La Banca Centrale russa nel mirino delle critiche

Esperti: “La politica del Regolatore è poco affidabile”

Il 30 gennaio scorso la Banca Centrale russa - inspiegabilmente e contrariamente alle sue dichiarazioni precedenti – ha fatto scendere del 2%, ovvero dal 17% al 15% su base annua, il tasso di sconto. Secondo molti analisti russi e internazionali l’improvvisa mossa del Regolatore “ha danneggiato seriamente la fiducia dei mercati nei confronti della politica finanziaria della Banca Centrale, che, apparentemente, avrebbe abbandonato il targeting dell’inflazione. E questo nonostante la corsa dei prezzi abbia continuato ad accelerare di settimana in settimana: in gennaio i prezzi del consumo sono aumentati ancora in media del 3,9% contro la crescita del 2,6% nel dicembre del 2014. Secondo le stime l’inflazione continuerà ad aumentare a ritmi accelerati ancora per 2-3 mesi per arrivare (su base annua) a quota del 16,5-17% nel mese di aprile. “Sarà difficile, impossibile quasi, che dopo un drammatico aumento del 16 dicembre, il giorno in cui il tasso di sconto era stato portato dall’11,5% al 17%, la recente riduzione del 2% possa favorire un rapido aumento dell’erogazione dei crediti al settore reale dell’economia, mentre aumenteranno i rischi di carattere inflazionistico e crolla la fiducia nelle decisioni fondamentali del governatore della Tsentrobank russa, Elvira Nabiullina”, hanno scritto in una lettera aperta al presidente, Vladimir Putin, gli analisti della banca d’investimento Uralsib Capital.
Una dura reazione da parte della Duma di Stato (la Camera dei deputati del Parlamento russo) non si è fatta attendere: i deputati hanno dichiarato di voler proporre una riforma fondamentale della struttura, e in particolare dello stesso processo decisionale dell’Istituto centrale, che in futuro dovrà basarsi sull’opinione collettiva del gruppo di esperti e sulla posizione della business comunity della Russia. Come ha dichiarato il presidente della Commissione parlamentare per la tutela della proprietà privata Serghej Gavrilov, “deputati ed esperti stanno elaborando un apposito disegno di legge che dovrà cambiare in primis l’articolo 12 della Legge federale “Sulla Banca Centrale della Russia”, aumentando così dalle 12 alle 15 persone il numero dei membri del Consiglio finanziario nazionale, l’organismo per la gestione collettiva della Tsentrobank”. I tre posti supplementari dovranno essere affidati agli studiosi e ai rappresentanti delle Associazioni bancarie di categoria. “Purtroppo – ha dichiarato Gavrilov ai giornalisti – le decisioni della Banca Centrale spesso sono poco trasparenti, peccano di esagerato autoritarismo e sono a volte incomprensibili per gli operatori finanziari”.
Le conseguenze di tali decisioni, ha sottolineato Gavrilov, non di rado portano a conseguenze piuttosto negative per l’economia russa: i corsi di cambio del rublo rispetto al dollaro e all’Euro assomigliano alle “montagne russe”, le attività fondamentali vengono svalutate, mentre aumentano a dismisura i rischi finanziari e creditizi per il settore reale dell’economia russa. “Proprio per questi motivi insistiamo sulla necessità di “introdurre” dei professionisti indipendenti nel Consiglio finanziario nazionale, che attualmente è dominato dai burocrati e dai funzionari statali”, ha dichiarato il deputato della Duma. Ci si aspetta che i propri candidati al Consiglio dovranno proporre l’Accademia delle scienze della Russia e le due associazioni bancarie: l’Associazione delle banche russe e quella delle banche regionali della Russia.
Come previsto dalla Legge russa “Sulla Banca Centrale” il Consiglio finanziario nazionale tra l’altro “analizza le problematiche e prende decisioni, volte a sviluppare e a perfezionare il mercato finanziario e il sistema bancario del Paese, a elaborare le linee guida della politica unica monetaria e creditizia della Russia, nonché prepara progetti di atti normativi destinati a garantire la stabilità del mercato finanziario della Russia”. Attualmente il presidente russo, il Governo e la Duma di Stato nominano al Consiglio nove rappresentanti propri. Altri due membri sono scelti dal Consiglio della Federazione (la Camera alta del Parlamenti), mentre il Consiglio finanziario è presieduto dal Governatore della Banca Centrale. Il Parlamento russo ha più volte criticato la Banca Centrale che gode di una notevole immunità per quel che riguarda la politica monetaria: nemmeno la Procura generale russa ha leve per controllare la legittimità delle decisioni della Tsentrobank, che favorisce la scarsa responsabilità del regolatore per le conseguenze delle proprie decisioni. È iI braccio di ferro vero e proprio tra la Tsentrobank e il Parlamento che accusa l’Istituto centrale di mancato rispetto dell’Articolo 72 della Costituzione della Russia e dell’Articolo 3 della Legge “Sulla Banca Centrale” che mettono “la tutela della stabilità del rublo come scopo principale della politica creditizia e monetaria della Banca Centrale”.
Mentre il portavoce della Banca Centrale ha lasciato senza alcun commento l’iniziativa del Parlamento, molti banchieri russi hanno dichiarato che difficilmente l’apertura del Consiglio a tre esperti indipendenti potrà risolvere i problemi: “I rappresentanti della comunità bancaria collaborano con la Banca Centrale tramite alcuni organismi consultivi”, ha dichiarato al quotidiano “Izvestia” il vicepresidente della Commissione della Duma per i mercati finanziari, Anatolij Aksakov. “I rappresentanti delle banche russe devono partecipare e partecipano alle consultazioni presso la Banca Centrale che, in quanto organismo statale, deve comunque prendere le proprie decisioni in maniera autonoma”, ha detto Oleg Vjughin, presidente del Consiglio di direzione della banca MDM e già vicegovernatore della Banca Centrale (2002-2004).
Infine il professore della Scuola superiore dell’economia, Aleksej Savatjughin, noto per le sue critiche della politica della Banca Centrale ha dichiarato di dubitare dell’iniziativa della Duma: “Ho criticato più volte la Banca Centrale per la scarsa trasparenza e per la mancanza di spiegazioni, desinate agli operatori finanziari. – ha dichiarato alle “Izvestia” il professore Stavatjughin -. Ciononostante, credo che l’introduzione dei cosiddetti “esperti indipendenti” nell’organismo collegiale della Banca Centrale possa provocare un conflitto di interessi e aprire l’accesso alle informazioni insider”. Perciò, ha aggiunto Stavatjughin, il problema della scarsa trasparenza della politica della Banca Centrale va risolto tramite il perfezionamento del meccanismo di consultazioni con la comunità bancaria russa e con gli esperti indipendenti.

Il governatore della Banca Centrale russa, Elvira Nabiullina (a destra), a un colloquio con il presidente russo, Vladimir Putin