Economia russa: passo dopo passo verso la ripresa

Una crescita dell’output in Russia sarà possibile nel quarto trimestre o nel 2016 

Secondo le previsioni del Ministero delle Finanze della Federazione Russa, l’output economico del paese crescerà nel quarto trimestre del 2015 o nel 2016. Lo ha dichiarato ai giornalisti russi e internazionali il vice ministro delle Finanze, Aleksej Moiseev. 
il Il vice ministro delle Finanze della Russia, Aleksej Moiseev“Molto, ovviamente, dipenderà dagli andamenti futuri del nostro export, in primo luogo dall’esportazione di petrolio e gas, così come dal tasso di cambio del rublo, ma l’impatto positivo dell’indebolimento del rublo sulla competitività dell’economia è più che evidente. Presupponendo una certa stabilizzazione dei mercati finanziari per quanto riguarda il costo dei crediti, penso che l’anno prossimo saremo assolutamente in grado, in maniera abbastanza sicura, di parlare di crescita”, ha dichiarato Moiseev.
“Può darsi che già nel quarto trimestre del 2015 si registrerà un certo grado di crescita”, ha aggiunto il vice-ministro delle Finanze.
Moiseev ha in seguito comunicato che il Ministero delle Finanze per ora non ha deciso su quale prezzo del petrolio si baserà il bilancio federale del 2016, anche se, in ogni caso, supererà i 40 dollari al barile.
“È una delle questioni sotto esame al momento, ma di certo non si tratterà di 40 dollari al barile”, ha dichiarato rispondendo alla domanda circa il livello del prezzo per il layout del bilancio del prossimo anno. 
In precedenza il Ministero dello Sviluppo Economico aveva dato voce alle sue stime per il periodo 2016-2018 circa il prezzo del petrolio: si parlava di 55 dollari al barile nel 2016 e 60 dollari nel 2017-2018. Ma lo scenario cosiddetto “conservatore” prevede per tutti e tre gli anni un prezzo del petrolio ad un livello di 40 dollari al barile. Attualmente il Ministero sta ultimando la sua previsione.
Per i primi sette mesi del 2015 i redditi della Federazione derivanti dalle esportazioni di petrolio sono calati di 1,7 volte: fino a 56,3 miliardi di dollari, sebbene la Russia abbia venduto all’estero 140,6 milioni di tonnellate di petrolio, ossia il 7% in più rispetto al medesimo periodo dello scorso anno. Lo ha segnalato il Servizio Doganale Federale russo.
Il fattore che ha maggiormente influenzato il calo dei redditi derivanti dall’export di petrolio è il crollo dei prezzi degli idrocarburi a livello mondiale.
Per i primi 7 mesi del 2015, rispetto a gennaio-luglio 2014, le esportazioni di petrolio verso paesi esteri (escluse le ex repubbliche dell’URSS) sono aumentate dell’8,7%, mentre le esportazioni verso i paesi della CSI sono calate del 5,37% fino a 13,22 milioni di tonnellate, il 35% in meno in termini monetari, fino a 3,6 miliardi di dollari.
Tra gennaio e giugno 2015 l’esportazione di derivati petroliferi è cresciuta del 9%, fino a 105,05 milioni di tonnellate, rispetto al periodo analogo del 2014. L’indicatore in termini monetari ammontava a 44,428 miliardi di dollari contro i 70,525 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente.
L’esportazione di derivati petroliferi all’estero (con l’esclusione delle ex repubbliche sovietiche) ha raggiunto i 100,374 milioni di tonnellate, per un totale di 41,993 miliardi di dollari. Per quanto riguarda la benzina, sono stati esportati 1,452 milioni di tonnellate per un totale di 812,4 milioni.
Il costo complessivo di tutti i prodotti russi esportati nel periodo gennaio-giugno 2015 è pari a 210,5 miliardi di dollari (-30,6%). La quota dei prodotti energetici è pari al 68,5 per cento.
La produzione di greggio in Russia (mln.tonn.)A dichiarare che l’estrazione di petrolio in Russia potrebbe aumentare fino a “700 milioni di tonnellate, se non di più”, è stato Igor Sechin, del gruppo petrolifero russo “Rosneft”. Questi ha affermato che “Rosneft” ha intenzione di aumentare l’estrazione sia di petrolio che di gas.
Secondo i risultati del 2014, l’estrazione di petrolio in Russia ha raggiunto 526,8 milioni di tonnellate. Secondo le previsioni del Ministero dello Sviluppo Economico, nel 2015 ammonterà a 530,5 milioni di tonnellate. Sechin ha dichiarato che la Russia, insieme con il Venezuela e l’Iran, è il paese con maggiori prospettive nel settore petrolifero per quanto riguarda l’esplorazione e lo sfruttamento di nuovi giacimenti. Ha inoltre aggiunto che, nonostante i progressi nello sviluppo di fonti energetiche alternative, i discorsi sulla sostituzione dei prodotti petroliferi “hanno vita breve”. Secondo il progetto dello Schema Generale di sviluppo del settore petrolifero in Russia fino al 2015, l’estrazione di petrolio nel paese in giacimenti già sfruttati tra 20 anni potrebbe ridursi di 125 milioni di tonnellate. Tuttavia, le possibilità di mantenere l’estrazione di petrolio ad un livello non inferiore ai 525 milioni di tonnellate, se i volumi di petrolio estratto saranno sostituiti da nuovi giacimenti, dipende anche dai lavori sulla piattaforma e con risorse difficilmente recuperabili.
Ma come puntualizza il Ministero dell’Energia, con un prezzo del petrolio pari a 50 dollari al barile sia i nuovi progetti di estrazione di petrolio e gas nell’Artico e nella Siberia orientale, sia i progetti per l’estrazione di risorse difficilmente recuperabili diventerebbero sconvenienti.