che vengono sottratti dai fondi Ue per la Politica agricola. Ciò significa quindi meno aiuti per gli agricoltori. Ecco perché mai come adesso – ha aggiunto De Castro - diventa essenziale ricostruire il dialogo con questa area a partire dal Forum Eurasiatico. La riapertura di dialogo - che può essere in un certo senso una risposta europea al parallelo accordo che gli Stati Uniti hanno fatto e concluso poche settimane fa - credo possa essere un’interessante provocazione. Un’occasione – ha concluso - per lanciare un tavolo di dialogo che possa coinvolgere tutti i paesi partner dell’Europa in Eurasia e affrontare in maniera globale le difficoltà nel settore agroalimentare”.

 

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