Il Cremlino aiuterà le imprese piccole e medie

ANALISI: Si prospetta un anno particolarmente difficile per il business russo

Nel pieno della crisi economica e finanziaria Mosca ha annunciato la messa a punto di un piano straordinario di aiuti alle piccole e medie imprese : il Consiglio dello Stato (organismo consultivo presso il presidente Vladimir Putin) ha proposto di costituire un dicastero speciale che sarà incaricato di occuparsi di assistenza alle Pmi russe.

Il presidente dell’Unione degli industriali e degli imprenditori, Aleksandr Shokhin, è contrario alla proposta di costituire un nuovo “ministero” delle’imprese piccole e medieIntanto il vice premier, Igor Shuvalov, ha costituito un gruppo di lavoro speciale che dovrà “coordinare e sincronizzare” le attività correnti dei ministeri, delle commissioni governative e di molte altre strutture che si occupano delle problematiche del piccolo business in Russia. Andrej Nikitin, membro del gruppo di lavoro e direttore dell’Agenzia delle iniziative strategiche del Governo russo, ha dichiarato che “attualmente in Russia funzionano banche speciali, agenzie delle garanzie degli investimenti, esistono numerosi programmi del ministero dello Sviluppo economico, tutti destinati a sostenere il business privato. È arrivato il momento di coordinare e di sincronizzare il lavoro di tutti questi organismi e sistemi”. Una delle proposte è quella di costituire un dicastero speciale a sostegno dell’imprenditoria russa in generale e delle piccole e medie imprese in particolare.
Non tutti in Russia sono però d’accordo che ci voglia un organismo nuovo. Il presidente dell’Unione degli industriali e degli imprenditori (una specie di Confindustria russa, N.d.R.), Aleksandr Shokhin, ha dichiarato che una nuova struttura burocratica “non serve a nessuno”. Secondo Shokhin, che ai tempi del presidente Boris Eltsin è stato ministro dell’Economia della Russia, “bisogna invece elaborare finalmente una lista degli standard di lavoro, mentre il controllo e la sorveglianza del rispetto delle “regole di gioco” potranno essere affidati al ministero dello Sviluppo economico”. Parallelamente bisogna cambiare i principi di lavoro delle commissioni governative, che in questo momento hanno poteri consultivi, ma le cui risoluzioni dovranno diventare “obbligatorie” per i ministeri. “Se sarà fatto – ha detto Shokhin – non ci sarà bisogno di costituire una nuova struttura”. In primo luogo il Governo dovrà controllare il rispetto da parte dei maggiori gruppi statali della regola che obbliga le strutture a partecipazione pubblica a inserire le piccole e medie imprese  nelle liste dei propri fornitori.
Inoltre tra le misure a sostegno delle Pmi russe c’è la proposta di una moratoria sull’aumento della tassazione delle imprese fino al 2018. Gli imprenditori e gli esperti hanno proposto di semplificare le regole dell’organizzazione del piccolo commercio. Per quanto riguarda le agevolazioni finanziarie è stato proposto di esentare le imprese piccole e medie (sotto forma di persone giuridiche) dalle tasse per almeno due anni. S’intende che ogni impresa potrà sfruttare questo diritto soltanto una volta. Tra le altre proposte si può ricordare l’aumento dagli attuali 60 milioni a 120 milioni di rubli di fatturato all’anno la soglia che dà il diritto all’applicazione dei cosiddetti regimi fiscali speciali, tra cui la rendicontazione finanziaria semplificata e il lavoro in base alle licenze acquistate e rinnovate dagli imprenditori in base ai cosiddetti “regimi semplificati”.
Gli emendamenti al codice fiscale potrebbero prevedere la riduzione di almeno due volte le aliquote delle multe a cui potranno essere soggette le imprese piccole e medie per certe irregolarità nel proprio lavoro.
Il vice ministro delle Finanze Serghej Shatalov ha dichiarato però che soltanto una parte delle proposte della comunità imprenditoriale potrà essere approvata dall’esecutivo. L’idea di alleggerire la pressione fiscale sulle piccole e medie imprese coincide in gran parte con il concetto del programma economico anti-crisi. Inoltre il Governo si è impegnato a rendere più semplice l’accesso delle Pmi russe alle risorse creditizie, garantite dallo Stato. “Prima di approvare o di respingere certe proposte bisognerà rivolgersi agli esperti affinché ci presentino dei calcoli chiari ed esaurienti”, ha sottolineato Shatalov, secondo cui il Cremlino non può permettersi il lusso di creare nuove falle nel budget russo, che sta perdendo centinaia di milioni di rubli.
Il calo dei prezzi petroliferi ha svuotato le casse dello Stato che, per evitare il più possibile i tagli dei finanziamenti dei programmi sociali ha preso una decisione drastica, rinviando dal 2015 al 2018 il varo di un nuovo fondamentale programma della modernizzazione degli armamenti. Nonostante la crescita delle tensioni tra la Russia e l’Occidente a causa della crisi ucraina il presidente Vladimir Putin da invitato il Governo a essere realista: “Dobbiamo dire a noi stessi che nella situazione attuale sarà impossibile approvare e passare alla realizzazione del programma di riarmo delle forze armate russe in tempi previsti”, ha dichiarato Putin. La Russia cerca di mantenere il proprio posto, dopo gli Stati Uniti, come secondo maggiore esportatore degli armamenti e della tecnica militare nel mondo. Al margine della fiera internazionale degli armamenti Idex-2015 ad Abu Dhabi il ministro dell’Industria e del Commercio della Russia, Denis Manturov, ha incontrato il ministro della Difesa dell’Italia, Roberta Pinotti, per discutere della ripresa della cooperazione tecnico-militare tra la Russia e l’Italia. Prima che sulla Russia calasse la scure delle sanzioni occidentali, Mosca e Roma erano impegnate nella progettazione congiunta di un mini sommergibile innovativo. Ma nel 2014 la realizzazione del progetto NAPL-S-1000 era stato congelato.


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