In Russia la crescita più scarsa del previsto

ANALISI L'industria russa ha cominciato ad accusare segni di rallentamento

Il Servizio Federale di statistica statale (Rosstat) della Russia ha comunicato che nel mese di giugno la produzione industriale in Russia, considerando fattori stagionali e di calendario, si è ridotta dello 0,7% rispetto a maggio (senza contare i suddetti fattori il calo sarebbe dello 0,1%), mentre in confronto al giugno dello scorso anno è incrementata dello 0,4%.
Nei due mesi precedenti i tassi di crescita erano notevolmente superiori: in aprile la produzione industriale era aumentata dello 0,8%, su base mensile, e del 2,4% su base annua. In maggio si era registrato un aumento dello 0,1% e del 2,8% rispettivamente.
Il vice ministro dello sviluppo economico, Andrej KlepachIn generale, nel secondo trimestre, la produzione è cresciuta dell'1,8% su base annua (nel primo trimestre dell'1,1%), e in generale alla fine del semestre la crescita era pari all'1,5%. I dati di Rosstat si sono rivelati di gran lunga peggiori rispetto alle stime dei maggiori economisti, che per giugno avevano previsto una crescita dell'industria nazionale pari all'1,8-2% all’anno.  Anche le stime del Ministero dello sviluppo economico russo, come si è visto in seguito, erano troppo ottimistiche: il Ministero aveva previsto che nel secondo trimestre la produzione industriale sarebbe aumentata del 2,5%, e in generale, alla fine del primo semestre, dell'1,8%.
Gli esperti spiegano questo fenomeno con la riduzione della domanda al consumo e con il rafforzamento del rublo, in attesa di un ulteriore peggioramento della situazione, scrive RBK. "Prima i fattori di crescita industriale erano legati alla svalutazione del rublo e alla sostituzione delle importazioni", ha spiegato all'agenzia Jaroslav Lisovolik, capo economista di Deutsche Bank.
"Non vediamo quali fattori potrebbero influire in maniera significativa sul settore industriale, che molto probabilmente proseguirà verso la via della stagnazione. L'unica nota positiva è che una certa possibilità di sostituire le importazioni in alcuni settori sensibili rimane", - si legge nella valutazione della società IGN.
"Poiché una parte di consumatori ha iniziato a rivolgersi a merci nazionali, possiamo affermare che il cosiddetto processo di sostituzione delle importazioni in parte sostenga l'industria russa", - ritiene Valerij Mironov, uno dei maggiori esperti del Centro di sviluppo della High School of Economics.
Secondo gli esperti un certo attenuamento del calo potrebbe essere garantito dallo sviluppo di quelle produzioni, che per altro godono del sostegno statale, volte a sostituire le merci importate dall'Ucraina e a rafforzare la cooperazione con la Cina.  Allo stesso tempo un ulteriore peggioramento della situazione causerà una riduzione dei redditi reali della popolazione.
I problemi principali delle grandi aziende, al momento, consistono nel fatto che le regole del gioco siano indefinite e i mezzi finanziari insufficienti, ricordano gli esperti. Di conseguenza le imprese non traggono vantaggio dall'investire in lunghi cicli di produzione, poiché le regole del gioco future rimangono incerte. E’ molto più conveniente occuparsi di commercio, servizi, operazioni finanziarie, ossia di attività liquide, che garantiscono un profitto veloce, piuttosto che investire a lungo termine nell'industria.
Allo stesso tempo sono stati registrati dei dati relativamente positivi nell'economia della Federazione nel secondo trimestre: sono leggermente superiori alle aspettative e conducono ad un miglioramento delle previsioni relative alla crescita del PIL, della produzione industriale, dei prezzi del petrolio e del tasso di cambio del rublo, ha dichiarato in un'intervista all’agenzia stampa Interfax il vice ministro dello sviluppo economico, Andrej Klepach. Secondo quest'ultimo, la crescita dell'economia quest'anno sarà anche superiore allo 0,5% (è la previsione ufficiale attuale per il 2014). "Non vorrei azzardare dei numeri precisi. Lo faremo in seguito", - ha dichiarato.
"La situazione è instabile, ma sia in precedenza, sia ora ci basiamo sul fatto che nel secondo semestre si osserverà comunque un andamento positivo, se si considerano fattori stagionali e di calendario, anche se tale fenomeno può essere visto come una leggera ripresa piuttosto che come una crescita stabile", - ha aggiunto Klepach.
Klepach ha anche sottolineato che i dati iniziali del Ministero dello Sviluppo Economico per il secondo trimestre del 2014 mostrano che l'economia russa è riuscita ad evitare una recessione tecnica. A detta sua, sulla base delle stime preliminari del ministero, nel secondo trimestre il PIL sarebbe aumentato dell’1,2% in termini annuali dopo un aumento dello 0,9% nel primo trimestre.
La crescita della produzione industriale nel 2014, molto probabilmente, risulterà superiore alla previsione attuale dell'1% e potrebbe eguagliare approssimativamente l’1,6%, ha dichiarato il vice ministro.
Come si è detto, secondo i dati di Rosstat, in maggio la crescita della produzione industriale russa su base annua si è velocizzata passando dal 2,4% del mese di aprile al 2,8%, e in 5 mesi ha eguagliato l’1,7%. Eppure il calo della crescita industriale pari allo 0,7%, registrato nel mese di giugno, potrebbe rivelarsi una "doccia fredda" per il Cremlino. 


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