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FINANZA E MERCATI N.54

Uzbekistan: l'iniziativa di Mirziyoyev crea opportunità anche per le PMI italiane (Intervista a Luigi Iperti)

Il presidente della Camera di Commercio italo–uzbeka, che ha seguito in modo approfondito il Convegno di Tashkent dedicato alla promozione della nuova imprenditoria privata, sottolinea  come le nuove decisioni emerse dall'evento potranno agevolare l'ingresso sul mercato anche alle nostre aziende 

Ingegner Iperti, tenuto conto della sua lunga esperienza relativa all'economia e al mercato uzbeko, in cosa consiste, secondo Lei, il principale significato dell’incontro di agosto?

La prima osservazione, importante riguarda la focalizzazione dell’evento sulle piccole e medie imprese. Che indica come il presidente Mirziyoyev attribuisca un’importanza strategica all’apporto e al rafforzamento di un’imprenditoria che si è sviluppata in questi anni, grazie ai processi di privatizzazione ed apertura dell’economia privatistica. È evidente che in Uzbekistan esisteva da tempo un dinamismo imprenditoriale latente. Ma restava in buona parte bloccato da un sistema fortemente centralizzato e burocratizzato. Il messaggio è stato reciproco: Mirziyoyev, appena assunta la presidenza, ha chiarito che le cose sarebbero cambiate. E il Paese ha immediatamente reagito con un entusiasmo che può sorprendere solo chi ignora che l’Uzbekistan, nei secoli passati, ha sempre espresso una forte vocazione commerciale e imprenditoriale in Asia Centrale. Iniziando dall’epoca dell’Impero Macedone e successivamente dell’antica Via della Seta fino a tempi più recenti. I dati sono eloquenti: da quando Mirziyoyev ha assunto la presidenza il numero di imprese private ufficialmente recensite nel Paese è triplicato e alcune hanno assunto ormai dimensioni rilevanti.

 

E’ una svolta che però richiede ulteriori passaggi?

Certamente. Ed è questo il senso dell’operazione. In sostanza Mirzoyayev ha aperto un dialogo diretto con questa imprenditoria emergente, consapevole del fatto che l’entusiasmo da entrambe le parti, e le riforme fin qui attuate, sono importanti ma non bastano. Occorrono ulteriori interventi strutturali, a livello di sistema. Di qui la vasta consultazione con la raccolta di critiche e suggerimenti operata prima di questo incontro e la successiva identificazione delle 7 aree di intervento in cui il Governo promette di impegnarsi per rispondere alle attese emerse. Ma prima vorrei aggiungere un’osservazione che riguarda invece le nostre imprese.

E cioé?
E’ una grande opportunità per l’Italia. E’ noto infatti che il nostro sistema economico, con tutti i suoi pregi e difetti, ha però maturato un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale : rispondere alle esigenze specifiche delle piccole e medie imprese. E’ un aspetto che riguarda in particolare l’intero settore dei macchinari e della meccanica strumentale, la fornitura di soluzioni e sistemi di automazione avanzati. Dove siamo in grado di intervenire con tecnologie perfettamente affidabili e una flessibilità sconosciuta ad altri competitor inclusi quelli asiatici. Ed il valore aggiunto è la nostra assistenza operativa per cui l’imprenditore locale viene aiutato a produrre, specialmente nella fase iniziale dell’avviamento degli impianti. La conferma di queste opportunità viene dai tanti contratti acquisiti dalla piccole medie imprese italiane, in aggiunta ad alcune significative commesse acquisite nel Paese da aziende importanti come Danieli, Pietro Fiorentini, Wood-Foster Wheelered altre. Vorrei anche evidenziare che migliori condizioni disponibili per l’imprenditoria uzbeka agevolano anche possibili investimenti di operatori italiani in J.V. con piccoli e medi imprenditori uzbeki.

