Russia: nasce un nuovo strumento di sostegno per l’industria

IL CREMLINO FAVORISCE LO SVILUPPO DI LEASING

Il Fondo per lo sviluppo dell’industria e il Ministero dell’industria e del Commercio stanno predisponendo un nuovo strumento finanziario di sostegno all’industria tramite leasing, anche grazie al supporto della Banca Centrale russa. Ad ottenere l’aiuto statale saranno le industrie e le società di leasing.
Il Fondo ammonta a 20 miliardi di rubli ed è stato creato nel 2014, dopo l’avvio delle sanzioni anti-Russia, con lo scopo di offrire sostegno alle produzioni cosiddette “sostitutive all’import”.  Il Fondo ha già stanziato prestiti per un valore di 12,28 miliardi di rubli (con il 5% di interessi annui), ma ora le imprese russe chiedono altri strumenti di sussidio.
Ad esempio, gli industriali si lamentano di non disporre di risorse finanziarie a sufficienza per il versamento della quota iniziale prevista da un contratto di leasing, la quale corrisponderebbe al 10-15% del costo di un macchinario acquistato. Pertanto il Fondo prevede di stanziare dei prestiti che vadano dai 5 ai 250 milioni di rubli con un tasso di interesse pari al 5% annuo e per un arco di tempo fino a cinque anni. In questo modo sarà possibile finanziare dal 10 al 50% della rata iniziale. L’idea di introdurre un leasing agevolato è già stata approvata dal consiglio di sorveglianza del Fondo di sviluppo per l’industria, il quale è pronto a spendere per il co-finanziamento della prima rata 2 miliardi di rubli.
Tale programma dovrebbe essere avviato entro la fine del 2015. La priorità verrà concessa all’acquisto da parte delle industrie di macchinari di produzione russa. Si prevede di concedere finanziamenti per il leasing di apparecchiature ad alta tecnologia impiegate nei settori dell’industria meccanica (il settore petrolifero e del gas, quello delle macchine utensili, il settore energetico, ecc.). Secondo i calcoli degli esperti, 2 miliardi di rubli corrispondono quasi alla metà del costo di un macchinario di questo tipo, concesso tramite leasing nel primo semestre del 2015. Allo stesso tempo, durante tutto il 2015, il mercato del leasing per l’acquisto di queste apparecchiature si è contratto di un terzo: da 7 a 4,6 miliardi di rubli, (circa il 2% del costo complessivo di un contratto di leasing). Il secondo obiettivo è di sostenere le società di leasing tramite il supporto della Banca Centrale. Il Fondo propone alla Banca Centrale di finanziare le società di leasing attraverso le banche (in particolare le banche statali). La Banca Centrale potrebbe stanziare per questo scopo fino a 10 miliardi di rubli, concedendo soldi alle banche con un tasso di interesse pari al 9,5% annuo. 
Al momento la Banca Centrale si sta consultando con il Ministero dell’Industria e del Commercio per la creazione di un meccanismo di rifinanziamento delle banche che concedono prestiti alle società di leasing.
Come sostiene il primo ministro della Federazione Russa, Dmitrij Medvedev, “al momento il compito chiave è garantire una crescita economica di rinnovata qualità”.  Tuttavia Medvedev mette in guardia di fronte ai tentativi “di surriscaldamento artificiale dell’economia russa”. Secondo il primo ministro, sono “pericolosi” sia i tentativi di surriscaldamento precoce dell’economia, sia il rassegnarsi ad un tasso di crescita basso o addirittura pari a zero.
A questo proposito il capo del governo russo ha evidenziato due rischi per l’economia russa in una prospettiva a medio termine.
“Da un lato c’è il rischio di un’accelerazione artificiale. Sappiamo per esperienza, guardando agli anni tra il 1986 e il 1989, che il tentativo di stimolare troppo velocemente l’economia può sfociare in catastrofe, anche se per qualche tempo, magari un paio d’anni, il tasso di crescita si rivela effettivamente in aumento”, ha dichiarato Dmitrij Medvedev, ricordando che “a causa di quell’accelerazione a breve termine, l’URSS si è guadagnata anche una crescita ripetuta del debito estero, con il quale poi, dopo il crollo dell’Unione, ha dovuto fare i conti la Russia”.  
Dall’altro lato, sottolinea Medvedev, “sono pericolosi anche l’adattamento psicologico a tassi di crescita bassi o assenti, e la rassegnazione a considerarli come dato di fatto”.
Se questa predisposizione psicologica arrivasse a dominare la società, si aprirebbe la strada ad una lunga recessione. Di conseguenza, secondo Medvedev, “il compito chiave ora è quello di garantire non solo un tasso di crescita economica, ma anche un miglioramento qualitativo, che dovrebbe essere assicurato da un ambiente più agevole per tutti gli operatori economici”. Per questo, ritiene il premier, è necessario consolidare le forze in quattro ambiti fondamentali per lo sviluppo economico-sociale del paese: la macroeconomia, la politica strutturale, lo sviluppo del capitale umano e il sistema di governo.  L’economia della Federazione deve prepararsi ad un lungo periodo di prezzi del petrolio bassi. E’ indispensabile concentrarsi maggiormente sulla messa a punto di una struttura che governi le spese di bilancio, sull’aumento della loro efficienza, nonché sull’equilibro del bilancio statale. Nonostante le difficili condizioni economiche, il carico fiscale in Russia nei prossimi anni non crescerà. Allo stesso tempo, uno dei compiti prioritari dello stato dovrebbe essere l’avvio di un meccanismo per attrarre investimenti privati, aumentandone il ruolo nella crescita economica. “Lo stato non può sostituirsi agli investitori privati”, ha dichiarato il capo del governo, sottolineando il fatto che “la capacità di attrarre investimenti privati dovrebbe rappresentare un criterio per valutare l’efficienza dei legami all’interno dell’apparato statale, compreso il governo delle regioni”. 

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