La Banca centrale scommette sulla crescita economica

ANALISI: Il Regolatore russo ha permesso una graduale svalutazione del rublo

La Banca centrale della Russia (Tsentrobank) ha deciso di favorire la crescita economica anziché proteggere il rublo. Per la quinta volta consecutiva la Banca centrale ha ridotto il tasso chiave scegliendo, in questo modo, di sostenere la crescita economica anziché stabilizzare la moneta russa, soggetta a forti oscillazioni. La Banca centrale ha sottolineato che l'equilibrio dei rischi, al solito, è spostato verso un “raffreddamento” dell'economia. Gli analisti russi e internazionali hanno definito la decisione della Banca centrale “prevedibile” e hanno sottolineato che con la “riduzione del tasso il Regolatore sta giocando d'anticipo in vista della volatilità dei tassi di cambio prevista per l'autunno”. 
Elvira Nabiullina, Governatore della Banca Centrale russaLa Banca centrale ha notato, inoltre, che il rischio di inflazione è “leggermente in aumento”, che l'attività economica subirà un ulteriore raffreddamento e che la domanda di investimenti continuerà a calare. «La Banca centrale ha continuato a ridurre il tasso di interesse, dimostrando così aderenza alle scelte precedenti. In estate la volatilità dei rischi è aumentata, il rublo si è indebolito, il rischio di inflazione è più elevato a causa di un aumento delle tariffe sugli alloggi e sui servizi comunali. Tuttavia, molto probabilmente, la Russia riuscirà ad evitare uno shock paragonabile a quello degli eventi della fine del 2014.
Sebbene la Banca centrale russa abbia deciso in favore del sostegno dell'economia, i rappresentanti del business avrebbero auspicato una riduzione più attiva del tasso. Secondo gli imprenditori, la persistenza di una situazione economica sfavorevole dovrebbe incoraggiare la Banca centrale ad una riduzione più consistente del tasso chiave, dal momento che per le piccole e medie imprese i prodotti di credito offerti dalle banche rimangono ancora estremamente cari.
Il rublo ha reagito immediatamente alla decisione della Banca centrale, perdendo 1,3 rubli rispetto al dollaro e raggiungendo un tasso di cambio pari a 61,03 rubli per dollaro e con 1,5 rubli in meno rispetto all'euro, raggiungendo un cambio di 66,8 rubli per un euro. Ciò sorprende gli economisti, dal momento che il passo verso la riduzione del tasso è stato minimo e ha rispecchiato le aspettative di mercato. Con tutta probabilità il rublo è crollato seguendo a ruota il petrolio, e il tasso qui non ha avuto particolare impatto. Prima della riunione sul tasso, il Regolatore aveva interrotto, a partire dal 28 luglio, l'acquisto di valuta estera per le riserve. Ciò aveva permesso di ridurre la pressione sul rublo e di prendere una decisione relativamente al tasso chiave, senza prendere in considerazione l'andamento del mercato valutario. Nei giorni in cui la Banca centrale era assente dal mercato valutario la moneta russa è riuscita a rafforzarsi di un rublo e mezzo. Pertanto è necessario adottare delle misure per evitare un ulteriore deprezzamento.
Banca centrale revoca licenza a 51esima banca russaIl tasso di cambio del dollaro, per il quale si è arrivati a pagare 60 rubli, comincia ad essere abbastanza sfavorevole e va oltre le oscillazioni menzionate dal ministro dello sviluppo economico, Aleksej Uljukaev, pari a 50-60 rubli per dollaro entro la fine dell'anno. La Banca centrale russa aveva definito il tasso di cambio fondamentalmente ragionevole quando questo si aggirava intorno ai 55 rubli per dollaro.
Dopo la decisione relativa al tasso, la Banca centrale ha anche diffuso dei commenti per i media in cui si dichiarava che le previsioni macroeconomiche erano peggiorate. Si tratta del primo peggioramento condotto da un ente russo dall'inizio della primavera. Ricordiamo, infatti, che in primavera le stime per il 2015 della Banca centrale, del Ministero delle Finanze e del Ministero dello Sviluppo Economico avevano cominciato a migliorare, a seguito dell'aumento del prezzo del petrolio e della ripresa della domanda dei consumatori. Tuttavia, ora, la Banca centrale ha dichiarato di voler rivedere le stime sul PIL, e sono peggiorate sia le previsioni circa il prezzo del petrolio nel secondo semestre fino a 55 dollari al barile, sia quelle relative al surplus del conto corrente, passando da 93 a 65-70 miliardi di dollari.
Un rublo più debole consente di aumentare il profitto lordo dell'economia, nonché i ricavi del bilancio statale, ma influisce negativamente sugli indici inflazionistici e sul bilancio famigliare. E nonostante tutto il governo russo ritiene che per ora non vi è motivo per un peggioramento delle previsioni sul PIL.
Gli esperti sono perlopiù convinti che il Regolatore non modificherà il tasso durante la prossima riunione del consiglio dei direttori che avrà luogo l'11 settembre, dal momento che in autunno i rischi di aumento del tasso di sconto del Federal Reserve System americano sono elevati, cosa che eserciterà sul rublo una certa pressione. Durante gli altri due incontri, invece, previsti per il 30 ottobre e l'11 dicembre, il Regolatore probabilmente ridurrà il tasso di 0,5 punti percentuali, così che entro la fine dell'anno si uscirà ad un buon livello pari al 10 per cento.
Tuttavia sono possibili sorprese: nel caso in cui il prezzo del petrolio subisca un drastico ribasso, o nel caso di un'ulteriore fuga dei capitali russi a favore del dollaro, la Banca centrale potrebbe mantenere il tasso invariato fino alla fine del 2015. 


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