Kudrin: la Russia è vicina a una maxi crisi economica

L’ex ministro delle Finanze della Russia, Aleksej KudrinNell’anno appena iniziato l’economia della Russia dovrà affrontare dure prove: nel 2015 la Russia entrerà in una crisi economica a tutti gli effetti, un calo del PIL è previsto anche qualora il prezzo del petrolio dovesse salire a 80 dollari al barile. Il tasso dell’inflazione sicuramente diverrà a due cifre. Lo ha dichiarato il presidente del Comitato delle Iniziative cittadine, Aleksej Kudrin. L’ex ministro delle Finanze della Russia non esclude una stabilizzazione del rublo nel primo trimestre, se non addirittura un suo rafforzamento dovuto al calo delle importazioni.
“Oggi posso dire che stiamo entrando oppure che siamo già entrati in una vera e propria crisi economica, e nell’anno 2015 la percepiremo pienamente”, ha dichiarato Kudrin ai giornalisti.
E le misure anti-crisi del governo russo non avranno l’effetto desiderato in una situazione di opposizione contro l’Occidente, è sicuro Kudrin.

Ecco come sarà la crisi, secondo le previsioni di Kudrin:

  • Se i prezzi del petrolio torneranno ad un livello di 80 dollari al barile, il calo del PIL della Russia nel 2015 “sarà almeno del 2 per cento”.
  • Se invece i prezzi si aggireranno attorno ai 60 dollari, il “PIL crollerà del 4%, se non di più.”
  • Il prossimo anno l’inflazione potrebbe accelerare fino al 12-15 per cento. Dopodiché è possibile una riduzione.
  • L’effetto della svalutazione sui prezzi diminuirà gradualmente, di pari passo con una stabilizzazione del mercato.
  • La Russia otterrà un downgrade nel rating ed entrerà nella categoria degli Stati “spazzatura”.
  • Assisteremo ad una serie di default da parte di medie e grandi imprese, a causa degli innumerevoli debiti, accumulati sia in dollari che in rubli, e per via del deterioramento della situazione economica e della disciplina dei pagamenti.

“Speriamo che questo non influenzerà le banche”, ha dichiarato Kudrin.
Il rublo si stabilizzerà nel primo trimestre del 2015, in primo luogo grazie al calo delle importazioni e, di conseguenza, per via della domanda di moneta. Il rublo potrebbe anche rafforzarsi parzialmente, se il prezzo del petrolio non scenderà. Cominceremo a percepire una significativa riduzione delle importazioni, e la bilancia commerciale sarà positiva. L’offerta di valuta sarà sufficiente. Ci sarà bisogno di 2-3 mesi affinché il tasso di cambio si stabilizzi e venga definito dagli indici fondamentali. Il tasso di cambio continuerà a subire l’influsso di due fattori esterni: il prezzo del petrolio e le sanzioni occidentali (il loro inasprimento o attenuazione).

La crisi economica diverrà anche politica?

La situazione di crisi economica in Russia porterà a un peggioramento delle condizioni di vita della popolazione, aumenteranno le proteste, anche se le istituzioni pubbliche saranno in grado di proseguire con le loro attività, ritiene Aleksej Kudrin.
Mi è difficile dire se la crisi economica diverrà anche politica. Si assisterà ad un calo del tenore di vita, e sarà doloroso. L’attività di protesta aumenterà, ma non pregiudicherà le condizioni di lavoro delle istituzioni pubbliche”, ha dichiarato Kudrin.
“Non mi aspetto che le proteste dovute al deterioramento economico conducano ad una crisi politica”, ha sottolineato l’ex ministro russo.

È necessario riconciliarsi con l’Occidente

In questo caso, secondo Aleksej Kudrin, le misure anti-crisi saranno inefficaci se la Russia non ristabilirà i rapporti commerciali con l’Occidente e non adotterà delle misure per risolvere la crisi ucraina.
“Come devono agire ora il presidente e il governo: ciò che preme maggiormente è la normalizzazione delle relazioni esterne della Russia con i partner commerciali, soprattutto in Europa, negli Stati Uniti e in altri paesi. Il mantenimento di un conflitto così caldo (in Ucraina), pericoloso in termini di inasprimento delle sanzioni, soprattutto finanziarie, ridurrà l’efficacia di ulteriori misure anti-crisi”, ha dichiarato Kudrin. E, in questo caso, non riusciremmo a sfruttarne il potenziale, ha aggiunto.
Secondo l’ex ministro, gli altri Paesi BRICS “garantiscono la sovranità dei propri stati prendendo parte alle relazioni economiche, commerciali e finanziarie mondiali”. 
“Il desiderio di mantenere la sovranità in Russia non si contrappone alla possibilità di continuare a considerare la Russia come un partner commerciale affidabile”,  ha dichiarato Kudrin.