Denaro dello Stato russo per aumentare l’export

Il Ministero dello Sviluppo Economico propone di creare un unico istituto di sostegno per l’export fondato su EXIAR e Roseximbank - A seconda delle statistiche doganali del Cremlino nel gennaio del 2014 tra i Paesi europei, l'Italia è stato il terzo maggiore partner commerciale della Russia.

Il Primo Ministro della Federazione Russa, Dmitry Medvedev, ha preteso dal governo un perfezionamento delle misure di sostegno all’export di merci non classificabili come materie prime. “Il sussidio garantito dalla Vneshekonombank l’anno scorso era pari a 120 miliardi di rubli ed ha permesso l’esportazione di produzione industriale russa per una somma superiore ai 600 miliardi di rubli. In generale è troppo poco. Nel 2014 si prevede di inviare ancora come garanzia circa 100 miliardi di rubli. Tali somme non sono sufficienti per un sostegno efficace alle esportazioni. Lo capiamo. Ecco perché il sistema deve essere cambiato”, - ha dichiarato Medvedev durante la riunione del governo relativa all’esportazione di questo tipo di merci.
Il primo ministro della Russia, Dmitrij MedvedevSecondo il premier, la struttura delle esportazioni di merci non classificabili come materie prime necessita di una modernizzazione seria, e ciò riguarda anche un incremento della produzione ad alto contenuto tecnologico.
Inoltre il premier ha richiamato l’attenzione sull’accesso a risorse finanziarie a lungo termine e facilmente reperibili, nonché sull’accompagnamento di contratti d’esportazione che fungano da garanzia. Ha anche dichiarato che le rappresentanze commerciali russe all’estero dovrebbero lavorare efficientemente, “altrimenti sono semplicemente inutili”.
Il Ministero dello Sviluppo Economico, a sua volta, ha proposto di creare all’interno della Vneshekonombank un unico istituto per il sostegno dell’export fondato sull’Export Credit Insurance Agency of Russia (EXIAR) e sulla banca “Roseximbank”, ha dichiarato il ministro dello sviluppo economico Aleksej Uljukaev durante la riunione del governo.
“Riteniamo che debba esserci un unico istituto che combini un supporto creditizio e assicurativo. Crediamo in una maggiore solidità del coordinamento tra EXIAR e Roseximbank, che tutt’ora rientrano nel gruppo Vneshekonombank. Ciò è dovuto anche all’ulteriore capitalizzazione di Roseximbank, che avrebbe permesso di garantire tale sinergia”, - ha puntualizzato Uljukaev.
Intanto la bilancia positiva del commercio estero russo nel gennaio del 2014 (l’ultimo dato disponibile, n.d.r.) è aumentata rispetto all’analogo periodo del 2013 del 10,1% salendo a quota 20,7 miliardi di dollari.
Allo stesso tempo gli interscambi commerciali della Russia con l’estero sono diminuiti nel mese di gennaio del 2014 rispetto al gennaio dell’anno scorso del 2,4%, totalizzando 57,6 miliardi di dollari, dei quali l’interscambio commerciale con i Paesi della Csi è stato pari a soli 6,8 miliardi di dollari (13,1% delle esportazioni totali).
Nel gennaio del 2014 la Russia ha esportato prodotti e servizi per un totale di 39,2 miliardi di dollari (+0,6% rispetto al corrispondente mese del 2013).
Nel primo mese dell’anno la Russia ha importato prodotti e servizi per 18,4 miliardi di dollari, ovvero l’8,3% al di sotto dei risultati registrati nel gennaio del 2013. Le esportazioni verso la Russia dei Paesi extra Csi dono state pari al 90,5% dell’export totale.
Come prima alla base delle esportazioni russe verso i Paesi extra Csi si sono trovati prodotti gas-petroliferi, che hanno costituito il 77,5% dell’export totale russo.
Invece dai Paesi extra Csi la Russia ha importato nel gennaio del 2014 principalmente (il 49,6%) macchine e impianti tecnologici.
L’Unione Europea è stato il primo partner commerciale della Russia: gli scambi commerciali tra la Russia e i Paesi della Ue sono stati pari al 50,5% del commercio estero della Russia (+0,7% rispetto al gennaio del 2013).
Sul piano globale per i singoli Paesi in base alle statistiche doganali della Russia al secondo posto della lista dei maggiori partner commerciali del Paese si è trovata la Cina con 7,1 miliardi di dollari di scambi commerciali (+16%), al terzo posto si è trovata l’Olanda (5,4 miliardi di dollari, -2,1%), la Germania (4,7 miliardi di dollari, -0,2%), l’Italia (3,9 miliardi di dollari, +5,8%), la Turchia (2,6 miliardi di dollari, -3%), la Gran Bretagna (2 miliardi di dollari, +11,4%), gli Stati Uniti (1,6 miliardi di dollari, +8,9%).