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DOSSIER N.5

Kirghizistan - Filiera tessile: Il Governo punta a consolidare i distretti della moda. Legprom prescelta come organizzazione di riferimento per l'iniziativa

Sorgeranno a Bishek,Chui, Osh. Forniranno un supporto di servizi e formazione.

Il Governo di Bishek accelera sulla filiera tessile in senso lato. Secondo dati ufficiali nel settore attualmente operano 150 mila  persone. Già oggi la filiera dell’abbigliamento copre  una quota importante  degli introiti valutari del Paese anche se è molto difficile valutare quante siano esportazioni effettive e quante siano soltanto riesportazioni di prodotti e materiali provenienti dalla Cina.  Destinazione prevalente degli abiti “made in Kirghizistan”: i Paesi CSI con particolare riferimento a Russia e Kazakhstan per un ammontare complessivo che potrebbe andare dai 120 ai 300 milioni di dollari. Ma i limiti in termini di qualità e valore aggiunto sono molti.

Un forte interesse di Pechino

Le opportunità che si aprono però, sono notevoli. Riguardano in primo luogo la Cina che già oggi fornisce il 70% dei tessuti impiegati all’industria locale dell’abbigliamento, ma che da tempo ha anche avviato un processo di delocalizzazione/internazionalizzazione delle attività di confezione.  E quindi guarda al Kirghizistan come a una possibile piattaforma di esportazione verso i Paesi CSI e di altre aree, con il vantaggio di poter usufruire di consistenti agevolazioni doganali. Che invece i produttori locali non sono in grado di sfruttare appieno. Anche perché la vasta componente di economia in nero ha l’inconveniente di rendere difficoltosa la certificazione di origine “Made in Kirghizistan” indispensabile per usufruire dei benefici
Il percorso di rilancio ed espansione prevede il consolidamento di due  forti distretti  localizzati a Bishek e anche Chui sempre  nelle vicinanze  della capitale. A cui si aggiunge a Osh, localizzata nel sud del Paese dove la concentrazione di imprese del settore è comunque minore.  

C'è posto per decine di imprese ed altri occupati

L’iniziativa prevede lo sviluppo di una serie di strutture e di servizi necessari a supportare le iniziative di modernizzazione del settore, qualificazione e commercializzazione del prodotto, formazione del personale tecnico e di produzione. Il programma dovrebbe essere gestito in prima persona da Legprom, associazione locale dell’industria leggera. Il presidente dell’Associazione,  Sapar Asanov, prevede che il nuovo polo di Bishkek possa ospitare una trentina di imprese con un totale di 7-8 mila dipendenti e che possa diventare operativo nell’arco di due anni. Quello di Chui avrebbe dimensioni maggiori: 40 imprese e 10 mila persone. La localizzazione a  Osh invece è soprattutto un progetto per diversificare le aree di sviluppo  del Paese.

Possibile rilancio per la filiera della lana

Il supporto della Cina è stato oggetto anche di una serie di incontri di Legprom con il China National Textile &. Apparel Council (CNTAC). In particolare è stata anche discussa l’ipotesi di un supporto CNTAC al miglioramento delle filiera laniera del Paese che ogni anno produce 10 mila tonnellate di prodotto grezzo ma solo una piccola quota è lavorata in modo da fornire un prodotto di sufficiente finezza.

continua

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