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SETTORI DELL'ECONOMIA N.40

Bielorussia – Economia: procedono progetti nel settore energia, fosfati, vetro. Bene anche l’industria meccanica

Entro ottobre sarà operativo il primo generatore della centrale nucleare di Ostravets. Avviata estrazione nel sito minerario di Nezhinsky. Neman Glass produrrà anche cavi in fibra.
Intanto il Governo cerca di rafforzare risorse finanziarie in valuta nazionale ed estera.

La Bielorussia si è mantenuta nella linea di condotta decisa dal presidente Lukashenko di proseguire senza mutamenti l’insieme della attività economiche e di procedere con i progetti avviati.

1.200 Megawatt

Primo tra tutti il precollaudo del primo generatore da 1.200 Megawatt della centrale nucleare di Ostrovets che, secondo quanto annunciato dal ministro dell’energia, Viktar Karankevich, inizierà in luglio e si concluderà a fine settembre o inizio di ottobre, quando, se tutto funzionerà come previsto, l’impianto ad acqua pressurizzata, costruito da Rusatom, inizierà a produrre elettricità. Un secondo generatore dello stesso tipo (VVER3) e di uguale potenza, dovrebbe diventare operativo l’anno prossimo. Resta formalmente aperto un contenzioso con la Lituania che considera l’impianto, localizzato nei pressi della frontiera tra i due Paesi e a soli 40 chilometri da Vilnius, una minaccia per l’ambiente e la sicurezza.

Un boicottaggio improbabile e anche autolesionista

 L’avvio, previsto in ottobre, della produzione della centrale nucleare bielorussa di Ostrovets, ha spinto il Parlamento lituano (Seima) a una offensiva inaspettata: ha chiesto all’Unione europea di avviare una serie di sanzioni contro la Bielorussia e la società russa Rosatom che sta ultimando i lavori per la messa in attività dell’impianto. Quali sono i motivi? Secondo la Lituania si tratta di un problema di sicurezza. Tesi non facilissima da sostenere in quanto nella UE sono operativi altri impianti costruiti da Rosatom, in Ungheria e in Bulgaria. Il fatto è che la Lituania, per entrare nella UE ha dovuto chiudere una propria centrale nucleare localizzata a Ignalina. E quindi c’è anche un impulso di rivalsa, diffuso anche in una parte dell’opinione pubblica,  verso la Bielorussia che non solo ha deciso di proseguire nell’opzione nucleare, ma intende vendere l’elettricità prodotta ai Paesi Baltici, inclusa la Lituania.
Il paradosso è che in molti casi, il boicotaggio nei confronti di Minsk finirebbe per danneggiare la stessa Lituania i cui porti servono flussi diretti in Bielorussia o che comunque transitano dallo stesso Paese. E sarebbero quindi introiti mancati.  E lo stesso vale per ferrovie, oleodotti eccetera. Anche la decisione di scollegarsi dalla rete di interconnessione Brell che collega Russia, Bielorussia e Paesi Baltici costa alla Lituania che ora, diventata importatrice netta, compra l’energia aggiuntiva di cui ha bisogno dalla Polonia. E non è detto che le pressioni per far uscire dalla stessa rete anche Estonia e Lettonia avranno successo in quanto occorrerà costruire una rete di interconnessione alimentata con impianti adeguati.

2 milioni di tonnellate anno di cloruro di sodio

Altra iniziativa in fase di avvio è lo sfruttamento del sito minerario di  Nezhin. A fine marzo le due macchine di perforazione hanno incontrato, a 567 metri di profondità, i primi strati di rocce potassiche. Nezhin è collegato al grande giacimento di Starobinskoye. In aprile è stato poi ultimato l’allacciamento del sito alla rete elettrica. L’attività, fa capo a una nuova società (Slavkaliy) controllata dalla Safmar di Mikhail Gutseriyev. Resta ora da ultimare l’impianto di lavorazione e raffinazione del minerale che dovrebbe diventare operativo  entro fine anno . La produzione prevista è di 2 milioni di tonnellate l'anno di cloruro di potassio. Da rilevare che in aprile, il primo produttore bielorusso di fertilizzanti potassici, il gruppo statale Belarusian Potash Company, ha concluso un accordo con gli acquirenti cinesi dei gruppi Sinochem, Cnooc e Cnpc  che fissa in 220 dollari a tonnellata, per tutto il 2020, il prezzo del prodotto.

