Il boom dei consumi in Russia

CONSUMI La gente si sbarazza del rublo che perde il peso

Mentre i prezzi in Russia stanno decollando, i consumatori non vogliono più né risparmiare né tanto meno rimandare gli acquisti, anche importanti come case o autovetture, a un futuro non meglio precisato.
I prezzi, in primo luogo delle merci d’importazione, aumentano di giorno in giorno e questo spinge i russi a cogliere il momento: “Temo che prima o poi la moneta unica europea salga dagli attuali 57 a quota 100 rubli per un Euro. Per questo ho venduto in fretta e furia la mia vecchia Skoda Octavia e ho preso al volo una Volkswagen Tiguan. So che molti dei miei amici stanno facendo altrettanto”, ha raccontato a Russia24, Anna Lagutina, direttore di “Podelis teplom”, un’organizzazione non governativa di beneficenza.
Secondo i dati di una recente indagine, pubblicata da Watcom, un centro di analisi di mercato, che ogni anno traccia gli afflussi dei consumatori nei maggiori centri commerci, “un’alta pressione psicologica sta costringendo i russi a sbarazzarsi il più velocemente possibile del rublo, in crescente svalutazione, temendo che un ulteriore deprezzamento, di pari passo con un rafforzamento di dollaro ed euro trasformi in ceneri i loro risparmi”.
Malgrado gli sforzi del Cremlino di frenare la corsa dei prezzi, questa tendenza inevitabilmente porterà ad un rincaro dei prezzi nei negozi anche dei prodotti “made in Russia”, mentre quelli delle merci importate, in primo luogo di automobili, elettrodomestici e abbigliamento, potrebbero crescere in maniera esponenziale.
Watcom ha chiesto ai commercianti di auto, elettrodomestici e abbigliamento d’importazione (pagati ovviamente in Euro o in dollari) e rivenduti in rubli, a quanto potrebbe ammontare il rincaro a breve termine.
Se alla fine di settembre i rappresentanti del retail parlavano solo dell'eventualità di aumentare i prezzi entro l'inizio dell'anno, nella speranza che il tasso di cambio del rublo avrebbe riacquistato la sua posizione, ora ne sono praticamente certi.
Al momento, a dire il vero, si tratta di un "duplice processo": i venditori non sono interessati ad un aumento dei prezzi, ma puntano a vendere il più possibile le merci importate in Russia con il precedente tasso di cambio. Quando questa merce finirà, i prezzi saliranno. I fornitori di prodotti alimentari importati, nella maggior parte dei casi, sono fortemente legati ai contratti e risulta loro impossibile alzare rapidamente i prezzi, anche se, probabilmente, saranno costretti a farlo all'inizio del 2015. Inevitabilmente aumenteranno anche i prezzi delle automobili. A causa del continuo crollo del rublo i produttori sono costretti ad aumentare ancora i prezzi, spiegano i concessionari, ma quando e in che misura non è stato chiarito.
Molti esperti russi consigliano ai cittadini di cominciare a fare grossi acquisti già ora.  Secondo l'agente immobiliare Olga Maltseva, la domanda di immobili è aumentata considerevolmente. "La gente, di norma, acquista appartamenti alla fine dell’anno, dopo aver messo da parte dei fondi nei mesi precedenti. Ora la gente sta chiedendo mutui in maniera attiva. Si teme che i tassi d'interesse possano aumentare", ha sottolineato la Maltseva. Per quanto riguarda i depositi, qui gli esperti raccomandano di non agire in maniera avventata: infatti è meglio non convertire in valuta estera un deposito in rubli, se esiguo, poiché le perdite nel cambio sarebbero notevoli.
Inoltre, aumenta il rischio di una super-inflazione. Nell'ottobre del 2014 l'inflazione in Russia è aumentata dello 0,8%, mentre dall'inizio dell'anno ha eguagliato il 7,1%. A settembre lo stesso indicatore ammontava allo 0,7%. Su basse annua, l'indicatore di ottobre ha raggiunto l'8,3%. Pertanto, tra gennaio e ottobre 2014, rispetto a gennaio-ottobre 2013, i prezzi al consumo sono aumentati del 7,3%, mentre l'inflazione alimentare nel mese di ottobre era 1,5 volte superiore rispetto a quella generale, comunica Rosstat.
Nel mese di ottobre, in cinque regioni della Federazione Russa, i prezzi al consumo di beni e servizi sono cresciuti in media dell'1,5% e oltre; anche nella regione di Smolensk (1,8%), principalmente a causa di un aumento del costo dei servizi pari al 3,1%. A Mosca l'indice dei prezzi al consumo per questo mese era pari al 100,7% (107,1% dall'inizio dell'anno), a San Pietroburgo ammontava al 101,0% (107,5% dall'inizio dell'anno).
"Nel mese di ottobre, il più significativo aumento dei prezzi è stato osservato per alcuni tipi di frutta e verdura. I cetrioli e i pomodori freschi hanno subito un rincaro di 1,4 e 1,3 volte rispettivamente, la patata è aumentata del 9,2%, la cipolla del 6%, le noci del 4,6%, le banane del 3,7%", - si evince dai dati statistici.
Per quanto riguarda i prodotti ittici, i prezzi del pesce congelato sono aumentati del 2,5%, le prelibatezze di pesce affumicato o sotto sale, i filetti di pesce e le aringhe marinate hanno subito un rincaro che va dal 2,0 al 2,3%. Allo stesso tempo il pesce vivo o refrigerato è diminuito dello 0,4%.
Tra i restanti prodotti alimentari osservati sono aumentati del 3,0% i prezzi dei formaggi di produzione nazionale e della brynza (formaggio bulgaro salato), del 2,4% quelli di formaggi a pasta molle o dura, dell'1,5-2,0% i prezzi di carni di pollame, carne macinata, fegato di manzo, conserve di carne, salumi e prodotti a base di carne e pollame, yogurt, ricotta, cioccolato, caramelle e cioccolatini.
Secondo i dati di Rosstat, il costo medio per una spesa minima di prodotti alimentari mensile in Russia alla fine di ottobre era pari a 3043,7 rubli e in confronto al mese precedente tale somma è aumentata dell'1,6% (6,4% dall'inizio dell'anno). 


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