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OPPORTUNITA' N.41

EAEU – Strategie: il Consiglio Supremo affronta il Piano Strategico 2021 – 2025

 

L’approvazione definitiva è demandata al prossimo incontro. Resta da definire un accordo condiviso sul settore Oil&Gas con relative infrastrutture e tariffe di trasporto.

In maggio si è tenuta, in videoconferenza, una sessione del Consiglio di Presidenza (Supreme Council) dell’Unione Economica Euroasiatica a cui hanno partecipato il presidente bielorusso, Alexander Lukashenko, il primo ministro armeno  Nikol Pashinyan, i  presidenti del Kazakistan Kassym-Jomart Tokayev, del  Kyrgyzstan Sooronbay Jeenbekov, della Moldova,  Igor Dodon (in qualità di osservatore), della Federazione Russa, Vladimir Putin e il presidente della Commissione Economica Eurasiatica , Mikhail Myasnikovich.

A seguito della riunione è stato approvato un documento che conferma gli interventi programmati per il 2021 mirati a contrastare gli effetti economici della crisi coronavirus sui singoli Stati e più in generale l’impatto della stessa crisi sull’economia e sul commercio mondiale con particolare riguardo anche al settore Oil&Gas.

E’ stato anche affrontato l’argomento più importante e cioè il piano quinquennale mirato a far progredire l’integrazione economica all’interno dell’Unione sulla base di una bozza messa a punto dalla Commissione con il contributo di tutti i Paesi aderenti. L’approvazione del documento definitivo è stata demandata al prossimo summit che si terrà con la presenza fisica di tutti i partecipanti.
Le indicazioni per finalizzare l’accordo sono state sintetizzate in un documento di “indirizzo” destinato ai rispettivi Governi che avranno il compito di individuare un approccio condiviso in tutti gli aspetti, incluso quello, tuttora controverso, del mercato e delle infrastrutture del settore Oil&Gas.

Il percorso finalizzato a una maggiore integrazione dell’Unione Economica Eurasiatica indicato nella proposta di programmazione strategica 2021-2025 messa a punto dalla Commissione è  contenuto in un corposo documento suddiviso in 11capitoli tematici. Prevede l’introduzione di oltre 60 nuove regolamentazioni di settore con più di 330 indicazioni applicative, in aggiunta a 25 emendamenti e integrazioni al Trattato dell’Unione, a 13 accordi internazionali e a numerose modifiche alla legislazione interna degli Stati membri

 

Le divergenze sono state riassunte dal presidente Putin nei termini seguenti. “Secondo il punto di vista dell’Armenia e della Bielorussia si dovrebbe introdurre una tariffa unica all’interno dell’Unione. Noi riteniamo invece, analogamente a Kazakistan e Kyrghizistan, che queste devano essere stabilite a condizioni di mercato, prevedendo anche un ragionevole ritorno economico. Il passaggio a una tariffa unica avrebbe senso solo nel contesto di un’Unione con un budget e una tassazione comune e questo non è ancora il nostro caso. Credo quindi che la soluzione migliore, nel caso non dovessimo trovare un accordo, sia di scorporare questo tema affidandolo a negoziato diretto tra i diversi Governi, in modo da poter approvare i restanti contenuti del programma fino al 2025 che richiede di affrontare importanti sfide”.
Che Putin ha identificato nella messa a punto un contesto amministrativo e regolatorio in grado di dare effettiva attuazione della prevista integrazione dei mercati di beni,  servizi e risorse umane, sviluppando anche le corrispondenti piattaforme e procedure informatiche da condividere.
In aggiunta alla messa a punto di iniziative comuni mirate allo sviluppo di innovazioni strategiche nel campo delle tecnologie, allo sviluppo di progetti comuni per aumentare la produzione di beni e servizi che attualmente vengono importati e per garantire la piena sicurezza alimentare.

In questo contesto il presidente russo ha sottolineato anche l’importanza della collaborazione tra i diversi operatori nazionali nel campo della formazione e della ricerca e ha ribadito la necessità di una presenza rafforzata delle Banca e del Fondo di Sviluppo euroasiatici.
Il tutto in un clima di dialogo rafforzato con le diverse iniziative di cooperazione regionali e internazionali: la Confederazione degli Stati Indipendenti, l’Asean che raggruppa i Paesi del Sudest Asiatico, la SCO (Shanghai Cooperation Organisation) che include anche India, Cina, Pakistan, Uzbekistan e Tagikistan.
E’ una visione, quella proposta da Putin, che integra quella promossa dal Governo di Pechino con la Nuova Via della Seta (Chinese Belt and Road Initiative) in direzione di quella che il presidente della Federazione Russa  ha definito come “Greater Eurasian Partnership”.

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