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FINANZA E MERCATI N.41

Bielorussia - Cereali: più valore con la trasformazione in aminoacidi per alimentazione animale

La consistente produzione cerealicola del Paese è valorizzata da tempo come input per il settore dell’allevamento e delle relative filiere. Una scelta vincente che ora si estenderà ulteriormente con la produzione di proteine per l’alimentazione animale

La produzione cerealicola della Bielorussia totalizza, mediamente, 7,5 milioni di tonnellate all’anno, sia pure con significative oscillazioni. L’ultima annata è stata particolarmente favorevole con circa 8,3 milioni di tonnellate. Nelle annate meno favorevoli il Paese è occasionalmente importatore ma il motivo risiede nell’elevato consumo di mangimi che alimentano invece le due principali  filiere esportatrici del Paese.

Produzione cerealicola della Bielorussia (2018-2019)

Prodotto

Migliaia di tonnellate

Grano

2.800

Orzo

1.500

Mais

1.300

Grano saraceno e triticale

1.600

Diversi

1.070

Totale

8.270

 

Le strategie agricole della Bielorussia infatti sono da tempo focalizzate sulla produzione lattiero casearia e di carni con esportazioni vicine a 5 miliardi di dollari all’anno. Secondo i dati forniti dal ministero dell’agricoltura la popolazione bovina ammonta a 4,3 milioni di capi di cui oltre 1,5 milioni di vacche da latte, una produzione di latte pari a 7,3 - 7,4 miliardi di litri anno e oltre 260 mila tonnellate anno di carni bovine. Si aggiungono 520 mila tonnellate anno di carni di pollo e 300mila tonnellate di carni di maiale.

Più recentemente, il Governo bielorusso ha deciso di perseguire l’ulteriore aumento di valore della produzione cerealicola puntando sulla trasformazione industriale finalizzata, sempre, alle filiere dell’allevamento. In marzo è stata definitivamente deliberata la costruzione di un polo produttivo specializzato con diversi impianti per l’estrazione di amminoacidi e la produzione di mangimi. Si tratta di un progetto annunciato già due anni fa, ma che ha richiesto una lunga messa a punto dei dettagli tecnici e finanziari. L’investimento programmato per l’intero programma che sarà realizzato in più fasi è ingente. Equivale a 733 milioni di dollari. Ma anche la produzione attesa è nell’ordine di 7 miliardi di dollari all’anno.
La tecnologia prescelta è cinese e cinese anche il partner, si tratta del gruppo finanziario Citic che opererà in joint venture con Belarusian National Biotechnology Corporation (Bnbc).  L’operazione sarà finanziata da  Export-Import Bank of China per 648 milioni di dollari, per 50 milioni da crediti commerciali mentre la quota restante sarà versata dai partner.
Le diverse linee di lavorazione e trasformazione utilizzeranno come input principale grano e triticale (250mila tonnellate all’anno) per produrre 64.700 tonnellate di lisina, 5.900 tonnellate di treonina, 1.300 tonnellate di tritofano, 23.000 tonnellate di glutine, 25.000 tonnellate di solfato di ammonio in forma liquida e cristallina e 99mila tonnellate di mangimi a base di derivati lisinici. Obiettivo: rendere il Paese autosufficiente nella fabbricazione di amminoacidi da utilizzare nella produzione di mangimi sostituendo attuali importazioni per un ammontare equivalente a 200 milioni di dollari all’anno.
In prospettiva l’iniziativa dovrebbe avere ulteriori sviluppi. Il viceprimo ministro Mikhail Rusyi ha dichiarato infatti che se l’iniziativa darà i risultati previsti in termini di cash flow, i corrispondenti ricavi saranno reinvestiti per aggiungere nuovi quantitativi e nuovi prodotti puntando anche sulle esportazioni. Tra i mercati di destinazione indica in particolare sia la Russia che l’Ucraina, che attualmente sono importatrici nette di amminoacidi (soprattutto dalla Cina) ma anche i Paesi dell’Unione Europea.

I conti che ha presentato inducono all’ottimismo: margini pari a 100 milioni di dollari anno, tempi di ammortamento contenuti nell’arco di 8 anni, vantaggi competitivi imputabili ai bassi costi dell’energia e di tutti gli input prodotti localmente, inclusa l’energia.

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