L’economia russa toccherà il fondo a metà del 2015

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha presentato una macro previsione aggiornata e peggiorativa per quanto riguarda lo sviluppo della Russia nel 2015.  Ora si prevede un calo del PIL pari allo 0,8%, un aumento dei prezzi del 7,5%, un deflusso di capitali pari a 125 miliardi di dollari e un calo degli investimenti del 3,5 per cento.

“Il Ministero dello Sviluppo Economico prevede la continuazione della recessione  in Russia anche nel primo trimestre del 2015, mentre nel 2016 è possibile che l’economia russa ricominci a crescere”, ha dichiarato il viceministro dello sviluppo economico, Aleksej Vedev. Secondo il direttore del dipartimento di previsioni macroeconomiche del Ministero dello Sviluppo Economico, Kirill Tremasov, l’economia potrebbe “toccare il fondo” a metà del 2015, dopodiché sono possibili rimbalzi e cambi di rotta.

Il prossimo anno il PIL russo calerà dello 0,8%

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha rivalutato le previsioni relative all’andamento del PIL della Federazione Russa per il 2015. Ora l’ente si aspetta una riduzione della crescita economica dello 0,8%, anziché una crescita dell’1,2% in base alla previsione di settembre. 
Secondo Vedev, la revisione è attribuita principalmente al peggioramento della stima del prezzo medio annuo del petrolio di marchio Urals per il 2015: da 100 a 80 dollari al barile. Ovviamente con il trend attuale sul mercato petrolifero globale (60 dollari al barile di Brent) questa previsione sembra esageratamente ottimistica e dovrà essere ritoccata nei primi mesi del 2015. Inoltre, il Ministero aveva inizialmente previsto una revoca delle sanzioni entro la prima metà del 2015, mentre ora ci si aspetta che dureranno fino alla fine del 2015.

La previsione per l’inflazione del 2015 è peggiorata, arrivando al 7,5%

In aggiunta, il Ministero dello Sviluppo Economico ha rivalutato in negativo le previsioni di inflazione nella Federazione Russa, sia per il 2014, che per il 2015. Secondo il viceministro, nel 2014 il ministero prevede un rincaro dei prezzi pari, approssimativamente, al 9%, anziché il 7,5%, in base alla previsione iniziale. Allo stesso tempo si prevede che in dicembre l’inflazione sarà inferiore all’1%.
La previsione per l’inflazione del 2015 è peggiorata, a detta del viceministro, passando dal 5,5% al 7,5 per cento.

Quest’anno la fuga di capitale crescerà fino a 125 miliardi di dollari

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha inoltre peggiorato le previsioni circa il deflusso di capitali dalla Russia nel 2014, da 100 miliardi di dollari, come annunciato a settembre, a 125 miliardi di dollari; anche le previsioni per il 2015 sono passate da 50 a 90 miliardi di dollari.
Inoltre, il Ministero ha ridotto le stime relative al conto corrente alla fine del 2014 portandole dai 61 miliardi di dollari di settembre a 56 miliardi di dollari. Per il 2015, invece, ci si attende un aumento: da 38 a 64 miliardi di dollari.
In precedenza la Banca Centrale, nella versione aggiornata delle linee guida per la politica monetaria unica statale per il 2015 e per il periodo del 2016-2017, aveva peggiorato la sua previsione riguardo al deflusso netto di capitali dalla Russia: da 90 a 128 miliardi di dollari nel 2014, e da 35 a 99 miliardi di dollari nel 2015.
Secondo la Banca Centrale, l’ingente fuga di capitali dalla Russia di quest’anno è attribuibile a "fattori particolari", legati ai fatti in Ucraina e all’introduzione delle sanzioni contro l’economia russa da parte di una serie di Paesi, le quali hanno peggiorato drasticamente le condizioni di attrazione dei finanziamenti esteri, chiudendo, di fatto, i mercati esteri del capitale nel secondo semestre di quest’anno.

Gli investimenti in immobilizzazioni caleranno del 3,5%

Anche le previsioni relative agli investimenti in immobilizzazioni sono notevolmente peggiorate, visto il mantenimento di un’elevata incertezza dovuta alle tensioni politiche. Ora per il 2015 ci si attende una riduzione degli investimenti pari al 3,5%, anziché una crescita del 2%, com’era stato pronosticato in settembre. 
Le previsioni di crescita della produzione industriale non sono peggiorate in maniera significativa per via della sostituzione delle importazioni: il ministero prevede un aumento dell’industrializzazione nel 2015 pari all’1,1%, anziché dell’1,6%, secondo la scorsa previsione.
Secondo il Governo, “il tasso di cambio medio del dollaro nel 2015 sarà pari a 49 rubli”, ma la situazione sul mercato valutario russo ha smentito drammaticamente queste stime.
L’impetuosa svalutazione del rublo ha costretto il Ministero dello Sviluppo Economico della Federazione Russa, dopo meno di tre mesi dalla pubblicazione dell’ultima versione della macro previsione, a rivedere totalmente quest’ultima nella sezione relativa ai tassi di cambio valutari.
A settembre il ministero aveva previsto che nel 2015 si sarebbero pagati all’incirca 37,7 rubli per un dollaro.  Ora il tasso di cambio medio per il 2015 è stato posizionato ad un livello di 49 rubli per dollaro.
La realtà ha smentito queste previsioni: secondo le stime degli analisti finanziari indipendenti nel mese di gennaio del 2015 un dollaro potrebbe costare 77,99 rubli e un euro potrebbe costare 97,27 rubli. A febbraio il corso del rublo potrebbe scendere a quota 89,69 per un dollaro e 107,6 per un euro. Alla fine del primo trimestre un euro potrebbe costare 112,36 rubli, mentre un dollaro potrebbe arrivare fino a 97,88.
Il Governo russo è stato molto più ottimista riguardo al deprezzamento del rublo nel 2015: secondo le stime del ministero delle Finanze il calo del corso del rublo dovrà continuare, ma a un ritmo più lento per assestarsi nel mese di giugno del 2015 a quota  50 rubli per dollaro. Per il secondo semestre del 2015 la previsione è attualmente fissa ad un livello di 49,7 rubli per dollaro per tutti e sei i mesi. 


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