 

Sui nuovi mercati, inclusi quelli centroasiatici, però una difficoltà ricorrente è rappresentata dalla capacità creditizia degli acquirenti, soprattutto se si tratta di nuove imprese?
E’ anche per questo che l‘evento di Tashkent riveste una particolare importanza. L’accesso a condizioni creditizie più accettabili è stata una delle richieste prevalenti da parte delle imprese (40% delle raccomandazioni/osservazioni pervenute) ma è anche un tema su cui il Presidente si è maggiormente esposto, indicando una “roadmap” coerente di interventi. Quali sono infatti i problemi indicati dalle imprese?
Innanzitutto i tassi piuttosto elevati praticati dalle banche in aggiunta a scadenze non sufficientemente lunghe. E la difficoltà di fare fronte ai rischi di cambio per chi si indebita in valuta. Non c’è nulla di nuovo: sono problemi ricorrenti incontrati dalle PMI nella maggior parte dei Paesi in via di sviluppo. Ma le indicazioni di Mirzoyoyev, anche in questo caso sono state precise. E realiste. Il primo intervento annunciato riguarderà infatti la ricapitalizzazione del sistema bancario per un equivalente di 600 milioni di dollari , attraverso il ricorso alle principali Istituzioni finanziarie internazionali in aggiunta al collocamento previsto sui mercati di un emissione per un ammontare equivalente a ulteriori 470 milioni in valuta nazionale. Sono passi significativi anche in direzione del consolidamento di un mercato monetario e dell’internazionalizzazione del som uzbeko. Inoltre, e questo è un passaggio fondamentale, è prevista l’apertura del mercato creditizio anche alle banche estere. Quindi con un’apertura alla concorrenza e l’accesso a soluzioni finanziarie e di credito commerciale più avanzate. E spero che anche il Sistema Italia, quindi le nostre banche, la Sace, la Simest riescano a inserirsi attivamente nel nuovo scenario che si prepara.  Aggiungo anche l’effetto positivo sulla liquidità delle PMI derivante dal forte alleggerimento, peraltro già avviato, nei carichi fiscali che gravano sulle Pmi.

 

Fiscalità più agevole quindi?

Sono già state effettuate due successive riduzioni nella tassazione sui redditi. A cui si è affiancato un importante processo di semplificazione. In passato si contavano 16 diverse categorie di imposte. Ora sono ridotte a 9. Attualmente un importante provvedimento è la riduzione dei contributi al fondo pensione con la modifica del meccanismo di calcolo che prevedeva un’imposizione pari a 3,2% sul fatturato. Sono state sospese le tasse su immobili e terreni per alcune categorie particolarmente colpite dalle conseguenze della pandemia come le attività alberghiere e di ristorazione. Lo stesso è avvenuto per le royalties di estrazione che gravano sulle imprese di materiali da costruzione. Il processo di semplificazione delle procedure e di riduzione dei tempi amministrativi procede ulteriormente con l’intero capitolo degli adempimenti IVA inclusi i rimborsi alle imprese esportatrici. Il Governo sta anche riesaminando l’intero settore dei dazi doganali con l’obiettivo di non penalizzare le imprese che hanno bisogno di importare materiali e semilavorati.

 

Sono state annunciate anche modifiche importante nel regime di proprietà dei terreni...

Sì. Attualmente appartengono per legge allo Stato. Senza entrare nei particolari il concetto ora è che sarà possibile anche per i privati accedere alla proprietà con modalità diverse, inclusi meccanismi di asta. Ma nel corso dell’incontro di agosto è stato anche chiarito che i terreni su cui insistono attività produttive non rientrano in questo processo. Al contrario si cercherà di attribuirne la proprietà a chi già li occupa.

 

Agevolazioni a chi investe anche per l’allacciamento alle reti?

Sì. Per acqua, energia (gas ed elettricità) e strade il Governo è disponibile a farsi carico dei costi qualora l’investimento sia uguale o superiore a 19 milioni di dollari. Prima la soglia era di 50 milioni. E comunque per tutti sono stati ridotti i tempi di allacciamento alle reti esistenti che non possono superare i 50 giorni. In caso di mancato rispetto delle scadenze i gestori saranno penalizzati.

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