Non solo cristalli per Neman Glass

In aprile poi lo stesso presidente Lukashenko si è recato di persona nello stabilimento di Neman Glassworks, storica azienda conosciuta nel mondo per la produzione di oggetti artistici in vetro e cristallo, annunciando che entro breve, come suggerito peraltro dal management, sarà avviata anche una nuova attività: la produzione di cavi in fibra di vetro. “E’ un’occasione di espansione con un prodotto che è richiesto anche all’estero, e i soldi per l’investimento li troverò io”, ha garantito, ammonendo però che in cambio l’azienda dovrà lavorare “duramente” per meritarseli.


Gomselmash triplica le vendite


Il primo trimestre si è chiuso poi in modo abbastanza positivo per alcune delle aziende trainanti del Paese, soprattutto nel settore della meccanica.
Gomselmash, principale costruttore di macchine da raccolta, ha venduto nel primo trimestre oltre 400 mietitrebbia, di cui 270 esportate all’estero, principalmente in Russia, Ucraina e Kazakistan. Stando a quanto dichiarato dal management della società, il dato corrisponderebbe a un aumento superiore al 300% su base annua.
In aumento, sia pure molto più contenuto (+ 6% su base annua),  anche la produzione (e le esportazioni) di MMZ (Minsk Motor Plant): la crescita è pari al 6% in termini di motori prodotti nel primo trimestre  che ammontano a 11mila unità e del 20% in termini di ricavi.
MMZ è attualmente impegnata nella messa a punto di un turbodiesel compatibile con le norme euro 5 dotato di riduttore catalitico. La gamma di motori MMZ a 4,6 e 8 cilindri copre una vasta gamma di potenze che va da 40 a 450 hp ed è impiegata prevalentemente su trattori e mezzi agricoli, mezzi pesanti, autobus, generatori e macchinari industriali.

 

 

 

Petrolio: nuovi fornitori via mare per Belneftchim

Nel settore petrolifero dopo l’accordo intergovernativo tra Mosca e Minsk sulla riduzione dell’imposta praticata dalla Russia sulle esportazioni di petrolio sono riprese le forniture alle due grandi raffinerie del Paese che, a loro volta, sono importanti esportatrici anche in direzione dell’Unione Europea (Germania, Polonia ecc).
In aprile sono state 1.560.000 tonnellate. In maggio ammonteranno a 1.130.000 tonnellate.La Bielorussia prosegue comunque nella attivazione di altre forniture con l’obiettivo, a medio termine, di una maggiore diversificazione geografica. In aprile ad esempio è arrivato un primo carico via nave da 80mila tonnellate, inviato dall’Aramco saudita. E’ stato sbarcato nel porto lituano di Klaipeda  con successivo trasporto per ferrovia. Nel mese precedente era sbarcato, nello stesso porto, un carico da 85 mila tonnellate proveniente dall’Azerbagian e un altro di uguale portata era sbarcato a Odessa, sempre con successivo trasbordo su ferrovia.

 

Emissione da 10 miliardi in rubli

Sul fronte finanziario il Governo sta cercando di accumulare riserve per fare fronte alla crescita delle spese e diminuzione degli introiti prevista sia nel bilancio dello Stato che nei conti con l’estero.

In aprile è stata fatta un’emissione di 10 miliardi di Buoni del Tesoro con scadenza a 5 anni e un tasso pari all’8,5% collocata prevalentemente presso investitori istituzionali sul mercato russo. Le banche di collocamento erano Gazprombank, Sovcombank, Otkritie Bank ed Eurasian Development Bank. I titoli sono ora quotati sul Moscow Stock Exchange.

Più complessa la costruzione di un ammontare sufficiente di riserve in valuta da utilizzare in caso di aggravamento degli squilibri della bilancia commerciale.

 

Trattative con Istituzioni finanziarie internazionali
Trattative avanzate sono state effettuate con la Banca Europea di Ricostruzione e Sviluppo (Bers) che, stando a dichiarazioni “semiufficiali” del servizio stampa, avrebbe in programma nuovi finanziamenti per un ammontare pari a 400 milioni di euro. L’anno scorso erano stati deliberati finanziamenti per 390 milioni finalizzati alla costruzione di infrastrutture e a investimenti privati. Quest’anno è previsto che una parte sia utilizzabile anche per interventi mirati a fornire liquidità sotto diverse forme a banche e imprese.
Contestualmente il ministro delle Finanze, Maksim Yermolovich, ha avviato trattative con le maggiori Istituzioni finanziarie internazionali: Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale (FMI), Banca Europea di Investimenti in aggiunta a Banca di Sviluppo e Fondo di Sviluppo Euroasiatici e alla Banca Asiatica di Investimenti e Infrastrutture (AIIB).
Yermolovich ha aggiunto che è prematuro indicare delle cifre definitive anche se è ufficiale che la richiesta al FMI ammonterebbe a 900 milioni di dollari da versare in due rate annuali.

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