Bazoli: soluzione concordata sul direttore generale

Il banchiere: la Banca dei territori vuol dire retail e quindi gran parte dell'attività dell'istituto - L’intervento di Benessia.

MILANO
 
«Sono fiducioso che si troverà una soluzione concordata». Così Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, è intervenuto ieri sulla questione del direttore generale del gruppo bancario.
A margine di un convegno organizzato a Brescia dall'Associazione Banca Lombarda e Piemontese, Bazoli è tornato sul tema affrontato qualche giorno fa dal presidente del consiglio di gestione dell'istituto, Enrico Salza: «Abbiamo un grande direttore generale che è quello attuale - ha detto Salza riferendosi al direttore generale Francesco Micheli - non abbiamo bisogno di altro».
Per Bazoli «il discorso dell'autonomia e delle identità territoriali è un problema di come conciliare le competenze centrali con quelle locali: questo è il problema che fa capo a un direttore generale unico, ovviamente, della Banca dei territori». Tuttavia, «sono sicuro, sono convinto che si troverà una soluzione in cui tutti daranno il loro consenso», ha sottolineato il presidente del consiglio di sorveglianza di Ca' de Sass.
Angelo BenessiaIl professore bresciano ha sottolineato la centralità della figura del manager bancario: «Quello del direttore generale è un ruolo molto importante, mi limito a dire questo, poi ognuno ne trarrà le conseguenze». «La Banca dei territori - ha proseguito - vuol dire retail e vuol dire gran parte dell'attività della banca quindi è un problema sicuramente importante». Tuttavia «oggi le grandi banche si trovano in svantaggio competitivo con le piccole banche se non sanno organizzarsi con aderenza al territorio». In questo senso Intesa «è alla ricerca di un equilibrio» perché il gruppo ha «in parte realizzato e in parte deve ancora realizzare» questo obiettivo. Sullo sfondo rimane la partita del rinnovo del board del gruppo bancario: la Compagnia San Paolo, per rafforzare il ruolo della componente torinese, vorrebbe venisse aggiunta una figura di direttore generale, con poteri definiti secondo statuto.
Quando Pietro Modiano è uscito di scena, la direzione generale è stata affidata a Francesco Micheli, cui Passera ha affidato la guida della Banca dei Territori.
A Torino chiedono che questa posizione sia non solo occupata da un manager designato dai torinesi, come previsto dagli accordi tra Intesa e Sanpaolo, ma che i suoi poteri vengano previsti e definiti dallo statuto (e non come ora, attribuiti al consigliere delegato e da lui attribuiti ai manager, si veda Il Sole 24Ore del 21 ottobre).
Qualcosa in più si capirà oggi: a Torino è previsto l'intervento di Angelo Benessia, presidente della Compagnia Sanpaolo, primo socio con il 9,9%, che in occasione della presentazione delle linee programmatiche 2010 potrebbe intervenire sul tema. E fare il punto sugli equilibri esistenti tra Milano e Torino.
 
L. D.