Più vicine Uralkali e Silvinit

Prende sempre più corpo l’ipotesi che il Cremlino stia lavorando dietro le quinte per creare, con una fusione tra Uralkali e Silvinit, un colosso russo dei fertilizzanti, in grad di rivaleggiare con Potash Corp. Lo scorso week end Silvinit ha reso noto che il 44% del suo capitale è passato a due fondi, che gli analisti ritengono collegati a persone vicine all’oligarca Suleiman Kerimov, già azionista di Silvinit col 25% e proprietario, insieme ad altri due miliardari «amici», del 53,2% di Uralkali. Fenguard, che ha appena rilevato il 20% di Silvinit, è controllata da Anatoly Skurov, «ex collega dell’attuale proprietario del 15% di Uralkali Filaret Galchev», spiega Daniel Yakub, analista di Citi. Forman Commercial, che ha acquistato il 24% di Silvinit, fa invece capo a Zelimkhan Mutsoev, deputato nel parlamento russo, come Kerimov. Un’eventuale fusione tra Silvinit e Uralkali darebbe vita a un gruppo capace di produrre 11,5 milioni di tonnellate l’anno di sali di potassio, contro gli 11,2 milioni di Potash Corp (Bhp non produce ancora fertilizzanti, nonostante intenda sviluppare una miniera di potassio in Canada). Per di più già oggi Uralkali esporta fertilizzanti insieme alla bielorussa Belaruskali, attraverso la joint venture Belarusian Potash Company (Bpc), riuscendo a imporre i propri prezzi sui mercati internazionali.