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EDITORIALE N.54

Congiuntura: Eurasian Development Bank alza al 4% le previsioni di crescita dei Paesi EAEU e del Tagikistan.

Russia e Kazakistan hanno già recuperato i livelli ante crisi. L’accelerazione dovrebbe continuare anche nel 2022 tranne che in Russia e Bielorussia

Nei Paesi dell’Unione Eurasiatica la ripresa economica dopo il rallentamento e la crisi del 2020 sta procedendo in tempi più rapidi del previsto.
In particolare, secondo l’ultimo rapporto congiunturale di Eurasian Development Bank, già con la fine del secondo trimestre di quest’anno avrebbero recuperato i livelli produttivi antecedenti all’epidemia Covid.
La Banca ha quindi aggiornato le previsioni  2021 per l’insieme dei Paesi aderenti più il Tagikistan. La crescita complessiva dovrebbe raggiungere il 4% rispetto al 3,3% precedentemente indicato.

Una ripresa a livello mondiale

Incide, indubbiamente, il miglioramento del contesto mondiale: la rapida ripresa dell’economia statunitense, il forte impatto del settore dei servizi, la riapertura, a partire dal mese di aprile di molte attività turistiche, il consistente supporto, in tutto il mondo, di politiche monetarie e fiscali orientate alla ripresa. Tutto questo si è tradotto, in particolare, in un rilancio delle esportazioni dei Paesi EAEU superiore alle attese.

Effetto Russia

Conta, evidentemente, anche il traino dell’economia russa il cui andamento, grazie anche (ma non solo) alla ripresa delle quotazioni del greggio e al trend positivo degli introiti fiscali, ha superato le precedenti aspettative . E infatti EDB ha rialzato le previsioni sulla crescita del Pil russo di quasi un punto dal 3,3% al 4,1%.

Bielorussia Grazie all’andamento sostenuto della domanda estera, l’economia bielorussa ha potuto registrare, nel primo semestre di quest’anno, una crescita del 3%. Restano però alcune incognite imputabili soprattutto all’effetto delle sanzioni introdotte da Usa, Unione Europea e Regno Unito. Complessivamente EDB prevede che il Paese chiuderà il 2021 con una crescita dell’1,3%.

Kirghizistan La ripresa di un tasso di crescita sostenuto, grazie anche alla stabilizzazione politica, è prevista per la seconda metà di quest’anno che dovrebbe chiudersi con una crescita del Pil pari al 3,9%.

Armenia Anche l’Armenia, come la Bielorussia ha beneficiato del rilancio dell’economia Russa, Paese verso cui è indirizzata una quota significativa delle sue esportazioni. Meno dinamiche le altre voci della domanda aggregata: consumi e investimenti. L’anno comunque, secondo ADB, dovrebbe chiudersi con una crescita del Pil pari al 4,2%.

Tagikistan Il Paese ha registrato un tasso di crescita decisamente elevato nel primi semestre dell’anno (+ 7,5% su base annua) che dovrebbe chiudersi con un aumento del PIL leggermente più contenuto: 6,1%

Kazakistan Crescita prevista per il 2021: + 4%. Il Paese sta beneficiando del significativo rialzo dei prezzi del petrolio, e quindi anche degli introiti di bilancio, ma continua a soffrire di molti effetti delle restrizioni imposte dalla lotta al Covid. Quali invece le previsioni per il 2022?

 

2022 positivo ma con alti bassi

EDB prevede un rallentamento in Russia con la cessazione degli incentivi monetari e fiscali e della componente di “recupero” dalla crisi del 2020, con un tasso di crescita che dovrebbe attestarsi attorno al 2,2%. Accelerazione, invece, con un aumento del Pil pari al 4,4% in Kazakistan , grazie anche soprattutto alla cessazione delle restrizioni imposte dalla crisi sanitaria. Consistente ripresa (+ 5,2% su base annua) anche in Kirghizistan grazie alla crescita della produzione aurea e delle rimesse degli emigrati. Fattore, quest’ultimo che dovrebbe contribuire anche all’andamento sostenuto della crescita in Armenia (+ 4,7% annuo) e in Tagikistan (+ 7,8% annuo). Maggiori incertezze per la Bielorussia per la quale è ipotizzata anche una “crescita zero” in conseguenza soprattutto dell’effetto prolungato delle sanzioni. Che potrebbe essere però in parte neutralizzato da un rapido adattamento del Paese alle nuove condizioni. E in questo caso la crescita potrebbe essere leggermente positiva, attorno all’1%.


Rischio inflazione

In questo scenario restano però delle incertezze. Che sono da un lato l’andamento dell’epidemia, qualora dovesse manifestare fenomeni di recrudescenza. Dall’altro l’inflazione che a metà anno era attestata mediamente, attorno al 6,6, quindi in aumento di un punto percentuale rispetto a fine dicembre 2022.

Tassi di inflazione previsti a fine 2021 (EDB)

Russia

Kazakistan

Bielorussia

Armenia

Kirghizistan

Tagikistan

5%

6,7%

8,7%

5,4%

7,7%

7,4%


Incide, in questo caso, l’elevata quota di importazioni dai Paesi esterni all’area del rublo e la svalutazione dei tassi di cambio rispetto all’euro, al dollaro e alle valute asiatiche. Con un effetto negativo sui costi di produzione e anche sui tassi di finanziamento praticati alle imprese imposti dal rientro delle politiche monetarie espansive praticate dagli Istituti di emissione. Con tassi di riferimento che in
Russia sono saliti al 5,5%, in Armenia e Kyrghizistan al 6,5%, in Bielorussia all’8,5%, e in Tagikistan addirittura al 12,5%.

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