Il Cremlino potrà rinviare il passaggio alla liberazione del corso del rublo

I tassi d’interesse elevati frenano la crescita

Il raggiungimento dei ritmi di crescita economica previsti dal programma quinquennale del Governo russo è impensabile se la Banca Centrale aumenta i tassi d’interesse. È questa l’opinione del vice ministro dello sviluppo economico Andrej Klepach.
“Sorgono serie domande riguardo alle prossime mosse del Governo e della Banca Centrale Russa. Tutti ammettono che i tassi d’interesse elevati rappresentano uno dei freni per l’economia. I tassi d’interesse reali, nonostante il rallentamento dell’inflazione lo scorso anno, sono aumentati, anche quelli sui crediti con termine superiore ad un anno. Tale tendenza continua anche ora con i prestiti alle imprese. Se la Banca Centrale Russa prendesse misure tradizionali di questo tipo, seguendo l’esempio della Turchia e di altri Paesi simili, vale a dire innalzando i tassi d’interesse, ritengo che quasi sicuramente non assisteremmo ai ritmi di crescita attesi per quest’anno”, ha dichiarato Klepach.
Il vice ministro dello sviluppo economico Andrej KlepachPer questo, a detta del vice ministro, in tale processo è molto importante “tutta quella serie di strumenti che la Banca Centrale possiede, inclusa la questione dell’accordo tra la sua politica monetaria, valutaria e di credito, da un lato, e la politica macroeconomica dall’altro, e non solo la politica di bilancio del governo”.
La liberazione del rublo è da prorogare
Anche il vice ministro ritiene che il passaggio al livello d’inflazione target non dovrà essere completato nel 2015.
“Esprimerò il mio punto di vista: penso che il passaggio al livello d’inflazione target non potrà avvenire nel 2015, ma ci vorrà più tempo. Perché la nostra economia, vista la debolezza strutturale del conto corrente, è costretta in un modo o nell’altro ad avere dei target su più livelli: non solo a livello d’inflazione, ma considerando anche altri fattori, altri rischi, ossia i rischi di un conto zero o negativo sulla operazioni attuali, o quelli relativi all’influsso della politica monetaria e della politica valutaria sulla crescita economica”, - ha dichiarato.
Klepach ha affermato che “la Banca Centrale è abbastanza coerente e per quanto riguarda il corridoio valutario agisce secondo i principi e le regole annunciate”.
Il rublo a basso costo è un aiutante fedele per la crescita
Klepach non è d’accordo con l’opinione di molti esperti secondo i quali in questa tappa dello sviluppo economico, a differenza del 1998, il calo del valore del rublo influenzerà l’economia o negativamente o in maniera neutrale.
“Innanzitutto, per la precisione, il livello della capacità produttiva sta calando ormai da quasi un anno e, secondo le statistiche ufficiali, è pari a circa il 60%. Per questo è possibile risollevarlo come minimo del 20%. Non importa quali calcoli o quali complessi modelli d’indagine conduciamo, perché la realtà ci mostra ogni giorno che il rafforzamento del tasso di cambio del rublo rallenta invece che facilitare la modernizzazione tecnologica”, - sottolinea Klepach.
Secondo il vice ministro, in ogni caso, “le imprese hanno assai poco reddito, la modernizzazione in gran parte s’indebita e il problema dipende soprattutto dai tassi d’interesse”.