Il Cremlino ai russi: sarà difficile, ma ce la faremo

ANALISI: L’economia russa accusa i sintomi di stallo: il PIL allo + 0,5 per cento

Il Ministero dello Sviluppo Economico della Federazione Russa ha mantenuto ad un livello dello 0,5% le previsioni di crescita del PIL russo per il 2014, riducendo le stime di crescita per il 2015 dal 2% all'1%, ha annunciato una fonte del dipartimento economico-finanziario del governo.
Sono leggermente peggiorate anche le stime del Ministero relative alla crescita del PIL per il 2016 - dal 2,5% al 2,3% - e per il 2017 - dal 3,3 al 3%.
Questa settimana il Ministero dello Sviluppo Economico ha inviato al governo e agli enti competenti una versione corretta della macro previsione per il periodo 2014-2017. Una precedente versione della previsione per il periodo 2014-2017 era stata approvata dal governo a metà maggio.
il Ministro dello Sviluppo Economico Aleksej UljukaevIn giugno e in luglio il Ministro dello Sviluppo Economico Aleksej Uljukaev ha espresso più di una volta l'idea che le stime sulla crescita del PIL per il 2014 potrebbero migliorare, ma senza indicare cifre precise. 
Tuttavia, in primo luogo, le valutazioni del Ministero dello Sviluppo Economico sulla crescita del PIL nel secondo trimestre pari all'1,1% su base annua erano eccessive e i dati Rosstat per il secondo trimestre hanno registrato una crescita dello 0,8% dopo un aumento dello 0,9% nel primo trimestre (in generale per il primo semestre Rosstat ha stimato una crescita dello 0,8%).
In secondo luogo, nel mese di luglio, la situazione non è migliorata: il PIL della Russia, secondo il Ministero dello Sviluppo Economico, si è ridotto dello 0,2% su base annua, dopo un calo dello 0,1% nel mese di giugno.
Date le tendenze degli ultimi due mesi, la continua incertezza geopolitica, l’elevato deflusso di capitale e le alte basi della seconda metà del 2013, il Ministero dello Sviluppo Economico, a quanto pare, ha pensato bene di non variare in meglio le previsioni per la crescita economica.
In questo caso anche il mantenimento, da parte del Ministero, di una previsione per il 2014 allo 0,5% è visto dagli analisti come uno scenario abbastanza ottimistico. Il consensus-forecast predisposto dall'agenzia "Interfax" a fine luglio per quanto concerne la crescita del PIL nel 2014 era pari allo 0,3%.

Le previsioni di crescita industriale per quest'anno sono aumentate

Allo stesso tempo, l'ente ha migliorato le sue previsioni per la crescita della produzione industriale per l'anno in corso dall'1% all'1,7%.
Le previsioni del Ministero sono migliorate anche riguardo al prezzo medio del petrolio nel 2014, passando da 104 dollari a 105 dollari al barile. Mentre per il periodo 2015-2017 si prevede che il prezzo del petrolio rimarrà invariato, ossia 100 dollari al barile.
Il Ministero non ha modificato le previsioni relative al calo degli investimenti in immobilizzazioni nel 2014, pari al 2,4%. Allo stesso tempo ha ridotto le previsioni di crescita per gli investimenti nel 2015 dal 2,4% all'1,5%.

Nel 2014 la fuga di capitali ammonterà a 100 miliardi di dollari

Le previsioni del Ministero per quanto riguarda le importazioni nel 2014 sono peggiorate notevolmente: da 332 a 317 miliardi di dollari. Anche le stime sull'esportazione sono peggiorate, ma non in maniera così incisiva: da 518 a 514 miliardi di dollari. Di conseguenza, le previsioni relative al surplus commerciale sono passate da 186 a 197 miliardi di dollari.
Allo stesso tempo sono peggiorate le stime per la fuga di capitali: da 90 a 100 miliardi di dollari nel 2014 e da 30 a 40 miliardi di dollari nel 2015.

Secondo le stime l'inflazione raggiungerà il 7,5%

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha alzato le sue previsioni di inflazione per il 2014 al 7-7,5% rispetto al target pari al 6%.
Sono peggiorate anche le previsioni di inflazione per il 2015: dal 5% al 6-7%. Le stime precedenti del Ministero posizionavano l'inflazione ad un livello del 5,5-6,5% nel 2014 e 4,5-5,5% nel 2015.
Il peggioramento delle previsioni di inflazione erano attese dagli analisti e, evidentemente, è scaturito dall'introduzione da parte del governo russo di una serie di limitazioni sull'import in Russia di prodotti agricoli ed alimentari.
Secondo i dati di Rosstat relativi alle osservazioni di una limitata gamma di prodotti e di servizi, la crescita dei prezzi al consumo, nel periodo dal 12 al 18 agosto 2014, era pari allo 0,1% dall'inizio di agosto e al 5,4% dall'inizio dell'anno (nel 2013 aveva eguagliato lo 0,1% dall'inizio del mese e il 4,5% dall'inizio dell'anno).  Il 18 agosto l'inflazione su base annua era pari al 7,5% contro il 7,4% della settimana precedente. 
"La scorsa settimana si è registrata un'accelerazione della crescita dei prezzi su alcuni tipi di merci vietate all'importazione (carne di pollame, maiale, pesce, burro)" - è stato riferito nell'ultima rassegna settimanale del Ministero dello Sviluppo Economico.

Le previsioni relative al tasso di cambio del rublo per il periodo 2014-2017 sono rimaste invariate

Il Ministero dello Sviluppo Economico della Federazione Russa ha lasciato invariate le previsioni relative al tasso di cambio del rublo per il periodo 2014-2017. Pertanto la stima semestrale circa il tasso di cambio del dollaro è rimasta ad un livello di 35,5 rubli per il 2014, di 37 rubli per il 2015, di 38 rubli per il 2016 e di 38,8 rubli per il 2017.


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